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Doubble-b
Ascoltando il demo di questo duo hip-hop trevigiano mi sembra di fare un salto indietro nel tempo fino al 1993 quando gli Articolo 31, pubblicando “Strade di città”, resero l’hip-hop, che fino ad allora in Italia era una piccola realtà, un fenomeno di massa.
Nonostante i testi, che affrontano con schiettezza ed elasticità svariate tematiche, siano validi, è l’originalità che manca a questo duo per uscire fuori dal coro.
Trovo le basi e i campionamenti un pò vecchi e superati, il loro sound ha un gusto fortemente anni ’90 e questo rende i loro pezzi poco convincenti e un pò impersonali.
Sicuramente hanno molto da lavorare, ma è ascoltando la loro ultima traccia “sinsalabin”, la più coinvolgente del demo, che fuoriescono le loro potenzialità sulle quali possono senza alcun dubbio costruire in futuro produzioni meno emulative.
A T M A N
TRACKLIST:
1. Absurd Act
2. No Compromise
3. Suicide
4. Lightness
5. We all are fucked
6. Perfect day (demo version)
Sbalordito!!! Questo è il mio stato d’animo dopo aver finito di ascoltare per la quinta volta consecutiva il promo inviatomi dalla band lucchese. Prima di imbattermi in questo prolungato ma estasiante ascolto, pensavo che fosse difficile per un gruppo “nostrano” comporre un determinato tipo di musica, quella musica che se fosse suonata da gruppi Inglesi o Americani venderebbe milioni di dischi e riempirebbe gli stadi e non lo farebbe soltanto perché è commerciale o perché è opera di un progetto costruito a tavolino.
Gli Atman non hanno niente da invidiare a nessuno e il promo che ho ascoltato ne è la conferma.
BANDITZ
Tracklist:
play me
crucified
cross the line
take you here
white bleeding rose
kill me now
alone
tavin’ loser
Hv
Band all’attivo dal 2003, i Banditz si muovono all’interno di sonorità rock tendenti al commerciale.
Suoni vecchio stile anni 70 sbarcano in un ambiente più vicino ai Guns’n’roses verso la fine della loro ascesa.
Grandi atmosfere da live shows, un sound che “spacca” e la voce carica e provocante, in stile fine anni 80.
Un gran bel miscuglio di sfaccettature rock che si uniformano in un bel disco sicuramente lodevole.
I componenti sono preparati e si sente già dal primo assolo di chitarra, un po’ “slashiano” , forse meno sbrodolato…
Melodie già sentite e abbondantemente riempite da influssi “copiati” dai grandi del rock, spersonalizza molto le doti evidenti
del gruppo, dichiaratamente desideroso di far soldi a fianco di ragazze “vogliose” in enormi concerti per il mondo.
Da migliorare sicuramente l’aspetto relativo alla presentazione del disco, con immagini viste e riviste milioni di volte, dalla
classica foto dei componenti in posa da “bellissimi”, alla coperitina a pacchetto di sigarette, con il simbolo similissimo a
quello dei Bonjovi!!!!
Complimenti per la registrazione veramente ottima e per l’arrangiamento.
Per quanto riguarda lo stile musicale, per ora è il demo migliore che ho ricevuto.
Elisabetta
TEOREMA
Dopo tanta gavetta anche i Teorema arrivano al primo disco ufficiale. In co-produzione con il Red House Recordings il combo ci presenta in anteprima due brani che andranno a formare i dieci totali della tracklist. In evidenza da subito le potenzialità della band capaci sia stilisticamente che artisticamente; chitarre americane con ritmiche rocciose unite ad una voce che sceglie linee melodiche di rock classico italiano fanno del quintetto un’ottima proposta. Una sorta di misto tra Verdena e Timoria, con arrangiamenti d’oltreoceano che sfociano in ritonelli corposi e di buona consistenza. Il singer della band è abile a trasmettere su formato digitale la sua verve vocale anche se troppo legata a stereotipi italiani. Poco rischio non sono sempre sinonimo di poca convinzione artistica, i due brani presentati mostrano le carte dei Teorema che appaiono come un’ottima mano da pocker. Non resta che attendere l’intera tracklist per questa band che promette un buon futuro artistico.
Fabio Igor Tosi
La Ghenga
Nonostante non ami particolarmente questo genere, devo ammettere che il demo de La Ghenga mi ha lasciato felicemente colpito.
Chi si aspetta uno ska dallo stampo prettamente festaiolo e spensierato rimarrà in parte deluso, in quanto il gruppo pisano privilegia le sonorità più morbide del rock steady unendole alla raffinatezza del jazz e del blues, creando un insieme particolarmente piacevole e coinvolgente.
Molto bella la cover “Jamaica farewell”, pezzo che apre il demo e che ti conduce dolcemente, grazie anche alla voce della cantante, fino alla traccia fantasma, devertente sorpresa per gli amanti del blues d’annata.
Giudizio assolutamente positivo per questo gruppo che vanta una preparazione tecnica notevole ed un’ orginalità spiccata ma non troppo invadente.
Sicuramente da sentire dal vivo.








