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QUINTO STATO
Difficile rimanere indifferenti ad un disco così bello! L’ esordio dei Quinto Stato è davvero sorprendente. Il suono inusuale della band, con riferimenti a Pixies e Sonic Youth, può sicuramente colpire molte persone, le strutture sono alternative, il cantato risulta efficace e capace di raccontare storie, come un libro o un “cantastorie” di rara bellezza. Non è certo facile spiegare il suono della band che sembra viaggiare su un binario a se stante, quasi una seconda atmosfera tagliente e spigolosa, ma piacevolissima all’ascolto. I Quinto Stato sembrano produrre una psichedelia nevrotica affogata in un muro di noise e da cui viene estrapolato un pop oscuro, intrigante, ma allo stesso tempo “simpatico” e surreale, immaginate una sezione ritmica pulsante che regge due chitarre psicotiche e fluttuanti che cambiano spesso tema, questa è la vera forza della band ferrarese, il continuo ricercare il suono, l’arpeggio, il cambio che fa sgranare gli occhi. Le stesse liriche vocali tengono ben presente la tradizione, ma la deviano creando un effetto molto originale e coraggioso. “I Soliti Fischi”, che apre il cd, fa subito capire le enormi potenzialità dei Quinto Stato, ottima “Fresco”, dal sapore antico, “Complotto”, “Gregor”, “Ultimissima” e “.Al Limite” (la più heavy della tracklist con voce doppia e ritmica aggressiva), confermano in pieno le impressioni iniziali e “Oh Baby” sembra la cigliegina sulla torta, canticchiabile, con un testo intelligente e coinvolgente, la capacità di variare lo schema della canzone è sicuramente elemento fondamentale della traccia. In fondo alla release c’è anche “E-Bow”, praticamente la versione strumentale di “Così” (che inizialmente la band eseguiva live senza voce). Detto ciò, mi limito a dare qualche informazione dul disco che la band ha registrato al Red House Recordings, la produzione è stata affidata a David Lenci, tranne “Così” e “Sui Fogli”, prodotte dal grande Giorgio Canali. Il Disco esce per Load Up Records che fa un grandissimo colpo mettendo sotto contratto questa promettentissima band. Non penso di sbagliare definendo i Quinto Stato una delle cose migliori che ho sentito ultimamente, forse la proposta italiana più interessante del momento. Il Disco esce ufficialmente nei negozi in settembre, ma è già possibile richederlo a Load Up o nei live della band.
Intervista ai Pleasure
Dopo aver finito di suonare e dopo aver smaltito la rabbia per un fonico fantasma e conseguenti problemi,ho il piacere di scambiare due chiacchiere con Luca e Stefano, rispettivamente bassista e chitarrista dei Pleasure.
Bea:allora.com’è andata questa sera?soddisfatti?
Stefano:per niente.era tanto che non suonavamo dal vivo e volevamo che questa sera fosse speciale..ma come avrai intuito dai nostri volti sconsolati,non solo non lo è stata, ma abbiamo avuto un sacco di problemi.
Bea: beh..andrà meglio la prossima volta.avete già in mente qualcosa?
Luca:con i Pleasure al completo per ora nulla.il nostro cantante però, Federico, stà portando avanti un progetto con il gruppo del nostro fonico di fiducia..probabilmente suoneranno il 21 luglio alla festa dell’unità.E’ un progetto un po’ particolare dato che si tratta di fondere 2 pezzi nostri su base elettronica per vedere cosa viene fuori.
Bea:manca qualcuno all’appello.ma il vostro batterista?
Stefano:Riccardo?..sarà in giro da qualche parte.era un po’ alterato per quanto successo stasera..
Bea:da quanto tempo suonate insieme?
Luca:sono circa quattro anni..in realtà i Pleasure nascono dalla fusione di due gruppi..ma ci siamo trovati subito bene ,basta pensare che abbiamo incominciato a suonare dal vivo praticamente subito.
Abbiamo suonato in vari pub della capitale, alla festa dell’unità ed abbiamo partecipato anche ad emergenza rock..insomma..ci siamo dati da fare.Prima facevamo cover dei Pearl Jam, poi abbiamo deciso di incominciare a scrivere pezzi nostri.comunque “Alive” viene immancabilmente suonata..non ci dimentichiamo mai le nostre radici.
Bea:si…mi è piaciuta davvero..in quel momento sembravate aver accantonato il malumore…comunque.chi scrive i pezzi?
Stefano:i testi li scrive principalmente Federico, per quanto riguarda la musica ce ne occupiamo quasi sempre tutti insieme.Ci teniamo molto ad essere sempre tutti soddisfatti…andiamo in sala anche 3 volte alla settimana.
Bea: e la canzone a cui siete più affezionati?
Luca:(i due si consultano un attimo)..è molto soggettiva come cosa..ognuno di noi è legato ad un pezzo diverso per motivi diversi..comunque credo che un po’ per tutti sia”Lordwine Ballad”..sia perchè è una delle prime che abbiamo scritto ma soprattutto per l’ideologia che c’è dietro..è un inno a Dioniso..
Bea:avete registrato il demo?
Stefano:si.lo abbiamo già pronto da maggio..inoltre abbiamo anche un sito internet del gruppo che è: www.Plea-sure.too.it..chiunque volesse andare a darci un occhiata…è ben accetto..
Intervista a Manuel Agnelli
Nonostante non fosse in programma la nostra intervista a causa di una serie di disguidi con la casa discografica, Manuel Agnelli ci ha accolto nel backstage per un’intervista molto informale e rilassata.Scherzando ci confessa di essere un po’ preoccupato per il tempo:”non può piovere la sera della penultima data del tour.”! Effettivamente il cielo era vagamente minaccioso e qualche gocciolina di pioggia si era già fatta sentire, ma è inutile dire che anche se avesse grandinato nessuno si sarebbe mosso da lì.Non era solo:infatti a tenergli compagnia c’era il suo “amico romano”(come lo definisce lui) Federico Zampaglione, cantante dei Tiromancino che durante il concerto si esibirà al fianco degli Afterhours in un suo noto successo:”Per me è importante”.Dopo aver fatto ogni sorta di presentazione arriva per noi il momento ” dell’interrogatorio”.E’ proprio Manuel a scegliere lo sfondo per l’intervista e ci guida verso una delle sale della produzione dove regna il silenzio.
Alessandra: Innanzi tutto ti volevamo chiedere perché è da più di un anno che viene promosso in tour il disco “Quello che non c’è”?
Manuel: Mah..diciamo che il nostro sistema di vita e anche di lavoro intorno ai dischi è molto diverso da chi incide per una multinazionale perché noi non possiamo usufruire di grossi veicoli di comunicazione così come altri gruppi..i quotidiani non ci danno molto spazio, facciamo parte di un altro ambiente.Per noi il tour è vita nel senso che con il tour noi portiamo in giro il disco proprio perché i pezzi non passano molto in tv e per radio.e poi con il tour ci guadagnamo da vivere.Proprio per questo non siamo fra i gruppi che vendono di più, facciamo molta gente dal vivo.è più faticoso ma più divertente.
Beatrice : Come mai hai deciso di produrre artisti come i Verdena, Cristina Donà.e la collaborazione con i La Crus come nasce?
Manuel: Per me lavorare con gli altri musicisti è un elemento di crescita comunque, non è che faccio il produttore a tempo pieno.Lavoro solo con gruppi che hanno una personalità già ben marcata e che hanno cose da comunicare a me.in realtà spero di portare la mia esperienza anche a loro.Per cui se sento qualcosa che mi emoziona..penso che è bello lavorarci insieme.
Alessandra: Pensi di produrre altri gruppi in futuro?
Manuel: Beh si..sicuramente succederà ancora, però come ti ho detto non faccio il produttore a tempo pieno..non sento questa spinta..c’è un grosso equivoco in merito a questa figura.La gente crede che siccome io mi muovo tanto e lavoro tanto alla fine la mia passione sia promuovere gruppi.In realtà non è così:per me è un modo di collaborare con altri musicisti.non sento di dover per forza fare il vate di qualcuno.
Alessandra: qualche anticipazione per il Tora Tora?
Manuel: Saranno 9 date un po’ in giro per tutta Italia.Incominciamo il 6 e il 7 di giugno con una doppia data a Nizza Monferrato in provincia di Asti che sono un po’il manifesto del Tora Tora.Ci saranno Elisa, Subsonica, Marlene, Tiromancino, Verdena e molti altri.Ci saranno anche molti gruppi che hanno poca visibilità e che non sono molto conosciuti e questo deve un po’diventare il senso del festival:dare la possibilità a tutti di esibirsi.
Beatrice : Il vostro ultimo lavoro ha sonorità diverse da quelle dei dischi precedenti:è un cambiamento voluto o un risultato spontaneo del vostro lavoro?
Manuel: Un pò tutte e due le cose:ogni disco deve essere diverso da quello precedente se no è un po’ deludente.Sono successe molte cose nelle nostre vite private e anche a livello di gruppo: c’è stato l’abbandono di Xabier, il nostro vecchio chitarrista, cosa che per forza ci ha imposto un cambiamento.Ma è stata anche un’occasione per un cambiamento quindi in un certo senso abbiamo rigirato la frittata e l’abbiamo traformata in una cosa positiva ecco.Questi cambiamenti sono in un certo senso vitalità per un gruppo che esiste da molti anni.
Beatrice : Senti ora usciamo un attimo dall’argomento musica.cosa stai leggendo in questo periodo?cosa ascolti?
Manuel: Sto tornando a leggere gli scrittori europei..ho letto Hrabal..uno scrittore Praghese..”Una solitudine troppo rumorosa “mi è piaciuto tantissimo.Mi piace la Yourcenar. Ho riletto”Le memorie di Adriano” che avevo già letto molti anni fa.l’ho riletto in modo completamente diverso..ora ho trovato delle risposte alle mie domande ma non fosse stato il momento giusto per capirle..è stata come un’illuminazione.Ho abbandonato un po’ gli scrittori americani..quel tipo di sintesi non mi interessa più tantissimo.c’è un tipo di intensità e di spessore negli scrittori europei di cui ho veramente bisogno in questo periodo.Per quanto riguarda la musica ascolto di tutto anche se non mi interessa molto il rock che si sta facendo in questo periodo.Se voglio ascoltare musica rock in genere si tratta di cose molto molto vecchie
Alessandra: Ho letto in una precedente intervista che al soundcheck ti piace suonare gli Stooges?
Manuel:Si ma non solo..anche gli Mc5..un sacco di cose vecchie che hanno ancora tanto da comunicare.Ora solo cloni di altri cloni, revival di altri revival..
Alessandra: Tanti piccoli Kurt Cobain?
Manuel: Ci sono dei nomi..come per esempio i Radiohead che hanno fatto cose interessanti.ma in genere preferisco roba molto vecchia..
Beatrice : Ok.l’ultima domanda:progetti per il futuro?
Manuel: Adesso le vacanze.a casa con le pantofole davanti alla televisione, ad annoiarmi su internet.Poi andare a cena fuori con gli amici.non ho bisogno di fare delle cose speciali.anzi.ho bisogno di fare delle cose normali.
THE BOLLOCKS
A fine esibizione rubo 5 minuti a Stefano per chiedergli qualche informazione sul suo gruppo che mi ha molto colpito e che penso valga la pena che anche voi conosciate.
Bea:allora..presentaci il tuo gruppo.
Ste: siamo in 3..io suono il basso e canto,alla batteria c’e’Alessandro e alla chitarra Irene, poi in alcuni pezzi io e Alessandro ci scambiamo di ruoli..ma questo te lo spiego dopo..
Bea: e come avete deciso di formare un gruppo..con chi hai preso contatti per primo..raccontaci.
Ste: mi piacciono molto i Sex pistols e parallelamente al mio gruppo, i Drone, ho deciso di fondare un gruppo cover dei sex pistols appunto.Ho messo un annuncio su porta portese e la prima a rispondere è stata Irene,che tra l altro casualmente gia conoscevo e poi è stata lei a contattare Alessandro.
Bea: ma stasera è stata la prima volta che suonate dal vivo?a me siete piaciuti molto ma tu che giudizio dai all’esibizione?
Ste :si..é la prima volta quindi puoi immaginare da sola l’emozione..comunque è andato tutto bene anche perché vedevo che dal pubblico c’era un certo riscontro..cantavano con noi..c’era anche chi pogava..è stato molto bello.
Bea:da quanto suonate insieme?
Ste: da poco..anzi da pochissimo..calcola che siamo stati in sala solo 3 volte..non abbiamo avuto molto tempo per prepararci..forse l’emozione e la paura erano causate proprio da questo..
Bea:qual è stata con esattezza la scaletta che avete seguito?
Ste :allora.prima di iniziare a suonare ci sembrava quasi doveroso far sentire l’inno inglese cosi nel frattempo ci preparavamo..abbiamo iniziato con “Holidays in the sun” dei Sex pistols ovviamente, poi un pezzo degli Anti-Nowhere league “So what” per poi approdare al nostro cavallo di battaglia se cosi si può definire..”Anarchy in the UK”.
Bea: se non sbaglio avete fatto anche un pezzo dei CCCP?
Ste: si..in” Spara Yuri” io e Alessandro ci siamo invertiti ed io ero alla batteria..poi dopo
abbiamo anche suonato” Belsen was a gas” sempre dei pistols , poi un pezzo dei Dirt Bag ovvero”I hate you”.”God save the Queen”è stato l’ultimo pezzo…tra l’altro hai fatto caso alla bandiera dell’Inghilterra sulla cassa?
Bea: si..ho notato, complimenti bella idea!l’ultima domanda..la strumentazione era vostra o il locale l aveva messa a disposizione?
Ste: la batteria era mia…ma come hai visto c’è mancato poco che rimanesse in mille pezzi sul pavimento del locale..
Bea:cosa e’ successo esattamente?
Ste: ora non mi va di parlartene tanto per fortuna e’ tutto ok, però ti posso solo dire che alcune persone dovrebbero avere più rispetto per gli altri e per le cose degli altri.tutto qua.
Bea: Spero che abbiate in mente di suonare in altri locali, stai certo che non mancherò all’appello..grazie di tutto.
Recensione/Intervista ai Drone
Molto famosi nell’underground dei gruppi emergenti di Roma, nati come coverband dei Nirvana ma ora dediti alla creazione di testi propri, i Drone si sono formati nel maggio del 1999.Mi trovo casualmente a parlare con Alessandra, chitarrista ed unica eccentrica componente femminile del gruppo.Mi spiega che gli elementi stabili del gruppo sono lei ed il batterista Stefano ai quali nella formazione attuale si aggiungono Francesco al basso e Antonio, cantante-chitarrista del gruppo.Nelle formazioni precedenti ricordiamo al basso prima Luca e poi Filippo.
Sono quattro ragazzi molto motivati per i quali si capisce subito che la musica non è soltanto una passione o un hobby ma una vera e propria ragione di vita e non si può certo dire che ne seguano la filosofia in modo errato; infatti si stanno facendo molta strada.Incominciano a suonare alle feste scolastiche di fine anno e poi nel 2000 si esibiscono ben due volte in un noto locale romano, il Coetus. Non mancano per loro occasioni per confermare la loro bravura ed originalità: infatti ad Emergenza Rock, un importante concorso per gruppi emergenti, si sono sempre distinti dagli altri gruppi e posizionati discretamente.Sempre nel 2000 i Drone scendono in piazza e suonano in un concerto organizzato dalla sinistra giovanile il 1 maggio a largo Ravizza a Roma.
“Abbiamo incominciato con le cover dei Nirvana per cercare di trovare un nostro sound..un’alchimia giusta tra noi 4..” spiega Alessandra che fiera mi parla dei loro pezzi.”La prima canzone che abbiamo scritto insieme è stata Alcolico N .L’ arrangiamento lo abbiamo fatto tutti insieme mentre del testo se ne è occupato Antonio e della musica Stefano.Siamo tutti molto legati a questo pezzo”.I Drone passano moltissime ore in sala insieme e sono molto affiatati.La loro presenza scenica è molto forte e malgrado la loro giovinezza e la loro non proprio matura esperienza, hanno già familiarità con il palco. Se volete contattarli per qualsiasi motivo la loro email è la seguente:Drone.mail@libero.it .




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