Category Archives: Sensazioni

NDCKAOS – YOU MUST RELAX

Cd autoprodotto
1. You must relax 04:22
2. Tomorrow 04:17
3. The science 03:25

Dal package, ai suoni, agli arrangiamenti (struttura strofa/ritornello inappuntabile), rileva sostanziale la maturità e professionalità raggiunta dai gioiesi NdcKaos.
In questo promo “You must relax” (anticipazione del disco previsto per gli inizi del 2004) domina la melodia e la dance anni ’80, soprattutto nel lavoro delle tastiere (siamo lontani dal groove degli Orbital, per intenderci). A proposito di tastiere: chapeau. Musicisti preparatissimi garantiscono ritmiche pulite e chirurgiche, la cantante Daniela si cimenta, più che in passato, con vocalizzi che garantiscono maggiore varietà ed eterogeneità di soluzioni e traiettorie armoniche.
“You must relax”, un po’ come “Brothers” del precedente lavoro degli NdcKaos e “The science” del presente, non può lasciare impassibili; gli effetti di basso (in evidenza soprattutto in “Tomorrow”) e la miniera di suoni del tastierista Francesco avvolgono. La batteria macina battute e disegna dinamiche come un computer. Cosa aggiungere? Attendo curioso il full-lenght, al contempo certo del valore del medesimo, considerati tali pregevoli “apri-pista”. [Read more...]

Intervista ad Enrico ed Edoardo degli Hogwash

Ciao Enrico,
parlaci degli Hogwash,: come vi siete incontrati, quando avete iniziato a suonare insieme…
Enrico: La band si è formata nel 1994, ci conoscevamo già da un bel po’ di tempo e suonavamo in bands differenti. Io e Roberto (batterista) avevamo condividevamo un piccolo progetto casalingo sullo stile di Godflesh e Young Gods, e sempre Roberto si cimentava alla chitarra in una band con Max (ex bassista). Poi per un certo periodo ci siamo frequentati di più ed è stato naturale scoprire le nostre affinità elettive, da qui la voglia di fare qualcosa insieme e di formare una band. [Read more...]

MONZON S/T

Una vera sorpresa i romani Monzon, autori di un rock prevalentemente recitato e dalle svariate influenze, dove sembra evidentissima la qualità e la bontà della proposta. I Monzon ci affascinano con un sound che pesca a piene mani dal drum’n’bass mixandolo con il progressive, il post punk ed aggiungendo venature folk. Un ibrido ben congeniato e coinvolgente, la singer Maria Pina Galofaro (che ricorda, come timbro vocale, Giuni Russo), infonde molta teatralità ai testi proposti, riuscendo sempre a colpire nel segno. Massimo Volume, Portishead, Massive Attack e anche Umberto Palazzo (nei suoi brani recitati), queste possono essere considerate le coordinate di questi due brani promozionali registrati analogicamente da Andreas Venetis al Red House Recordings, che si presentano forti di ritmiche sincopate, di un basso tecnico e vicino a sonorità jazz, di frequenti incursioni di fisarmonica e di testi (la grande forza dei Monzon) poetici ed angoscianti d’impostazione teatrale. Soprattutto “Casa Carnivora” è splendida per l’atmosfera antica creata dal suono Monzon e per la voce che cambia tono da strofa a strofa riuscendo ad attirare l’attenzione. Davvero un’ottima proposta che si dimostra vicino alla tradizione cantautoriale italiana , rendendola però attualissima con grande personalità. [Read more...]

Propane live at Indian’s Saloon

Serata all’Indian Saloon di Bresso dove sono presenti i Propane ospiti dello Show case dei The lorean. Clima poco confortevole dove sono presenti solo una cinquantina di persone. I Propane si presentano con una formazione di quattro elementi , Voce e chitarra, chitarra solista ,basso e Batteria! Sono loro che apriranno la serata ed e’ di loro che voglio parlare! Fin dalle note della prima canzone si ha la sensazione di aver di fronte una buona band ,in grado di trasmettere energia ed emozioni! Il loro genere e’ un indi rock che al suo interno racchiude molte influenze della musica alternativa internazionale! Il particolare modo del cantante di cantare ricorda perfino tempi lontani in cui Nick Drake era ancora presente sul nostro pianeta. Dolce e sensuale ed allo stesso tempo malinconico e speranzoso nelle sue melodie quasi parlate! Una vena poetica scende sul palco quando “U depace”(Cosi viene chiamato il Chitarrista) lascia la chitarra per prendere in mano un violino ed eseguire un brano di ottima intensità! Di questi tempi non dispiacerebbe poter ascoltare una Ballad di questo tipo nelle radio! Buone anche gli arrangiamenti di basso e batteria che calzano perfettamente nelle canzoni! Propane capaci anche di scherzare su “tragedie personali” scrivendo una canzone dedicata al loro batterista, Michele, che un giorno addormentandosi mentre cucinava ha quasi dato fuoco a casa sua. La canzone e’ intitolata “don’t touch my kitchen” e al suo interno e’ presente un piccolo richiamo alla storica canzone dei Cure “Boys don’t cry”. Niente di negativo traspare nella loro esibizione divertente e capace di trattenere l’attenzione del pubblico su di essa!Forse peccano leggermente nella tecnica ma grazie alla loro capacità di trasmettere le loro sensazioni agli spettatori, riescono a sminuire il particolare! Sicuramente una band che può avere un buon futuro nella scena musicale, l’importante e’ che continuino a lavorare intensamente sul loro progetto senza sottovalutare le loro potenzialità! Chiunque abbia la possibilità di vederli in concerto vada senza rimandare “alla prossima volta” potrebbe non accadere mai più! [Read more...]

TV LUMIERE – S/T

Produzione artistica: A. Cambuzat (Ulan Bator)
1) Alto tradimento
2) I Gatti (parte I)
3) 13.66 Ahimè
4) El Mar
5) Riflesso
6) Scena Madre
7) Figure
8) Ritratti (e giochi d’infanzia)
9) I Gatti (parte III)
10) Elegia
11) D’Improvviso

Era dai tempi di “Altrove” dei Diaframma che non ascoltavo un dark italiano più dark italiano di quello dei ternani TV Lumiere. E i riferimenti a Federico Fiumani non finiscono qui. Federico Persichini ha infatti timbriche gravi, assai vicine a quelle con cui Fiumani si è cimentato in alcuni episodi di “Scenari immaginari”. Testi crepuscolari, basso monocorde e ipnotico, batteria essenziale, sonorità spesso plumbee a cui fanno da contraltare improvvise deflagrazioni noise (e qui affiora la cura di Cambuzat) rendono questa vera e propria opera prima della band dei fratelli Persichini particolarmente interessante, punto di riferimento non trascurabile per gli amanti della scena. Aperture più lievi come il coro de “I Gatti (parte I)” aggiungono bellezza a un disco profondo e ricco di visioni, suggestioni ed emozioni. [Read more...]