Category Archives: Sensazioni
SUGAR KANE
Prendono il nome da uno splendido brano dei Sonic Youth (contenuto in “Dirty” datato 1992) questo quartetto proveniente da Trani. La stessa musica prodotta ha forti richiami ai sonici americani, i primi Sonic Youth, quelli più diretti e punk, di cui i nostri assimilano il noise e l’inventiva nel creare buone linee chitarristiche e qualche colpo ben assestato nella sezione ritmica, tralasciando però la pazzia che di certo non può uscire a tutti. Gli Sugar Kane cantano in italiano centrando buone musiche ma anche qualche caduta di tono come il testo dell’opener “Luce Negli Occhi”, bellissima nella parte stumentale (una rilettura dei Sonic Youth), incisiva nell’interpretazione della voce, ma non troppo azzeccata nel testo. Buone tutte le musiche, “Gianluca” ha sentori di Blonde Redhead più corposi e “Avverto L’Aria” dei Marlene Kuntz, più delicata “Jane” ma di poca consistenza. “Appunti si un viaggiatore nelle terre del socialismo sleale” è forse la composizione migliore, la più originale e quella più ispirata anche a livello vocale. Anche se la registrazione non giova di certo alla band si riscontrano buone doti tecniche e gusto nel creare i brani, serve maggior personalità (da seguire l’esempio dell’ultima traccia proposta) e magari maggior attenzione ai testi, ancora un pochino adolescenziali.
Fabio Igor Tosi
Andrea Vagnoni- "Un.punto"
Track list
1. Foglie
2.Michetta
3.Il pane e i petali
4.Atmosphere #4
5.Atmosphere #5
6.Atmosphere #11
7.Tarantella velenosa
8.D’istanti
9.Il giornale del cinema
10.Querce
11.Fiumelento
12.Il canto dell’adolescenza
13.L’incanto
14.Capriccio
15.In volo
16.Luna nuova
17.Estern dream
18.Valzer delle poche speranze
19.Le prime volte
20.Questo è il problema
21.Trio n.7
22.Trio n.9
Sognare, pensando ad alberi e fiori che, in un incantato mondo di magia, si muovono dolcemente
accarezzati da un leggero vento di speranza osservando quell’uomo. Quell’uomo che durante il suo cammino
ha donato sensazioni indimenticabili lasciando profumi di giovinezza e consigli di sagezza. Il suo lungo viaggio verso
la comprensione dell’ esistenza. Mistero e Chiarezza. Dolore e felicità. Quell’uomo cammina ancora, a volte barcolla,
ma continua a navigare in mezzo al prato. I fiori sorridono e gli alberi si inchinano. Il mondo di magia rimane ad ascoltare
il dolce suono delle sue avventure. Il mondo reale fa finta di niente e la gente commina per niente.
E’ questo il mondo di Andrea Vagnoni che merita con questa raccolta la celebrazione a vera star della poesia.
Una raccolta che racchiude anni di vita ed esperienza vissuta nell’ambito artistico e riassunta in “Un.punto”.Dopo
“In tempi di guerra” Un entusiasmante unione di colonne sonore realizzate per i corti di altrettanti artisti capaci di riconoscere in Andrea
Vagnoni il vero animo di artista. Ventidue canzoni che potrebbero accompagnarci per tutta la vita. Suoni e melodia
che donano immagini difficili da prendere in considerazione senza il suo aiuto. Musiche che vengono da tutti gli stili
musicali e difficili da ritrovare nel mondo attuale. Impossibile identificare la canzone migliore, ogni canzone potrebbe essere
la più bella in diversi momenti della nostra vita. In questo momento credo che “Il pane e i petali” possa essere quella che più rappresenta il mio stato d’animo.
Un insegnamento per tutti coloro che anno perso la speranza.
Someday
durata: 30 min e 20 sec
tracklist:
1) Una strana storia
2) Da qualche parte, una festa
3) non adesso
4) passi lontani
5) l’orologio
6) t.l.s.
Trio torinese insieme dal 2001, Alberto, Daniele e Michele ci presentano un lavoro già maturo.
Disco che è difficile “catalogare” in un genere, le sonorità si sgranano in tessuti armonici ampi e “culturali”.
Possiamo trovare intensità melodiche che spaziano dalla musica oltreoceano a quella più “di casa”.
I brani risultano piacevoli e decisamente orecchiabili, grazie ad un songwriting abbastanza immediato che ha
sapientemente messo in primo piano l’importanza del mix testo-melodia con passaggi significativi e brillanti,
sviluppando così un’opera compatta e intelligente.
Un cenno lo merita sicuramente la complicità tra le parole e la vena malinconico-realista che avvolge l’atmosfera
di ogni song, dolci e acide, ispirate e crude, ma comunque vere.
Un potenziale gruppo per fare uscire la musica italiana dalla nicchia, una band dalle notevoli prospettive future.
MACNO
Nuova proposta di casa Load Up / Lake Records, all’esordio discografico i Macno. Rock è il credo della band, in ogni sua forma e colore, c’è una sezione ritmica cupa e chitarre corpose a creare le basi della musica della band che si dimostra abile nella ricerca sonora e tecnicamente preparata. Spazio importante hanno i testi e le liriche vocali di Mimmiz, visionarie e credibili anche se non troppo incisive nell’esecuzione. C’è un elemento noir nella sua voce, quel tono di superiorità che affascina sin dai primi versi. L’interpretazione del singer ha però la pecca di rimanere statica in tutti i dieci brani proposti e poco dinamica nella tecnica, nonostante un buonissimo equilibrio e un timbro tosto e particolare. Forse in questo non aiuta una produzione artistica che tende a dar maggior spazio alla voce relegando in secondo piano la rumorosità di fondo che ha spunti davvero notevoli. I riferimenti per la band si chiamano Ritmo Tribale, Estra e primi Litfiba, le chitarre americane hanno la propria importanza nelle costruzioni musicali che funzionano bene soprattutto nei suoni e nella ritmica. È la passione che guida la band pronta a lasciarsi ammaliare dalle distorsioni, riescendo a consegnarci ottimi episodi come “Evidentemente Tu” e “Tregua”, ma in generale nessun brano mostra debolezze, semmai eccessiva omogeinità che significa anche coerenza e fede in quel che si suona. Altre tracce decisamente buone sono: “Fragile”, “Le Stesse Vanità” dalla cadenza oscura e crescente nell’atmosfera, e la conclusiva “Uno Schianto”. Escludendo lo splendido suono visionario dei Red House Blues Revue, i Macno sono, senza ombra di dubbio, la miglior proposta uscita per Load Up – Lake Records da quando le due etichette si sono unite.
Fabio Igor Tosi
POROROCA – Demo cd
Mi è sempre difficile giudicare un gruppo (e la sua identità) basandomi su soli due brani (“Dogma” e “Così rivelo”), mi limiterò perciò a dire che i Pororoca (nati nel 2003) sono una nu-metal band toscana che prende il proprio nome dalla lingua dei nativi sudamericani che indicavano con “pororoca” il grande rumore generato da una gigantesca onda che formatasi nell’Oceano si spinge fino nel Rio delle Amazzoni portando distruzione. Come questa onda, anche il sound del demo denota una forte energia ma che purtroppo in alcuni frammenti dà “di già sentito”; manca sicuramente quel “cesellare” in fase di arrangiamento che lo renderebbe più intrigante e personale ma siamo dopotutto alla prima registrazione di questi ragazzi.










