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Le faremo sapere: Alessio Accardi, il primo singolo e l’intervista

Ciao Alessio, innanzitutto benvenuto su SulPalco.com! A fine novembre è uscito il singolo “Le faremo sapere”, che anticipa il tuo primo EP. Prima di parlare di questo progetto, però, vorrei rompere il ghiaccio con un’altra domanda. Chi è Alessio Accardi? Vuoi presentarti ai nostri lettori?

Ciao a voi di SulPalco.com e grazie per l’opportunità di parlare del mio progetto.

Mi chiamo Alessio Accardi e mi sono avvicinato alla musica fin da bambino. Ricordo che mi presentavo nei locali della provincia di Milano, cantando da “Imagine” di John Lennon, a “Perdere l’amore” di Massimo Ranieri…

Poi sono arrivati i dischi rock, che mi hanno cambiato la vita: a 8 anni conoscevo a memoria i testi dei Litfiba, dopodiché ho scoperto i Black Sabbath, gli Sweet, e mi sono appassionato all’hard rock anni ‘70 e ‘80.

Attorno ai 13 anni ho cominciato a suonare la chitarra e ho scritto il mio primo brano. Fu una cosa molto naturale: tornando a casa da scuola, il mio unico pensiero era arrivare in camera, prendere in mano la chitarra e cercare di inventarmi qualcosa di nuovo… Che prontamente ho registrato su una radio portatile con la musicassetta.

Era il 1997 e avevo scoperto che potevo imprimere le mie idee su nastro! Oggi le musicassette sembrano preistoria, ma negli anni della mia adolescenza – gli anni ‘90 – erano ancora molto in voga.

Cominciai anche a suonare in vari gruppi, proponendo materiale inedito di matrice punk rock e con sonorità grunge, ispirate al sound di Seattle. Da allora ho calcato circa 300 palchi… il conto non lo tengo più! Questa è più o meno la mia storia.

Ho letto che sei attualmente impegnato in tour di concerti per promuovere il tuo lavoro, nell’Anno della Redenzione Tour 2018. Perché questo titolo?

L’Anno della Redenzione Tour è un tour autogestito e autoprodotto. Ho iniziato questo tour quando avevo appena compiuto 33 anni – gli anni di Cristo – e con molta ironia volevo far presente a tutti il mio ritorno sulle scene, poiché mancavo dai palchi da qualche annetto.

Presi una pausa anni fa, ma stavo impazzendo, mi sentivo vuoto. Per gioco mi iscrissi quindi ad alcuni festival e, dopo aver vinto un paio di contest, ho pensato che potevo avere ancora qualcosa da dire, nonostante la mia età.

In questo contesto è nato anche un brano dal titolo “33”, un pezzo che è venuto da sé e che è in parte autobiografico. È arrivato primo al “Cassina Music Contest”, dove tra i giurati era presente anche Laura Ciriaco, che parteciperà quest’anno a Sanremo.

Anche se il tuo progetto solista è relativamente recente, ci hai raccontato che calchi il palco da più di 15 anni! Che sensazioni ti dà suonare dal vivo e com’è il tuo rapporto con il pubblico?

Per me suonare su un palco è un momento speciale, che mi fa sentire vivo e presente, mi fa uscire fuori dalla noia della quotidianità. Penso che nel mio caso sia stata una specie di autoterapia, che mi ha aiutato a superare tanti momenti difficili della vita.

Ho tantissimi ricordi legati alle varie esperienze on stage, la sensazione di poter comunicare alle persone qualcosa attraverso la mia musica mi mette tanta curiosità, di conseguenza ogni volta è un esperienza diversa.

Ho avuto la fortuna di salire su palchi molto importanti (Rolling Stone, Teatro Smeraldo, Le Scimmie, Hard Rock Café di Lisbona), davanti a tante persone. Ho suonato anche all’estero, dove c’è un approccio totalmente diverso, in confronto al nostro Paese.

La cosa più piacevole è quando le persone, a fine concerto, vengono a chiederti informazioni su un brano o su quello che fai: se qualcosa di me li ha colpiti, vuol dire che sono riuscito a farmi ascoltare, cosa difficile oggi, in mezzo a un milione di voci. Questo mi rende felice e mi fa venire voglia di andare avanti.

Dalle band alla carriera solista e ai live in acustico: come hai vissuto questo passaggio e com’è cambiato il tuo suono?

Bella domanda! Nelle band avevo una chitarra elettrica, amplificatori a palla e distorsioni potenti, urlavo a squarciagola… Sono stati anni molto belli, che ricordo con piacere: aprimmo anche un concerto dei Gang, di Ulan Bator e tanti altri. Ho tanti ricordi, molti sono offuscati, ma per fortuna ci sono le riprese video!

Oggi invece mi propongo voce e chitarra. Il suono è cambiato, anche se mi ritrovo ogni tanto a suonare vecchi brani composti più di dieci anni fa, in chiave ovviamente acustica.

A volte mi mancano quei tempi e non è escluso che io possa tornare a suonare in band, se trovassi i compagni di carovana giusti. Attualmente, però, sono concentrato sul mio progetto. È la mia priorità e il mio suono oggi è più vicino all’unplugged.

Mi ispiro principalmente al rock alternativo di matrice americana o britannica, e ai grandi cantautori italiani. Non mi piace etichettarmi, citando nomi di grandi artisti giusto per citarli. Oggi mi dicono che faccio grunge: la cosa mi fa ridere, perché, quando facevo davvero grunge, mi dicevano “Hey, tu fai metal!”.

Insomma, ognuno ha la sua opinione. Venite a vedermi per capire cosa faccio davvero. Io ancora non l’ho capito, ma voglio vivermela così: io, la mia chitarra e il pubblico.

Veniamo ora al tuo singolo, “Le faremo sapere”. Oltre a essere effettivamente un brano orecchiabile, osserva il mondo musicale con impietosa ironia. Vuoi raccontarci un po’ di cosa parla la tua canzone e quanti “Le faremo sapere” hai ricevuto finora?

“Le faremo sapere” è uscito il primo dicembre, quindi è davvero recentissimo!

Ho vinto un contest musicale e ho quindi potuto registrare questo singolo da un vero professionista, Andrea Tripodi, che ringrazio pubblicamente: il suo lavoro è stato fondamentale. Ha collaborato con musicisti come Grignani e tantissimi artisti internazionali, mi ha fatto capire come si fa musica per davvero in uno studio di registrazione.

Ho ricevuto molti commenti su questo brano a proposito della sua orecchiabilità, ma soprattutto sul testo. Mai mi sarei aspettato che un muratore, a fine concerto, venisse a dirmi: “Hey, sai quante volte mi hanno detto Le faremo sapere? Mi è capitato tantissime volte!”.

Io avevo pensato questo brano come B-Side, una protesta ironica al panorama musicale italiano, ma soprattutto una critica a tutti quei produttori cui interessa solo il guadagno, ma non esaudiscono alcuna promessa.

Invece ho capito che la gente si veste addosso questa canzone e la adatta alla propria esperienza e questa è una cosa bellissima, a cui non avevo proprio fatto caso. Ho ricevuto anche dei commenti positivi da artisti del settore, che presto pubblicherò sulla mia pagina facebook.

Ultimamente mi è anche stato proposto un remix in versione dance, pensa te!  Non l’avrei mai immaginato, eppure sta succedendo. Sono molto contento di quello che sta accadendo: un brano nato come canzone da fine CD diventa il mio primo singolo ufficiale. La vita è così, una serie di casualità.

In generale, come giudichi il panorama musicale attuale?

Sulla musica italiana dico solamente che a mio avviso bisognerebbe valutare di più l’innovazione, piuttosto che continuare a produrre emulatori.

Al momento ho notato che la musica è tutta uguale, non c’è nessuno che spicca, che esce dal coro.

Posso farvi un esempio: Vinicio Capossela, un maestro inarrivabile, fa quello che vuole e non gli interessa adattarsi alla moda “indie”, piuttosto che alla “trap”, non gli interessa modificare la lunghezza dei suoi brani per poterli far arrivare in classifica e io lo apprezzo molto.

Ho notato che molti giovanissimi davvero bravi purtroppo tendono a copiarsi l’uno con l’altro, cantando tutti nello stesso modo e avendo come unico scopo quello di raggiungere le 500.000 visualizzazioni. Oggi conta molto di più l’apparenza, anche l’aspetto fisico, piuttosto che la sostanza.

In Italia ci sono artisti fantastici, ma il 90% di questi non viene appoggiato da etichette e non viene aiutato da nessuno a emergere, perché è più interessante produrre qualcosa che “va di moda”, quindi è davvero difficile far capire alla gente che non è del settore che esiste tanta musica, oltre a quella passata nei talent show e nelle solite radio.

Quali sono i tuoi piani e le tue aspettative per il futuro? Puoi darci qualche anticipazione sul disco in uscita?

Attualmente il mio interesse principale è far arrivare la mia musica alla gente, suonando il più possibile, ho in cantiere alcune proposte musicali, avrò la fortuna di collaborare con alcuni artisti davvero di alto livello e sono grato per tutto questo.

Cercherò di lavorare al meglio per poter arrivare anche a qualche etichetta. Ho avuto due o tre proposte discografiche e le sto valutando molto attentamente, per capire quale sia la migliore per me, ma non ho ancora preso una decisione e sono aperto a nuove opportunità.

Per ora posso dire che l’EP uscirà sicuramente nell’anno nuovo e conterrà cinque brani inediti. La scaletta è in continuo cambiamento, perché al momento sto scrivendo dei nuovi pezzi, ma ho anche vecchi brani, già “rodati” live, che ancora non sono stati registrati in studio.

Dovrò fare una scelta, perché è difficile rappresentare un repertorio come il mio in sole cinque canzoni… Spero, dopo questo EP, di riuscire a realizzare un long album entro il 2019!

Siamo ormai arrivati alla fine. Vuoi ricordare ai nostri lettori attraverso quali canali possono seguirti?

Innanzitutto ringrazio SulPalco.com per l’opportunità che mi ha dato. Potete trovarmi ai seguenti link:

www.facebook.com/alessioaccardi.official

www.instagram.com/alessioaccardi.official

www.youtube.com/singerfromitaly

Cercatemi su internet, ascoltare il mio nuovo singolo e…. “Fatemi sapere”!