Category Archives: Sensazioni
Entourage
Suoni grezzi in uno sfuocare di melodie e ruvide chitarre. Gli Entourage mischiano nel loro sound un pò dell’alternative rock nostrano (quello targato MK) con le sonorità statunitensi del post-grunge. Buono l’apporto vocale (anche se necessiterebbe di maggior grinta in alcuni frangenti, visto che a volte pare un pò “soffocato” dal suono d’insieme) e interessante la voglia di sperimentare passaggi strumentali arricchiti di campionamenti e voci registrate (come nel caso della Tooliana “Enter in our age”). Le tracce a ogni modo scivolano via piacevolmente senza stancare o risultare necessariamente simili, proponendo un sound granitico ma non pesante, sciolto ma non slegato … una prova davvero incoraggiante.
Offlaga Disco Pax in concerto allo Zenzero di Bari
I tempi del ginnasio sono (purtroppo) lontani. Allora, con 2-3 amici folli, in occasione dei concerti, il rituale prevedeva: partenze in treno subito dopo pranzo, altri eventuali mezzi pubblici, piazzamento dietro i cancelli, file titaniche, sospirata conquista finale delle transenne centrali, libagioni…
Tuttavia venerdì 28 aprile, per il concerto degli Offlaga Disco Pax allo Zenzero di Bari, non mi sono voluto privare del piacere di arrivare un paio di ore prima del live e di gustarmi l’attesa nel locale vuoto e rimbombante di silenzio.
Di fronte a me un palco reso scarno dalla mancanza della batteria ma in compenso addobbato da scatole di biscotti Tatranky (le fotografie sono di Anna Maria Stasi), un leggìo sulla cui copertina si fronteggiavano la foto della statua di Lenin e la prima pagina di “Cronaca vera”, un drappo con la scritta “Ceska posta”, un televisorino collegato ad una console con videogiochi stile vic 20, una valigetta piena di gomme cinnamon…
Scenario completato da una strumentazione ridotta a due chitarre (Fender e Rickenbacker) costellate da una dozzina di pedalini, un basso (anch’esso Rickenbacker), una tastierina (ravvivata da adesivi, tra gli altri, di Public Enemy e Settlefish), un portatile e un moog prodigy.
Alle 23:30 lo Zenzero registra un’affluenza significativa e davvero soddisfacente per la gioia di chi, come il sottoscritto, vorrebbe sempre incoraggiate iniziative di questo tipo dalle nostre parti. I 3 ragazzi degli Offlaga si aggirano tra il pubblico, chiacchierando e sorridendo, in sottofondo la new wave di Carlo Chicco.
Colgo l’occasione per un plauso al costante e indefesso apporto che tutto lo staff di Controradio Bari si sforza quotidianamente di fornire alla scena indipendente ed emergente. Plauso in cui desidero coinvolgere anche lo Zenzero, sede ormai abituale di appuntamenti innervati di qualità e coraggio.
Poco dopo le 00:00 Daniele Carretti e Enrico Fontanelli salgono sul palco, mentre Max Collini, tra una smorfia e un paio di corna all’indirizzo di Daniele Carretti, resta a sbirciare quel che accade dal vetro dei camerini.
Il pubblico scandisce il nome di Franco Marini e subito Enrico si unisce al coro a braccia alzate.
Entra Max Collini, qualcuno gli dice che è un bell’uomo ma che stava scherzando, lui sorride, presenta la band e si inizia con Kappler. L’uditorio risponde subito con calore, urlando all’unisono il momento clou del testo: “…ha la faccia come il culo!”.
Collini lancia al pubblico pamphlet con i testi dei pezzi previsti in repertorio e si prosegue: Enver, Cinnamon (con brevi riferimenti melodici ad Allarme dei CCCP), Tono metallico standard… Sottolinea il fatto che il pubblico è sin troppo preparato: lo anticipa non solo nella scansione testuale, ma anche nella presentazione dei brani.
Le basi ritmiche sono semplicemente scandite ora dalle basi preregistrate della tastierina, ora dal portatile; il lavoro di Enrico alle macchine è notevole: suona il basso e con la paletta dello stesso attiva il sintetizzatore. Quando la creatività supera strumentazioni faraoniche con risultati apprezzabilissimi…
Collini, della cui discutibile presenza scenica ho letto da qualche parte, in realtà trasforma i suoi momentanei imbarazzi in punto di forza, guardando negli occhi il pubblico, proponendo movenze lente e vagamente teatrali, trasformando il volto in cassa di risonanza per l’umore testuale.
I momenti più intensi si raggiungono durante l’esecuzione di Piccola Pietroburgo, De Fonseca (con ciabatta bene in mostra) e, ovviamente, Robespierre.
Ma gonfi di pathos catturano i presenti i due inediti finali: Cioccolato IACP e Sensibile. La prima racconta la desolazione di quei posti attraverso un episodio di sesso, pane, cioccolato e droga; la seconda invece è incentrata sulla figura dell’estremista nero Giusva Fioravanti, definito “sensibile” dalla compagna Francesca Mambro, appellativo che suscita in Collini un profondo disorientamento semantico lessicale.
Fine.
Si è parlato tanto (e si continua a farlo) degli Offlaga Disco Pax, del loro reale valore, della loro eventuale originalità: un po’ Massimo Volume? Un po’ CCCP? In tutta onestà penso che oggi sia davvero arduo proporre una formula musicale autenticamente originale, svincolata da qualsivoglia riferimento. Quei 75 minuti mi sono piaciuti, a tratti mi hanno emozionato, mi hanno fatto sentire parte di un vissuto, a tratti mi hanno fatto sorridere, a tratti mi hanno fatto ballare. E questo mi basta, eccome. Al di là di critiche intellettualcervellotiche.
Tutto il resto è desistenza (oppure, cito, “brutta bestia l’invidia”)…
Sarah Micol "Untitled book"
Vocalist delicata e romantica, Sarah Micol pubblica questo “Untitled book” che è uno scrigno di 11 piccole stelle capaci di scivolare via tra le sonorità gospel e quelle del blues, sfiorando la new age, il jazz acustico e permettendosi di assimilare anche piccoli inserti di rock n’ roll. Disco delicato, riflessivo e denso di quiete che colpisce sia per le meritevoli doti vocali di Sarah e sia per il suo modo di comporre i brani (testi e musiche) riuscendo ad ammaliare con una incessante e romantica sensualità. “Untitled book” annovera due ospiti d’eccezione quali Paolo Arcuri e Guido Guglielminetti: il primo proviene dalla Gnometto Band (di cui Sarah è stata corista) duettando con la vocalist in occasione di “Noi e il nostro sogno” (episodio pop quasi rappato del disco); mentre Guglielminetti (già chitarrista e produttore di Francesco De Gregori) firma a quattro mani con Sarah il brano “A long way” che già dal primo ascolto denota buonissime potenzialità radiofoniche. Il pezzo sarebbe un ottimo biglietto da visita per un disco ben confezionato e per una musicista che fa della sensibilità artistica e dell’emozione il credo sul quale spingere e costruire il proprio talento.
The Gale "Band"
I The Gale nascono nell’inverno 2000/2001 grazie ad un forte legame di amicizia e alla passione per band come Nirvana, Soundgarden e Ramones.
Questo disco autoprodotto, uscito nel Dicembre 2005, ci presenta 11 tracce di un potente rock, mischiato fra il punk e il rock’n’roll che, in alcuni tratti, mostra una vena decisamente demenziale. “Sleep in your car” una miscela di punk & alternative con un cantato che a tratti ricorda i the Libertines, i Sex Pistols. Un disco fatto di riff piuttosto semplici ma allo stesso tempo ottimi per la carica e l’energia che riescono a trasmettere. “Something is Broken”, altro pezzo carino, in alcuni momenti un po’ noioso ma senz’altro ben eseguito.
Da migliorare prima di tutto il livello di registrazione che non è molto accettabile, soprattutto nella voce, ma il prodotto è decisamente apprezzabile.
“The Shocking Bowl” buon pezzo incazzato fatto di tre/quattro accordi in classico stile punk, che ricorda i Dead Kennedys. buona proposta.
ACIDOBALSAMICO, LIVE ACUSTICO AT PARABLO’
Acidobalsamico, gruppo fondato nel 2003 da quattro ragazzi di Alatri (Fr), reduci della vittoria alle selezioni per Arezzo wave presentano al Parablò i loro brani in un’ intima e ben riuscita versione acustica che si sposa a perfezione con l’atmosfera lounge del Parablò.
Il gruppo dimostra con questo live set, coadivuato da interventi narrativi, una buona ricerca stilistica nei testi e nei suoni che conferma la loro crescente stabilità interpretativa dal vivo, elementi che fanno degli Acidobalsamico una scoperta decisamente interessante.









