Category Archives: Sensazioni
DAEDALUS – LEADING FAR FROM MISTAKE
Prodotto da New LM Records
1. Darkness 01:43
2. Masquerade 06:21
3. Time 04:50
4. Rem 8 06:21
5. Leading far from a mistake 10:40
6. New 64 04:05
7. Raining 05:17
8. Flowers on Icarus’ tomb 01:51
Alessio, Fabio, Davide, Andrea e Giuseppe sono riusciti a fondere all’interno del progetto “Daedalus” le loro influenze (citano jazz, classica e metal) e i risultati si fanno apprezzare: la lunghezza delle tracce vi può già lasciar immaginare i mille stati d’animo che si inseguono e si intersecano in queste cavalcate prog metal. La voce di Alessio si può esprimere al meglio giovandosi di una sezione ritmica abilissima a dosare i tempi nel modo più opportuno, arrampicandosi tra tastiere maestose e chitarre pulitissime nell’esecuzione e nei suoni. Già da “Masquerade” si capisce la perizia dei cinque nel trasportare l’ascoltare nel bel mezzo di paesaggi affascinanti, anche grazie a peculiari intrecci armonici. L’intro di “Leading far from a mistake” ci prende per mano accompagnandoci in un altro viaggio lungo più di dieci minuti: melodia limpidissima. Bravi!
Ex Novo
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1. Canzone Indifferente
2. Irene
C’è un aria malinconica che aleggia nei due brani promozionali degli Ex Novo. Una malinconia quasi “distruttiva”, una sofferenza interiore ottimamente resa su supporto digitale e dalle forti tinte emozionali, atta quasi a voler esorcizzare un stato d’animo sofferto. Se “Canzone Indifferente” risulta un blues acido il quale racconta una storia amara, ma che colpisce l’ascoltatore, “Irene” ha un sapore country/blues (vagamente alla R.E.M. dei primi periodi), la voce parlata iniziale (molto efficace) lascia spazio ad un ritornello più che azzeccato e dalla lirica dilatata. Il talento è sicuramente evidente, testimoniato anche dalla co-produzione firmata con il Red House Recordings, se l’album saprà essere vario certamente, si parlerà di un ottimo esordio!
BILLY BAND – DEMO 2003
Autoprodotto
1. Dimmi perché 05:19
2. Blackman 03:54
3. Sparati 03:53
4. Troppo duri per morire 03:33
E’ molto intensa l’attività della Billy Band: “Accademia di Sanremo 2000”, “Festival di Castrocaro Terme 2001”, “Girofestival”, “Casa Rai Uno”.in particolare “Troppo duri per morire” è un pezzo che è valso numerosi riconoscimenti al gruppo dei Castelli Romani.
“Dimmi perchè” ricorda il Vasco Rossi più “romantico”: pianoforte in evidenza, chitarra pulita e ritornello in grande stile. Le distorsioni e il rock più classico riempiono “Blackman”, “Sparati” è un po’ più “leggera”, “Troppo duri per morire” ha un’andatura ballabile e divertente (a sprazzi mi vengono in mente gli Stadio) come divertente dovranno risultare le esibizioni della Billy Band, arricchite dalle imitazioni di Luca.
Per gli amanti del genere.
ESDEM
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1.Perdendosi
2.Vuote, Lisce e Morte
Il Progetto “Esdem” nasce nel Febbraio del 2002, e dopo qualche cambio di formazione, raggiunge una line up stabile nel giugno dello stesso anno. La band senza perdere tempo compone e registra i propri brani, e dopo pochi mesi arriva già la co-produzione con il Red House Recordings.
Il progetto è basato sull’assidua ricerca di un suono che possa essere tanto originale e riconducibile alla band, quanto piacevole all’ascolto, nulla viene lasciato al caso, indubbiamente la base della band è prevalentemente radificata negli anni 80, nel dark rock, ma rivisitato in chiave moderna. Esdem non è un gruppo rinchiuso in uno spazio temporale, fermamente convinti del genere che suonano, ma estremamente attenti a tutto ciò che è passato da allora ad oggi, e quindi nuove sonorità come il recente Post rock, l’elettro acid di scuola inglese, ma anche la psichedelia che sta tornando prepotentemente alla ribalta sono elementi che influiscono la costruzione dei brani degli Esdem. L’elettronica è una componente di rilievo nei due brani, quindi oltre al dark, troviamo influenze nei vari Kraftwerk, Notwist, Radiohead e Death In Vegas.
“Perdendosi”, dà un’immagine immediata delle potenzialità degli Esdem, il fluttuare iniziale, comincia a prendere forma, sino all’ingresso degli strumenti, la batteria programmata digitalmente ed il basso reggono una chitarra che passa dal pulito ad un distorto moderno, i suoni vorticosi sembrano giustificare il testo della traccia (‘Sono persa dentro un cerchio’) e fanno da contorno ad una voce quasi evocativa e dalle liriche piuttosto dilatate ed estramamente affascinanti e seducenti. Meno immediata “Vuote, Lisce e Morte”, ma altrettanto bella, interessante l’approccio post che risuona in tutto il brano, che gode di una “sospensione” quasi mistica e a tratti fisica.
Le prospettive per gli Esdem sono più che buone, i due brani promozionali spiccano per originalità e melodia, l’album di questa band potrebbe essere davvero affascinante.
CO.MA
Ciao Mauro, nella tua biografia ci sono diverse esperienze in varie band, come sono andate?
Ciao Igor. In realtà le band in cui ho suonato erano solo due e la differenza tra le due era il batterista! Con gli “Oblio” facevamo un heavy cantato in italiano…..sembravamo una fusione tra i Queensryche e i Timoria di 2020 Speedball (!!!), in quel periodo per me era il massimo ed è stata un’esperienza fantastica, abbiamo suonato in molte piazze sarde e sempre brani nostri. I “Repagliaccio” erano la stessa formazione tranne il batterista appunto, ci siamo orientati più verso il rock e abbiamo partecipato anche a “Sottosuoni”, importante manifestazione per emergenti a Cagliari. Sono state due esperienze molto positive e adesso mi manca un po’ suonare dal vivo; sono un po’ “arrugginito” da quel punto di vista e sto pensando seriamente di formare una band.







