Category Archives: Sensazioni
VERTIGINE – LANOSTRAGIOVENTU’
Etichetta: Autoprodotto
Durata: 32 min.
Tracklist:
1. La nostra gioventu’
2. Piove
3. La regina delle bugie
4. .Penso a te
5. Penso
6. My Radio
La catalogazione di questi Udinesi “Vertigine” percorre ambiti già esplorati.
L’ottimo stampo della grafica e’ davvero gradevole, una promozione e un progetto grafico molto curato e accattivante; ma l’evidente somiglianza dei brani è un forte stampo che richiama melodie,riff e impostazioni di accordi e ascolti già sentiti e già composti da artisti nazionali e internazionali.
Provare per “La nostra gioventu'” che rispecchia una forte somiglianza con un brano dei Nirvana; o che dire di “Piove” che attira subito l’attenzione su un brano di un certo Andreas Jhonson che un paio di anni fa’ invadeva i nostri schermi quotidiani.
Potremmo definire il punk-rock dei Vertigine per niente personale,causato da troppe miscele di somiglianze che vanno dal grunge marchiato Nirvana al punk rock di artisti italiani come Pay eTre allegri ragazzi morti.
Una strizzata d’occhio va alla carica e all’impatto di energia che i Vertigine riescono a trasmettere ma la banalità dei testi e lo scarso timbro vocale toglie molto “buon gusto” all’ascoltatore.
LOAD UP / LAKE RECORDS SHOWCASE
Primo showcase “gemmellato” tra Load Up e Lake Records atto a presentare i lavori delle band da loro prodotte. Ci vuole un po’ di tempo prima che al Mamamia di Senigallia ci sia un discreto numero di persone, in un clima non troppo caldo iniziano i Monday On TV che tanto avrebbero meritato un pubblico più ampio. Il loro live set acquista di potenza rispetto al più distensivo disco d’esordio. Le canzoni di “Something Said For The Future” dal vivo suonano decisamente più rock, mantenendo quelle emozioni forti, lampanti su supporto digitale. Mi fanno un po’ arrabbiare per aver omesso dalla scaletta “Down For Days”, uno dei brani migliori del loro cd (nonché mio preferito), ma vengo ripagato da una performance intensa ed emozionante con “Another Face”, “Again”, con la quale aprono il concerto, e la splendida “Something Said For The Future”; chiudono la performance con un inedito davvero bello e dal suono robusto. Tocca poi ai ferraresi Quinto Stato continuare la serata, con un sempre maggior numero di gente che affluisce nella sala del Mamamia, il loro sound isterico e di non facile targhetizzazione ha un ottimo live, coinvolgenti ed accattivanti nel suono, un mix di bravura tecnica e gusto nelle scelte compositive non comuni a molte band in Italia. Non a caso la critica musicale si è completamente schierata dalla loro parte con recensioni più che lusinghiere riscontrate in ogni rivista e web magazine. Nonostante qualche minimo problema alla batteria, il loro sound è davvero efficace dal vivo, coivolgente e ben curato. Che bello lo stacco di “Ultimissima”, che geniale “Complotto”, che ritmica “Gregor”, che delicatezza in “Così”. Anche loro ci regalano un potente inedito come chiusura del loro live. È il turno dei Mama.In.Inca, gli “ultimi arrivati” in casa Load Up, band che si stanno facendo conoscere tantissimo con molti concerti importanti di spalla a gente come Bugo e Gianrdini di Mirò. Niente da dire, il pubblico sembra gradire parecchio il loro live fatto di chitarre rock distorte di scuola americana, ma con una particolare attenzione melodica nelle linee vocali. C’è molta gente che canta i loro brani tratti dall’EP “Le Rose e le Spine”, “Breve” e “Il Gioco degli Opposti” sembrano le canzoni che piacciono di più. Qualche inedito roboante mantiene alto il ritmo fino ad arrivare alla chiusura affidata a “Tra le rose e le spine” dalla lunga coda live. Terminano la loro performance tra molti applausi. Mancano solo gli headliner della serata, i Vibra. Ormai a locale praticamente pieno, fanno valere la loro maggior esperienza live, mostrandosi capaci di un set coinvolgente e ben curato. Luca (voce) sembra un vero showman, agitatissimo e mai un minuto fermo sul palco. La scaletta della band pesca soprattutto dal nuovo repertorio del disco fresco di stampa “Il Labirinto e il manuale dei 700 giorni” (uscito per Lake Records), e le composizioni sono decisamente più coinvolgenti nella versione dal vivo, l’impatto c’è, lo show è gradito dal pubblico che si muove soprattutto durante la performance del primo singolo estratto dal cd “Lontana dalla Ruggine”. I suoni, curati da David Lenci, sono perfetti, l’acustica del Mamamia anche, la serata molto divertente e di qualità come del resto le produzioni portate sul palco da Load Up e Lake Records, organizzatrici soddisfatte dell’evento.
No face – ‘Solo un gioco’
tracce:
senza voci
respiro
il vecchio
giorni
ora sei nudo!
evasio mentis
battito
due storie (e una non d’amore)
la nuvola
il sole dentro
il mondo a parte
i no face sono:
Dario Coriale:chitarre
Antonio Raimondo:basso
Fedele Pingitore:batteria e percussioni
Tonio Franco:voce
contatti: contatti@noface.it
Ottimo. Questo è il primo aggettivo che mi è venuto in mente ascoltando
“solo un gioco” dei calabresi “No face”.(il più bel cd che mi sia capitato
di recensire).
Ritmo,profondità,dolcezza e intelligenza, queste sembrano le caratteristiche
principali del loro lavoro. Ottimi i testi delle canzoni, mai scontati,
molto curati, che sembrano quasi delle poesie, ed ottima anche la qualità
del suono curato fin nei dettagli.
La musica scorre piacevolmente regalando bel 11 canzoni, un numero considerevole
per un gruppo esordiente.
Si parte con l’intro “Senza voci” passando per la bellissima “il vecchio”;
“ora sei nudo!” è più che gradevole con un ritmocanticchiabile che resta
impresso nella mente.”due storie (e una non d’amore)” lascia la speranza
che il gruppo riesca a farsi sentire a chi di dovere giungendo presto ad
una promozione vera e prorpia.
Sono insieme dal ’98 loro dicono “ognuno con le prorpie idee ma una strada
sola da percorrere”.
Se per alcuni scrivere recensioni vuol dire dare consigli al gruppo io mi
astengo.
Suggerisco solo di continuare a percorrere questa strada…che mi sembra
già più che ottima.
Miss Fraulein – Aprofessionaldinnerout
Etichetta: Autoprodotto
Track List:
1.Stupid song for you
2.Circus of termites
3.All that you make
4.A true story
5.Lover’s time
6.the cavern
7.Miss Fraulein
8.This picture
Se all’ interno di una caverna all’ improvviso una scossa inaspettata fa
tremare le pareti intorno a voi lasciando distaccare enormi pietre pronte
a
precipitare su di voi, tutto quello che potete fare è incominciare a
provare
a schivarle muovendovi il più velocemente possibile, capendo che non è più
tempo di amare quelle stupide canzoni che il mondo vi propone! C’ è una
storia vera nelle profondità della terra ed è quella dei Miss Fraulein!
Ottima è la realizzazione del loro lavoro “Aprofessionaldinnerout”,
perfetto nella registrazione ma ancora di più nel’ esecuzione! Cinque elementi
capaci
di creare un demo che pochi possono permettersi di fare! Dalle radici
dello
Stoner e del grunge nasce il loro suono grezzo e potente. Perfetti sono
gli
arrangiamenti delle chitarre che , duri e malinconici alla stesso tempo,
risaltano di più nell’ ascolto globale del cd sottomettendo un pò le altre
parti però fondamentali nella riuscita del lavoro! Strepitosa è la
prestazione del bassista bravo nell’ utilizzo degli effetti e eccellente
nel
trovare i riff migliori per le canzoni donando il tocco di classe al demo.
Non male anche il timbro vocale del cantante Giulio Ancora che, in alcuni
punti, ricorda molto Billy Corgan degli Smashing Pumpkins. Le sue melodie
calzano perfettamente sulle basi anche se non sempre risultano facili da
ricordare, unica pecca la si può trovare nell’ esecuzione di” Miss
Fraulein”, brano acustico in cui, a mio avviso, si sentono i limiti di una
voce poco adattabile ai cambiamenti di stile. Bravo anche il batterista
capace di eseguire abilmente il suo lavoro poco considerato ma importante
quanto gli altri. Ritmi non complicati ma perfettamente realizzati,
sostengono le canzoni come un saldo e inarrestabile motore. Molto bella è
“All that you make” ,nella quale si possono apprezzare molto i riff della
chitarra e la buona strutturazione del pezzo. La canzone che però rimane
più
in mente è sicuramente “This picture”, recente nella forma e orecchiabile
nel suo insieme, rende il demo un perfetto lavoro pronto ad uscire dalle
profondità e sbocciare come un fiore nel nostro pianeta! Ottimo
THE WETFINGER OPERATION – Vol. 1
AUTOPRODOTTO
1) I kill with friends 5:19
2) Violent green/Dirty noon 8:31
3) Loveproof for one day 4:58
RSVP (raccomandati se vi piacciono): Joy Division. Rubo la sigla di Aquaro del Venerdì di Repubblica perchè i “Wetfinger Operation” suonano molto dark-wave anni Ottanta. A iniziare dalla voce di Elia Trevisan, a finire alla scarnificazione ritmica dei brani.
I richiami stilistici a quella scuola sono evidentissimi e potrebbero risultare un limite per i quattro di Treviso. Tuttavia questo “Vol. 1” scorre piacevolmente, eccezion fatta per “Violent green/Dirty noon”: l’accavallars dei minuti la fa sedere a più riprese, il medley non colpisce come dovrebbe, la doppia voce non convince.
Efficaci piuttosto il refrain di “I kill with friends”, in cui la voce di Elia graffia per rabbia e convinzione, e il riff di “Loveproof for one day”, coinvolgente e assai ben strutturato.
Aspettiamo il “Vol. 2” dei “Wetfinger Operation”, certi di un lavoro questa volta riuscito appieno.
In bocca al lupo, ragazzi!








