Category Archives: Sensazioni
DUFRESNE – S/T
Genere: Rock
Durata: 10 min 33 sec.
Tracklist:
Andy Dufresne
Attimi
Pechino
C’è molta potenza nel suono dei Dufresne (ex Mangroovia). La band che attualmente sta registrando il proprio disco d’esordio al Red House Recordings ci propone tre dei brani che faranno parte della tracklist definitiva. Un assaggio che certamente lascia intravedere le enormi potenzialità di una band che suona chiassosa e piena, con un cantato emotivo e melodico. Il sound è granitico e si rifà soprattutto a band del presente crossover miscelando hardcore melodico e rock italiano. Ci sono ascolti di Thusday, Snapcase, Deftones e anche chitarre alla Helmet di “Meantime”, senza dimenticare la lezione italiana di Linea77 (molto evidente in “Pechino”) e di Derozer. “Attimi” è facilmente memorizzabile soprattutto per la melodia del ritornello che gioca su passaggi puliti e distorti. Niente male anche l’attacco di “Andy Dufresne” più indie rispetto alle altre e probabilmente la meglio riuscita del lotto. Capacità e idee ci sono, attendiamo il full-lenght per meglio giudicare una band già esperta e ben amalgamata.
AISTESIS – Omonimo
cd autoprodotto
1 – Aracnos, 05:13
2 – Nato da un sogno, 05:45
3 – Farisei e supplicanti, 03:59
E’ pop mediterraneo magistralmente suonato, quello dei baresi Aistesis. Francamente un rigido riferimento ad un genere non è impresa semplice, poichè in questo progetto confluiscono influenze disparate: dall’orientamento classico del pianista Francesco Corleto, alle ritmiche etniche del percussionista Roberto Chietera, all’attitudine eclettica di Francesco Cacciapaglia, fondatore della band nell’anno 2002 (subito affiancato in quest’avventura dal manager Mario Pepe).
Ascoltando i tre brani che compongono questo esordio (trattasi di un mini-cd promozionale, ma è in preparazione il full-lenght), rilevano immediatamente pulizia sonora (merito soprattutto del fonico-batterista Lello Patrono, ben supportato dal basso di Andrea Serrano) e gusto assai raffinato negli arrangiamenti, nonchè cura nella stesura testuale.
La voce di Francesco Cacciapaglia (impegnato anche nelle vesti di chitarrista) convince, e col tempo sono certo guadagnerà anche in maggiore scioltezza e duttilità. Come anche, avendo io assistito ad un loro concerto, sono sicuro che l’intera band imparerà presto a possedere il palco al meglio.
Il mio brano preferito è senz’altro “Farisei e supplicanti”, per pathos e struttura, tuttavia non scorrono di certo anonime “Aracnos” (metafora di chi si ritrova ad annegare nel suo stesso veleno) e “Nato da un sogno”, il cui testo delicato merita un plauso.
Attendo il disco pieno degli Aistesis, convinto del fatto che non potrà non funger da suggello al loro evidente valore.
ISHWARA – DESPERATE PEOPLE, COWARD HEROES
cd autoprodotto
1 – Midsummer wish 3:51
2 – People who believe 2:25
3 – Disappointed 2:05
4 – Dear Anne 2:05
5 – Not my generation 2:33
Innanzitutto una doverosissima e sentitissima premessa: ragazzi, inviatemi sempre biografia, rassegna stampa, curriculum…Insomma, presentatevi, accompagnatemi all’ascolto dei vostri lavori. Non dimentichiamoci che non stiamo parlando di U2 o Depeche Mode ma di gruppi (anche se spesso di sostanza superiore a tanti altri “da copertina”) sconosciuti ai più o quasi.
E’ un bene per voi. E’ un bene per me.
Prendiamo il caso degli Ishwara. Apro il pacchetto e trovo solo il cd. Faccio una ricerca su internet: hanno il sito in costruzione. Pazienza.
Veniamo al cd: punk-rock. Lagwagon, All systems go, I against I…avete presente? Giusto per intenderci. Gli Ishwara vengono da Mestre. I 5 brani di “Desperate people, coward heroes” sprizzano energia, ben miscelata alla melodia a cui le parti di chitarra solista spesso strizzano l’occhio.
L’unico rischio che dovreste evitare, ragazzi, è quello di impantanarvi nei cliché del genere in discorso: batteria sistematicamente serrata, stop and go piuttosto prevedibili, voce non sufficientemente eclettica nel tono e nella metrica. Così facendo verrebbe meno il limite rappresentato da pezzi che a volte stentano a differenziarsi in maniera netta l’un dall’altro.
Per il resto, complimenti non solo per la carica espressa ma anche per i testi impegnati.
abox j – ‘No making sense voices’
Il demo contiene le seguenti tracce:
1)Tribal Express
2)Around The World(sing my song)
3)Easy life
4)Blue
5)Brain
6)Come Back
7)Dan
8)Foggy Dance
9)My Soul
10)The Sound
11)Yooo
12)You Go
Di “No making sense voices”incuriosisce e stupisce allo stesso momento la varietà di suoni, voci e addirittura generi musicali contenuti tutti in un unico lavoro:dal tribale all’elettronico,da una calda voce maschile ad una sensuale voce femminile,trombe jazz e “screcci”rap alla vecchia maniera.
Si tratta di un lavoro di base elettronico dove si adagiano dolcemente anche caratteristiche sonore inaspettate.
Il lavoro è molto ben registrato sebbene siano stati utilizzati mezzi solo ed esclusivamente di fortuna.
Molto interessanti inoltre sono le atmosfere ricreate: ne è un chiaro esempio la traccia numero 1,”Tribal Express” che tra tamburi e canti tribali,ti immerge completamente in un clima molto suggestivo ma scansonato allo stesso tempo.
Molto originale e vagamente”anniottanteggiante”è la traccia numero 5,”Brain” in cui abbiamo un rapido susseguirsi di momenti “elettrici”e momenti” elettronici” ma ben distinti l’uno dall’altro:si ha come la sensazione che siano stati montati due pezzi completamente diversi.
Consiglio l’ascolto di”No making sense voices”agli amanti di tutti i generi musicali perchè ripeto,è un lavoro che spazia così tanto che stento a credere che non possa piacere.
Rivolgo i miei complimenti anche ai vocalist.
G i u s e p p e B e l l i a – ‘Vivere Sognando’
Etichetta: Autoprodotto
Durata: 32 min.
Tracklist:
1.Come aria
2.Ce la faro’
3.Vivere sognando
4. Ninna nanna per Ali’
5. Spirito libero
6. Terra mia
7. Asciuga gli occhi e poi va
8. Equiliartista
9. Saltami addosso
10. Sei come me
11. Una storia maledetta
12. Troppo bella
13. Un giorno cambierà
Cantautore siciliano con un grande talento; Giuseppe Bellia propone un pop rock di tutta sincerita’ e a mio parere degno di scalare le ormai ripetute e noiose classifiche “pop rock” made in italy.
La particolarita’ piu’ coinvolgente e’ basata sullo scambio di sensazioni che Bellia riesce a importare all’ascoltatore. Brani come “Vivere sognando”,”Ninna nanna per Ali'”, “Asciuga gli occhi e poi va'” sono composizioni che non hanno niente da invidiare a tutti i singoli e gli standard che invadono il repertorio delle nostre radio e televisioni quotidiane.
Questi ultimi brani rappresentano la degna conoscenza del talento di Bellia che con tanta sincerita’ nei testi rappresenta e svela i suoi pensieri; come ad esempio “Ninna nanna per Ali'” che tratta il tema sulla guerra attuale; a mio parere un’ottima composizione.
Odio catalogare una band o un solista in ambiti già affermati; ma credo che nel caso di Bellia un accostamento sarebbe utile soprattutto per i lettori e gli ascoltatori appassionati del made in Italy. In larghi spazi l’impatto vocale e’ tra il tono basso di Masini e l’alto di Grignani; toccando in lontananza anche melodie tra Ligabue e Vasco e affermando in tutta sincerita’ che la sua personalita’ si esprime in ottimo stato con il resto del nostro panorama italiano.
Ed anche se non capisco la triste realta’ di produzione e ditribuzione italiana penso che la posizione geografica di Bellia sia la sua parte mancante nel suo talento; anche se “Vivere sognando” tra pazienza ed ambizioni credo che porterebbe il nostro Bellia a dei veri risultati.








