Author Archives: SulPalco.com
MAMA.IN.INCA – Le Rose e Le Spine EP – CD
Genere: Rock
Durata: 24 min, 10 sec.
Tracklist:
Tra Le Rose e Le Spine
Breve
Il Gioco Degli Opposti
Aprile
Quasi Cristallo
Salice
Ottimo l’esordio discografico dei Mama.In.Inca (nome che deriva dalla dea protettrice della popolazione inca) che evidenzia una band ispirata e talentuosa. Esce con Load Up Records questo EP del gruppo veneto, la musica dei Mama.in.inca riesce nell’intento di risultare alternativa ed originale, certo i rimandi a Smashing Pumpkins, Nirvana e anche Placebo ci sono, ma probabilmente è proprio il cantato (rigorosamente in italiano) a dare il piglio giusto al loro sound, non è una lirica che strizza l’occhio ai Verdena (come spesso succede, lungo tutto lo stivale, per questo tipo di sonorità), ma cerca di utilizzare soluzioni piacevoli e personali trasmettendo nel testo un grande phatos e curando particolarmente le parole utilizzate (in modo da non risultare né ripetitivi, né banali). La ruvidità del sound è certamente ben resa dalla produzione di David Lenci (il cd è infatti registrato al Red House Recordings), che probailmente dà giustizia alla bella voce di Marco in primo piano nella registrazione. “Tra le Rose e le Spine” apre l’Ep, sfoderando il sound distorto della band, un sound che probabilmente piacerà a parecchie persone anche per la bontà del progetto e soprattutto per alcuni brani davvero splendidi, l’opener infatti inizia a piccoli passi per poi ingrossarsi in un ritornello che entra immediatamente in testa. Altra bella composizione è “Il Gioco degli Opposti”, lento dotato di un ottimo testo. “Aprile” fa ben coesistere pianoforte, basso e batteria, in questa traccia lo padronanza vocale di Marco è lampante, a proprio agio sia con brani potenti che con parti vocalmente soffuse. “Quasi Cristallo” è vicina alle sonorità dei Placebo, “Breve” si mantiene sul suono tipico della band, mentre la conclusiva “Salice” si lascia apprezzare per l’intensità che trasmette.
Un disco valido, del quale sentiremo parlare in attesa di un vero e proprio album completo, da usurare ed apprezzare, uno di quei dischi che senza essere troppo innovativi, suonano bene ed in fondo sono proprio quei cd che entrano nella mente e non la abbandonano per un po’ di’tempo.
En Declin
“Trama” è il terzo lavoro del gruppo che ha attraversato varie fasi musicali giungendo all’ormai stabile sonorità e formazione.
Registrato nel 2003, il disco ha riscosso già ottime critiche su giornali specializzati e webzines.
Contiene le seguenti tracce:
1) Until Bleeding
2) When eDGE…
3) …TurnNs BLaDE
4) my Anger
5) stiLL Anger
6)Lost…
7)…in the TRAMA
Associandomi alle critiche positive riscosse già dal nuovo lavoro degli En Declin, aggiungo che a mio avviso, parafrasando il nome, il gruppo è tutt’altro che in declino.Anzi.
L’impatto non è subito forte, ma il loro suono appartiene a quella categoria di emozioni a scoppio ritardato:ti entra dentro piano piano e se trova terreno fertile..potrebbe anche correre il rischio di non uscirne più.
A sentirli oggi non si direbbe che i 5 ragazzi provengono da un passato “metallico”, completamente distante dalla dolcezza e tranquillità che li caratterizzano attualmente.
Il lavoro è ben svolto e la qualità di registrazione sfiora la perfezione.
Si sentono prepotenti le influenze di gruppi quali Tool e Soundgarden che i ragazzi stessi affermano di avere preso un pò come punto di riferimento e di partenza, ma questo non può che farci piacere dato che la resa è ottimale.
Tutte le tracce, nessuna esclusa, sono molto interessanti, ma la più caratteristica e la più penetrante è Turns Blade in cui un tappeto di chitarre e doppie voci in lontananza creano un effetto molto particolare e significativo.
Molto tristemente e malinconicamente importante è la traccia numero 5, Still Anger, in cui degne di nota sono le doti canore di Maurizio.
Io e i Gomma Gomma’s
Ciao ragazzi, allora iniziamo con la prima domanda; perché questo nome?
Perché siamo i fratellini italiani dei “Me First and The Gimme Gimmes” e inoltre fa molto anni ’60
Voi avete scelto di suonare vecchie e famose partiture in una nuova chiave, da cosa è dipesa questa scelta?
I pezzi di quel periodo sono un sacco freschi e divertenti e l’idea di rivisitarli ci è subito piaciuta. E poi gli anni ’60 sono stati un bel periodo no? Basta guardare i film di Ezio Greggio!
SIR PSYCHO
Salve ragazzi, presentatevi e raccontateci come vi siete conosciuti e come è nata l’idea di formare una band.
Come puoi leggere anche nella biografia presente nel nostro sito www.sirpsycho.tk , scritta dal nostro carissimo amico e supporter Gianluca Merola, il nucleo iniziale del gruppo si forma ai tempi del liceo. Mauro (chitarra) e Dino (batteria) iniziano a suonare con varie line-up, fino a quando nel 2000 si forma una formazione che dura fino ad oggi, con l’arrivo di Angelo (basso), Luca (chitarra) e Fabio (voce).
L’idea iniziale che ci ha spinto a formare una band era quella di trascorrere qualche ora di svago in amicizia…poi, però, le cose sono diventate più serie ed il nostro approccio a questa arte si è fatto ben più profondo e sentito. Da qui la voglia di iniziare a scrivere pezzi nostri.
BACKJUMPER – ‘Alter Ego’
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Etichetta: Autoprodotto
Durata: 28 min.
Tracklist:
1. We it forget
2. The loudness of silence
3. Dust
4. 4
5. Slave song
6. Kickflip
7. Build your cage
8. Alter Ego
9. Stilen trust
10. Pepper machine (GOST SONG)
Per comodita’ potrebbero essere definiti una band “Nu-metal”; ma questo solo perché si vuole percorrere le scorciatoie delle menti umani trovando difficile inquadrare in pieno il sound di questo quartetto pugliese chiamato Backjumper.
La particolarita’ della band è basata sul trasmettere l’incisione dei gusti d’ascolto in pura pratica ed espressionismo; ma come tutti sappiamo nella musica non è facile trasmettere l’ascolto in pratica; ma cio’ e’ diverso per i Backjumper.
L’accostamento appena detto e’ rivolto sull’intero cd contenente numerose influenze che spaziano dal Nu metal al Punk, dal Metal all’HC creando un’ottima linea di crossover in varie sequenze.
Possiamo definire questo cd un vero e proprio album contenente 9 tracks (+ 1 gost song); battezzato nell’inizio del 2004 “Alter Ego” è un pugno d’acciaio per gli amanti del nu metal che tra potenza, ritmo e follia racchiude ideologie di suoni e aspirazioni a note band come System of a Dowun,Linea 77, Hatebreed, Machine Head, Deftones e Soul Fly.
Alter Ego si apre con un’ottimo intro (We can’t forget) che tra inconsci e viaggi vocali entra in un’atmostefa suburbana per dare spazio all’irrequieta “The loudness of silence” che sbalza tra riff decisamente thrash e idee nu metal dai numerosi accostamenti ai System of a down.
Si procede con Dust; a mio parere uno dei brani più originali e personali del cd, che si differenzia per il rap in italiano e per gli ottimi riferimenti alla nuova scuola HC newyorkese.
Continuando l’ascolto incontriamo “4” che insieme a “Kickflip” e “Alter Ego” danno la decisiva impronta dei System of a down; quest’ultimo (Alter ego) esprime la vera personalita’ della band.
Infine troviamo l’incisione di Mr. Cavalera e Soul Fly sulla devastante “Slave Song”; un ottimo brano d’impatto e di tanta potenza
“Alter Ego” mi risulta essere un buon album dotato, da produrre grazie alle numerose idee che la band elabora; decisamente l’ottima varieta’ del timbro vocale e’ in giusta armonia tra sezione ritmica e riff che nel complessivo propongono l’ottimo risultato di cui “Alter Ego” risulta essere.
Il mio apprezzamento verso i pugliesi buckjumper va all’ottimo groove e al giusto feeling che riescono a trasmettersi esplodendo fuori con un decisivo sound di pura rabbia e dolore!








