Author Archives: SulPalco.com

VIBRA – Il Labirinto e il manuale dei 700 Giorni

Secondo disco ufficiale per i vicentini Vibra. Il successore di “Disturbi” (datato 2002, sempre su Lake Records), viene affidato alla produzione artistica di David Lenci (e di conseguenza registrato al Red House Recordings di Senigallia), per cercare di scuote il sound della band. Cercano l’impatto sul pubblico i Vibra, asciugando il suono e smussando gli angoli cercando quindi una formula estremamente piacevole. In effetti, gli undici brani proposti, sono tutti orecchiabili, non concedono nulla a deviazioni, mantenendsi a livelli standard. Non sono presenti punti deboli nel disco, la tecnica c’è (ottima la chitarra), la voce (migliorano i testi rispetto all’esordio) è ben equilibrata e con una buona estensione, ma poco emotiva e, appunto, standard. Il disco ha comunque il pregio di suonare carico e di produrre un rock sano e robusto, ascoltabile da una larghissima fetta di pubblico, è l’originalità però a non essere troppo evidente. Risulta difficile citare i brani migliori, o quelli peggiori, l’omogenità del disco è costante, anche se gradevole. Diciamo che “Luna in Self-Service”, “L’infelicità, il labirinto e il manuale dei 700 giorni circa”, “Orso Bruno” e il singolo “Lontana dalla ruggine” sono le tracce che rimangono maggiormente impresse. Soprattutto quest’ultima sembra distanziarsi leggermente dal resto del disco, con un cantato che finalmente diventa emotivo e lascia il segno (singolo azzeccato!). Oltre a Fabio Verdini della Gang con la sua tastiera ad impreziosire molti brani, dà manforte anche Claudio Marani, affermato artista romano che si è cimentato sulle illustrazioni del libretto del cd. In conclusione un buon disco di rock accademico, un passo avanti rispetto all’esordio di questa forte realtà del panorama rock italiano. Da segnalare che questo disco segna l’inizio di una nuova collaborazione tra Lake Records e Red House Recordings. [Read more...]

Gardenya – ‘Sempre+sporki’

I tre ragazzi pugliesi esordiscono con il loro primo demo che esce nel febbraio 2004 contenente le seguenti tre tracce:

1) Estate
2) Sharpa
3) Stona

Essenziali le sonorità che si affiancano tra loro, ma semplicità non è sinonimo di poca originalità..almeno non in questo caso.
I ragazzi dichiarano apertamente di aver subito influenze da gruppi come verdena ( a mio avviso soprattutto nella voce e nelle chitarre), placebo e smashing pumpkins: si può intrasentire inoltre in alcuni momenti spuri e non prolungati, un certo new waweismo alla cure prima maniera che comunque conferisce una nota in più alla resa totale.Il gruppo è formato da elementi di età compresa tra i 17 e i 26 anni ed è per questo, forse,che in esso vi è presenza di suoni “più adulti” (per l’appunto alla cure), e suoni “più giovani” accostabili alla corrente rock italiana degli anni 90/2000.
Lo definire un “lavoro pulito”, diretto, in cui anche i testi sono di facile fruibilità e comprensione ed è veramente piacevole e graziosa la sensazione che si prova prestando un pò d’attenzione al sodalizio testo/musica.
Particolarmente interessante è la traccia numero 1 che apre il demo in cui ci vengono descritte sensazioni ed emozioni attraverso una perpetua malinconia che sembra lottare per diventare”altro”. [Read more...]

Intervista agli Zuma – RadioLondra 06/03/2004

A fine esibizione, con un illustre sottofondo musicale di una cover band degli U2, scambio due chiacchiere(beh in realtà un pò di più) con Francesco , Fabio e Daniele degli Zuma rispettivamente cantante(e per la serata anche chitarrista), chitarrista e seconda voce e batterista.
Fabio: innanzitutto ci tengo a precisare che gli Zuma al completo hanno anche altri due elementi fondamentali che stasera purtroppo non sono potuti venire..parlo di Massimo il chitarrista e Alessio alle tastiere..effettivamente stasera si sentiva la mancanza delle tastiere..
Francesco : e non ci dimentichiamo di Tommaso..il bassista che era qua ma è già andato via.. [Read more...]

MOMOTAG – S/T

Durata: 7 min 44 sec.
Genere: Rock

Tracklist:
Stupidamente
Fossi In Te

Dichiaratamente ispirati al rock che ha caratterizzato gli anni 90, il grunge di Seattle e l’alternative italiano su tutti, ecco i primi due brani dell’imminente album in uscita dei Momotag, band di Senigallia. Rock semplice e viscerale, atto a conquistare l’ascoltatore con melodie vocali semplici ed aggressioni chitarristiche che sorprendono e danno un tocco di originalità alle due composizioni. Questa sembra la linea intrapresa dal quintetto che si affaccia sulla scena italiana con buonissime credenziali testimoniate da ottimi piazzamenti in vari concorsi nazionali. Splendido l’attacco dell’opener “Stupidamente” che cresce di secondo in secondo con la calda voce di Centini Matteo che penetra nella pelle fino a far sentire il proprio sentimento. Ottima la tecnica messa sul disco registrato al Red House Recordings da Andreas Venetis, l’atmosfera, la ritmica incalzante, la sezione ritmica tesa ed una voce emotiva fanno di queste due canzoni (“Stupidamente” in particolar modo) un ottimo biglietto da visita in attesa dell’uscita del primo full-lenght dei Momotag. [Read more...]

STEFANO MAGNANELLI – Tagadà

Una vera sorpresa la scoperta di questo cantautore nostrano. “Tagadà” è il suo disco d’esordio, frutto di un percorso artistico iniziato nei primi anni 90, e raccoglie tutte le composizioni migliori scritte da Magnanelli. Troviamo quindi brani anche di vecchia composizione, ma che fanno uscire dall’anonimato un cantautore davvero talentuoso. Basta “Ne Ho Bisogno”, traccia che apre il disco, a valer la pena di incontrare questo artista nella sua musica, una musica che predilige atmosfere intime e personali, ma che non disdegna affatto ritmiche veloci e divertenti. La sensibilità pop cantautoriale di Magnanelli la si riscontrata in gran parte del cd, che unisce tradizione e ricerca, con qualche incursione elettrica e soprattutto belle melodie calde ed avvolgenti che emozionano e cullano, lasciando a tratti senza parole. Oltre alla già citata “Ne ho bisogno”, dotata di una chitarra intima e triste e di un testo splendido ed intenso, c’è “Giorni Intrusi” a continuare l’atmosfera dell’opener, aggiungendo maggior phatos nel ritonello, con una voce che da sottile, si alza uscendo dal guscio intimista che è appena stato creato. Bellissima anche “Ci vediamo su Marte” con un cantato vagamente alla Massimo Volume ed un piano efficace, poi “Martina”, quasi una descrizione mentale di una persona confusa, ma decisa a rimettersi in corsa, il tutto recitato su una base fascinosa ed intensa che riesce a trasmettere fortissime emozioni soprattutto nel crescendo finale. Altre ottime composizioni sono “La Banda del Fico”, “Principessina” e “Verrà quel giorno”, dai ritornelli ben congeniati. Ci sono poi gli episodi più allegri e scanzonati (la titletrack “Tagadà”, “Blitz alla Diaz”, “Ci Vediamo Domani”), nei quali Magnanelli si cimenta, ma che non riesce a rendere con la stessa efficacia dei sopra citati, non conquistando il ritmo del corpo. Intendiamoci, non stiamo parlando di composizioni da buttare, ma di tracce che, in ogni modo, sono un grandino sotto a quelle intense nelle quali, a mio giudizio, Magnanelli riesce a dare davvero il meglio di se, conquistando cuore, pensiero e anima. Ora che il primo lavoro ufficiale di Stefano è uscito, non permettiamogli di prendersi pause troppo lunghe. Una capacità di scrivere belle melodie come la sua non è certamente comune. [Read more...]