Author Archives: SulPalco.com
Arecibo "Audiosfera"
Gruppo Lombardo che ama fondere sonorità rock a quelle più meramente pop, con incursioni in atmosfere sognanti e delicate. Gli Arecibo confezionano questo bel disco suonato, arrangiato e registrato con perizia che mette in luce ambienti sonori cari in alcuni tratti agli Ustmamò di fine anni 90. Convince questo viaggio a tratti rumoroso e a tratti riflessivo, un lungo percorso raccontato dalla convincente Marilena (vocalist dal cantato incisivo che involontariamente finisce in alcuni versi per riprendere lo stile della Donà) accompagnata con intelligenza dall’utilizzo di strumenti etnici che rendono ancora più esclusiva la sonorità del disco. “Audiosfera” lo sento quindi come un buon prodotto pop, un bel biglietto da vista che esce dagli schemi del rock-grunge (tanto di moda tra le nuove leve) per proporre un lavoro più personale e sicuramente più riflessivo e che espone all’attenzione degli addetti ai lavori una band matura e conscia delle proprie potenzialità. Non a caso gli Arecibo hanno all’attivo una intensa attività live culminata con l’apertura del concerto di Elisa a Prato della Valle di Padova e con la partecipazione a “Voci per la libertà” (compilation di Amnesty International).
THE MIRRORS – The Great Illusion
Uno specchio che ci rivela tanti dettagli che sono dietro di noi, ma che non rispecchia la nostra immagine. Questa è la grande illusione, per THE MIRRORS. Almeno da quanto emerge dalla copertina del loro THE GREAT ILLUSION, album autoprodotto uscito alla fine dello scorso luglio.
Peccato però che la prima ILLUSIONE che mi sovviene sia quella di ascoltare un album degli Oasis.
Ora mi chiedo: un gruppo che ha avuto tante esperienze, di ogni tipo, e che per anni si è confrontato con tanti artisti, musicisti, persone, luoghi (come emerge dal loro curriculum)… Come può fare a scrivere dei brani così strettamente legati (avvinghiati…) ad un gruppo tanto da sembrarne la copia?
Detto questo (che non è poco…), il disco suona abbastanza bene, come ogni disco brit è gradevole all’ascolto, anche se in questo caso sento un po’ troppi effetti di riverbero che a lungo andare possono dar fastidio e un atteggiamento compositivo poco creativo, nel senso che molto spesso si comincia con un giro di accordi che si propone per tutta la durata dei brani. Brani che in quest’album hanno la durata media di 6 minuti, unica caratteristica che distacca THE MIRRORS dal brit, visto che (giustamente) nella tradizione inglese di questo filone i brani difficilmente sono così lunghi.
Ci sono comunque delle tracce interessanti che vorrei segnalare:
La numero 2, “Sterevision dream” che evoca a tratti i Verdena, e che mi sembra il brano più riuscito; la traccia numero 6, “Hometown”, un inno nazionale alla patria amata, che ha un ritmo notevole ed entra facilmente in testa; la traccia numero 12, “Living Mask”, ironica ballata quasi country.
Insomma, THE GREAT ILLUSION è un prodotto su cui si è lavorato tanto e che suona bene, si ascolta in maniera abbastanza gradevole, ma dà la chiara impressione che il gruppo non abbia ancora una propria identità. Ragazzi, datevi da fare!
Verlaine – Saprò fare l’inchino perfetto
Il cd dei Verlaine lascia veramente a bocca aperta.
Sarebbe fin troppo facile discernere sull’accordo un pò più così, sulla linea vocale un pò più colà, ma non lo si può fare per un prodotto dei Verlaine. Va preso così com’è, e così com’è è fantastico.
Appena ho avuto il cd, li ho ascoltati 4 volte di fila, questi 21 minuti e 44 secondi, maledicendo l’orologio perchè ormai erano le 3 di notte e si deve andare a dormire che domani si lavora, perchè avrei voluto ascoltarlo ancora.
Parimenti riduttivo tentare di recensire qualcosa che ti parla così intensamente di quella che è stata anche la tua vita, i tuoi rimpianti, la moltitudine di “Havana” e bicchieri di vino rosso, tra un improbabile uomo sobrio e un post-it sulla porta.
I Verlaine non sono indie, non sono rock, non sono pop, non sono commerciali nè alternativi. Sono quelli che ancora sanno farti venire la pelle d’oca con i loro pensieri da bar, sporcati qua e là da qualche passione passata/presente/futura che affiora e ti distrugge ogni certezza. Sono quelli che il la minore è l’accordo perfetto. Sono quelli che ti parlano di lenzuola blu e sanno ancora unire l’utile al dilettevole. Proprio come il loro disco. Utile a capire che la musica è ancora cuore, puro diletto per lo spirito. Un inchino.
Be-Nejad – Demo
Di non facilissimo ascolto, il demo dei benejad, band che da più di due anni imperversa nel panorama musicale torinese, deve girare più volte nel mio lettore cd prima di poter essere compreso a pieno.
Il loro rock fortemente elettronico è un insieme di linee melodiche complicate, ben supportate da una sezione ritmica completa e dalla voce piena e articolata del cantante. Tutto questo si fonde creando un suono compatto e gradevolmente eccentrico, il che è sicuramente dovuto al modo bilanciato nel quale vengono usate le basi elettroniche.
La traccia che più mi ha colpito di questo demo, composto da tre pezzi, è sicuramente la prima, totalmente strumentale e melodicamente la più valida della track list.
Unica pecca è la metrica dei testi che a volte appare forzata e un po’scontata, il che è veramente un peccato perché questa “distrazione” toglie forza e potenza a dei pezzi con indubbiamente delle ottime potenzialità.
Petramante – Demo 2004
Immaginate di fare un viaggio. Immaginate di farlo in macchina. Immaginate di dover trovare la “perfetta” colonna sonora del vostro viaggio. Una della possibili opzioni sono i Petramante. Già al primo ascolto, chiudendo gli occhi, si ha l’inevitabile sensazione di sentire il vento sulla pelle, la strada che corre, gli odori del paesaggio circostante. E so che non sono il solo a pensare tutto ciò.
Per chi conosce i Malvida (www.malvida.it) sa di cosa parlo. Quotidianità che si riflette in melodie semplici che fanno da perfetta cornice alla voce di Francesca, la cantante, incredibilmente empatica con la musica e le sensazioni che vuole trasmettere.
Fanno un uso degli strumenti poco pretenzioso passando con naturalezza da ritmi Indie ad uno ska accennato in “Mora di gelso”.
Parole e musica nei Petramante sono perfettamente complementari tra loro: sarebbe difficile immaginare la loro musica senza parole e viceversa.
Parere completamente positivo… sono semplici “come le pietre levigate dallo scorrere del fiume”…









