Author Archives: SulPalco.com

HV

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1. Meritato Week End
2. Respiro

Due brani per capire il livello compositivo raggiunto dalla band civitanovese. I due brani proposti (nell’ordine “Meritato Week End” e “Respiro”) segnano un cambio netto nella proposta musicale degli HV, i loro due precededenti demo mostravano una tecnica sopraffina e un genere che spaziava dal rock 70 al metal dei Dreamtheater, con personalissime riletture del genere. Ora gli HV (il nome intero è il vecchio Horror Vacui) si sono evoluti e propongono due brani (in italiano) più spigolosi e certamente molto interessanti, il punto di forza della band sta nell’affiatamento degli elementi tutti dotatissimi tecnicamente. La cigliegina sulla torta è poi rappresentata dalla calda voce di Caterina Trucchia, una singer che certamente merita grandi palcoscenici. I due brani sono stati registrati al Red House Recording di Senigallia (AN) e sono ormai importanti le trattative di produzione del disco in lavorazione. “Meritato Week End” parte potente con due chitarre chiassosissime e un synth che crea una strana melodia con la voce di Caterina che scivola su un riff sorretto da una sezione ritmica ottima con la batteria in primissimo piano. Per rendere l’idea il pezzo sembra una rilettura americana dei Placebo, quasi un Brian Molko post operazione ai genitali con una band allargata che suona i King Crimson. Davvero un grandissimo pezzo. “Respiro” parte più soffuso, libera le chitarre nevrotiche in modo improvviso e la canzone è molto particolare nella costruzione, improvvisi cambi d’atmosfera, azzeccati parti vocali e voci intrecciate rendono godibilissimo il brano. Imponente la tecnica messa su cd dalla band e qui certamente una parte di merito ce l’ha anche Andreas Venetis, responsabile della produzione delle due tracce, che riesce a incastrare la violenza e la bravura della band su supporto digitale. L’attesa dell’album sale, anche perché gli HV meritano una grossa vetrina nazionale che sono certo (se queste sono le premesse dell’album) non tarderà ad arrivare. [Read more...]

FLUIDO LIGNEO – ENDEMICO

Autoprodotto
1. A la preta re lo piesco 02:44

2. I cavalieri del sogno 03:21

3. Endemico 02:35

4. Aria distesa 03:54

5. Mennato 03:55

6. Tramonto arcadico 02:19

7. Brigante se more 02:41

8. Tarantella del Gargano all’Irpinia 04:25

9. Aurora in FA+ 04:14

Qui non servono curriculum o rassegna stampa: l’alta cifra stilistica dei Fluido Ligneo e la vena creativa di Luca Pugliese emergono impeccabili e parlano da sè. Siamo in bilico tra De Andrè, la tradizione campana e accelerazioni alla Banda Bardò o Modena City Ramblers. Mi risulta difficile citare un pezzo più di un altro, mi viene in mente “I cavalieri del sogno” per il testo particolarmente evocativo, “Mennato” per le impennate e traiettorie vocali pregevoli e “Brigante se more” per l’andazzo coinvolgente. Una personale constatazione: sempre più di frequente mi stanno giungendo cd di fattura grafica praticamente professionale. Be’, se questo è sintomo della dignità riconosciuta al proprio lavoro, non posso che rallegrarmi perché, decisamente, molto materiale che recupero nella mia cassetta postale e che mi capita di ascoltare giace purtroppo poco conosciuto nelle cantine e nei pub di mezz’Italia, tristemente sopravanzato da prodotti di alta classifica ma senza dubbio di bassa qualità artistica e profondità azzerata. [Read more...]

Ex Novo

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1. Canzone Indifferente
2. Irene

C’è un aria malinconica che aleggia nei due brani promozionali degli Ex Novo. Una malinconia quasi “distruttiva”, una sofferenza interiore ottimamente resa su supporto digitale e dalle forti tinte emozionali, atta quasi a voler esorcizzare un stato d’animo sofferto. Se “Canzone Indifferente” risulta un blues acido il quale racconta una storia amara, ma che colpisce l’ascoltatore, “Irene” ha un sapore country/blues (vagamente alla R.E.M. dei primi periodi), la voce parlata iniziale (molto efficace) lascia spazio ad un ritornello più che azzeccato e dalla lirica dilatata. Il talento è sicuramente evidente, testimoniato anche dalla co-produzione firmata con il Red House Recordings, se l’album saprà essere vario certamente, si parlerà di un ottimo esordio! [Read more...]

DAEDALUS – LEADING FAR FROM MISTAKE

Prodotto da New LM Records
1. Darkness 01:43
2. Masquerade 06:21
3. Time 04:50
4. Rem 8 06:21
5. Leading far from a mistake 10:40
6. New 64 04:05
7. Raining 05:17
8. Flowers on Icarus’ tomb 01:51

Alessio, Fabio, Davide, Andrea e Giuseppe sono riusciti a fondere all’interno del progetto “Daedalus” le loro influenze (citano jazz, classica e metal) e i risultati si fanno apprezzare: la lunghezza delle tracce vi può già lasciar immaginare i mille stati d’animo che si inseguono e si intersecano in queste cavalcate prog metal. La voce di Alessio si può esprimere al meglio giovandosi di una sezione ritmica abilissima a dosare i tempi nel modo più opportuno, arrampicandosi tra tastiere maestose e chitarre pulitissime nell’esecuzione e nei suoni. Già da “Masquerade” si capisce la perizia dei cinque nel trasportare l’ascoltare nel bel mezzo di paesaggi affascinanti, anche grazie a peculiari intrecci armonici. L’intro di “Leading far from a mistake” ci prende per mano accompagnandoci in un altro viaggio lungo più di dieci minuti: melodia limpidissima. Bravi! [Read more...]

ESDEM

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1.Perdendosi
2.Vuote, Lisce e Morte

Il Progetto “Esdem” nasce nel Febbraio del 2002, e dopo qualche cambio di formazione, raggiunge una line up stabile nel giugno dello stesso anno. La band senza perdere tempo compone e registra i propri brani, e dopo pochi mesi arriva già la co-produzione con il Red House Recordings.
Il progetto è basato sull’assidua ricerca di un suono che possa essere tanto originale e riconducibile alla band, quanto piacevole all’ascolto, nulla viene lasciato al caso, indubbiamente la base della band è prevalentemente radificata negli anni 80, nel dark rock, ma rivisitato in chiave moderna. Esdem non è un gruppo rinchiuso in uno spazio temporale, fermamente convinti del genere che suonano, ma estremamente attenti a tutto ciò che è passato da allora ad oggi, e quindi nuove sonorità come il recente Post rock, l’elettro acid di scuola inglese, ma anche la psichedelia che sta tornando prepotentemente alla ribalta sono elementi che influiscono la costruzione dei brani degli Esdem. L’elettronica è una componente di rilievo nei due brani, quindi oltre al dark, troviamo influenze nei vari Kraftwerk, Notwist, Radiohead e Death In Vegas.
“Perdendosi”, dà un’immagine immediata delle potenzialità degli Esdem, il fluttuare iniziale, comincia a prendere forma, sino all’ingresso degli strumenti, la batteria programmata digitalmente ed il basso reggono una chitarra che passa dal pulito ad un distorto moderno, i suoni vorticosi sembrano giustificare il testo della traccia (‘Sono persa dentro un cerchio’) e fanno da contorno ad una voce quasi evocativa e dalle liriche piuttosto dilatate ed estramamente affascinanti e seducenti. Meno immediata “Vuote, Lisce e Morte”, ma altrettanto bella, interessante l’approccio post che risuona in tutto il brano, che gode di una “sospensione” quasi mistica e a tratti fisica.
Le prospettive per gli Esdem sono più che buone, i due brani promozionali spiccano per originalità e melodia, l’album di questa band potrebbe essere davvero affascinante. [Read more...]