Author Archives: SulPalco.com

ALIBIA – CONFINI

Produzione: MEG Italy
1) Perfetto 03:58
2) Alterazioni 03:57
3) L’Equilibrio 03:28
4) Pagine 04:15
5) Lunghissimo Istante 04:07
6) Ancora Nuda 04:38
7) Fino in Fondo 03:52
8) Calmo 04:14
9) Realtà Artificiale 03:31
10) Come Rosso 03:49
11) Confini 13:00

Chi colmerà il vuoto lasciato dagli Scisma? Ma dai, gli Alibìa! E la presenza quale guest di Benvegnù in tre tracce su undici non va presa come casuale. Il riferimento, oltre che nobile, non è castrante; nel senso che la lezione è stata metabolizzata con una sufficiente dose di personalità e spessore. “Alterazioni” e “L’Equilibrio” (due tra i miei pezzi preferiti) testimoniano l’emozionantissimo risultato raggiunto dagli incroci vocali di Massimo Bonelli e Katya Moscato. E poi i testi: mai banali, cantati con pathos pulsante. Non mancano momenti più “nervosi”, a perfetto agio nel quadro musicale degli Alibia. Le affermazioni in rassegne come Arezzo Wave, Rock Targato Italia, Sonica.sono il minimo per questi cinque ragazzi: reclamano sacrosanto spazio nella scena indie italiana. Una spanna sopra tanti sopravvalutati “artisti” autoreferenti. [Read more...]

Sliding Colours – Demo 2003

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Etichetta: Autoprodotto
Track List

1-All my wrong reasons (3:38)
2-Dangerous ground (3:08)
3-Sunrise (3:49)
4-Something in the air (4:13)
5-Ordinary day (3:07)
6-I’m done with you (2:05)
7-Zoe Vertigo (Instrumental) (4:32)

Benvenuti nella terra in cui i colori in movimento prendono forma mescolandosi insieme tra loro dando vita ad un’ identità difficile da definire e da classificare. E’ questo il Mondo dei Sliding Colours, Punk Rock band con influenze 70’s e una vena leggera pop presente in alcune delle tracce. Tracce semplici nella loro struttura ed a volte simili tra loro in passaggi scontati che diminuiscono l’ importanza delle melodie del buon cantante Stefano Rubini, colpevole però di non tirare fuori la voce in punti in cui essa dovrebbe esplodere nella potenza, mantenendola su di una linea pressoché retta! Credo di poter dire che la vera identità di questa band sia presente in maniera forte nella canzone Sunrise, melodica e bella al punto da rimanere in testa fin dal primo ascolto. Essa e’ anche la meglio eseguita di tutto il demo, in essa è presente l’energia di tutto il gruppo. Buona anche Something in the air molto più punk della precedente ma altrettanto emozionante. Nel demo e’ presente anche una track solo strumentale in cui si sentono le influenze metal della band, essa, a mio parere, non avrebbe dovuto essere presente nel demo, infatti tende a confondere l’ ascoltatore sull’ im-pronta che la band lascia !Comunque sia quello dei Sliding Colours e’ un buon lavoro, semplice ma abbastanza efficace! Certo e’ che senza le tracce 3,4,5 il demo sarebbe difficile da ascoltare e da prendere in considerazione! Mantenetevi su quello stile e tirerete fuori delle buone canzoni! [Read more...]

RANCURA – ‘ . . . ma . . . i marziani . . . ‘

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Etichetta: Autoprodotto
Durata: 22 min.
Tracklist:

1. Di legno
2. He visto
3. Ditemi che cosa è successo
4. Guarda
5. Jack
6. Rancura

” . . Ma . . . i marziani . . . “; album d’esordio dei sardi Rancura si presenta tra miscele crossover, rap e hard core . Da subito si strizza l’occhio sull’ ottimo effetto che la grafica regala; innescata tra immagini in ottimo tema con il titolo e tra una particolare carta che esprime un cd prodotto dalla Emi e non un’autoproduzione come questo demo vuole essere.
Molto difficile a mio parere descrivere o paragonare la giusta musica dei Rancura dovuto soprattutto ad una scarsa sintonia tra sound e impatto vocale. Ciò che ” . . Ma . . i marziani . . ” trasmette è un sound decisamente crossover con uno scarso rap e un’ incompleto e banale timbro vocale che, secondo me,è la causa del grande varco che si estende tra musica e voce.
Una delle grandi forze dei Rancura sono i testi; gradevoli l’impatti tra dolore e realtà e le storielle tra violenza e disagi quotidiani, ma anche quà il singer dà un’insufficiente interpretazione rendendo privi di significato sia i testi che il complessivo sound (cio’ potrebbe essere dovuto anche alla sua completa assenza in tutti i testi del cd).
Sei le tracce di ” . . Ma . . i marziani . . ” che si esibiscono in varie forme tra HC neworkese, come ” He visto ” e ” Rancura “; e varie dissonanze crossover come la tragica storiella di ” Jack ” e ” Di legno”.
Buono l’impatto della sezione ritmica che a volte lontanamente ricorda i nostri Linea 77; ed anche se suoni e arrangiamenti non sono curati in confronto alle belle idee che la band vuole esprimere cio’ è da attribuire anche al fatto che ” . . Ma . . i marziani . . ” è il primo lavoro di questi 4 ragazzi.
Un sound questo dei rancura che deve ancora crescere e trovare la propria strada e la giusta fusione tra idee e genere dei vari membri; una questione che solo cosi’ potrebbe far trovare alla band la vera collissione e la giusta sintonia tra sound ed espressione. [Read more...]

CRISALIDE

Allora, presentateci l´attuale line up della band e raccontateci quando e come è nato il progetto
In questo momento siamo in tre: Matteo (voce), Riccardo (chitarra), Erica (basso).
Nel settembre 2001 Matteo e Riccardo, amici da parecchio tempo, sono stati chiamati da degli amici (Michele, Andrea e Paolo) per suonare canzoni dei Pearl Jam. Ma le cover non erano la passione dei due che hanno spinto per proporre le proprie canzoni. Sono così nati i Crisalide. Dopo molte vicissitudini, Erica e Marco sono entrati a far parte del gruppo (settembre/ottobre 2002), che così si è completamento dedicato a musica personale. Questo progetto continua tuttora anche se dal maggio 2003 Marco ha abbandonato i Crisalide. [Read more...]

GRANVILLE – GROOVE JUICE

CD Autoprodotto

1) Time 05:17
2) Twilight 03:42
3) Granville 03:42
4) Wait until tomorrow 03:39
5) Like a drop 03:44
6) Gone 04:35

Nel giro di pochi mesi (sono nati nel marzo 2003) i Granville sono riusciti a confezionare un lavoro di un’eleganza invidiabile. Ascolto “Time” e vengo rapito dal dolce canto di Monica Dente, dalla morbidezza del basso, dalle traiettorie melodiche della chitarra ingentilita da tocchi essenziali ma funzionalissimi di tastiera e, soprattutto, dall’uso magistrale delle percussioni di Enrico Cristoni: djembè, bongos, darbouka, campane del vento, shaker.
La tensione emotiva (che raggiunge picchi altissimi quando la voce del chitarrista Massimo Scarpelli s’incrocia con quella della già citata Monica) non cala con lo scorrere delle tracce, tutte accomunate dalla morbida raffinatezza descritta.
L’immagine in copertina (uno specchio d’acqua) è stata scelta per richiamare la limpidezza espressiva dei 5 Granville.
E’ pop? E’ new age? Etno-funk? E’ bella musica e a me basta e avanza. [Read more...]