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POROROCA – Demo cd
Mi è sempre difficile giudicare un gruppo (e la sua identità) basandomi su soli due brani (“Dogma” e “Così rivelo”), mi limiterò perciò a dire che i Pororoca (nati nel 2003) sono una nu-metal band toscana che prende il proprio nome dalla lingua dei nativi sudamericani che indicavano con “pororoca” il grande rumore generato da una gigantesca onda che formatasi nell’Oceano si spinge fino nel Rio delle Amazzoni portando distruzione. Come questa onda, anche il sound del demo denota una forte energia ma che purtroppo in alcuni frammenti dà “di già sentito”; manca sicuramente quel “cesellare” in fase di arrangiamento che lo renderebbe più intrigante e personale ma siamo dopotutto alla prima registrazione di questi ragazzi.
MACNO
Nuova proposta di casa Load Up / Lake Records, all’esordio discografico i Macno. Rock è il credo della band, in ogni sua forma e colore, c’è una sezione ritmica cupa e chitarre corpose a creare le basi della musica della band che si dimostra abile nella ricerca sonora e tecnicamente preparata. Spazio importante hanno i testi e le liriche vocali di Mimmiz, visionarie e credibili anche se non troppo incisive nell’esecuzione. C’è un elemento noir nella sua voce, quel tono di superiorità che affascina sin dai primi versi. L’interpretazione del singer ha però la pecca di rimanere statica in tutti i dieci brani proposti e poco dinamica nella tecnica, nonostante un buonissimo equilibrio e un timbro tosto e particolare. Forse in questo non aiuta una produzione artistica che tende a dar maggior spazio alla voce relegando in secondo piano la rumorosità di fondo che ha spunti davvero notevoli. I riferimenti per la band si chiamano Ritmo Tribale, Estra e primi Litfiba, le chitarre americane hanno la propria importanza nelle costruzioni musicali che funzionano bene soprattutto nei suoni e nella ritmica. È la passione che guida la band pronta a lasciarsi ammaliare dalle distorsioni, riescendo a consegnarci ottimi episodi come “Evidentemente Tu” e “Tregua”, ma in generale nessun brano mostra debolezze, semmai eccessiva omogeinità che significa anche coerenza e fede in quel che si suona. Altre tracce decisamente buone sono: “Fragile”, “Le Stesse Vanità” dalla cadenza oscura e crescente nell’atmosfera, e la conclusiva “Uno Schianto”. Escludendo lo splendido suono visionario dei Red House Blues Revue, i Macno sono, senza ombra di dubbio, la miglior proposta uscita per Load Up – Lake Records da quando le due etichette si sono unite.
Fabio Igor Tosi
MALEDIA
ETICHETTA: auto prodotto
DURATA: 15 min. circa
TRACKLIST: Black Heaven, Hopeless Desire, Nightfall –
-C’è chi afferma che non c’è confine tra cielo e terra, che è impossibile fondere le fiamme dell’inferno con la grazia e la pace del paradiso.
I Maledia sono riusciti a spezzare questo incantesimo.
La musica della band romana è un cocktail esplosivo fatto di melodia e brutalità, degno della miglior tradizione gothic in stile After Forever.
Le indubbie capacità tecnico-esecutive della band generano un sound evocativo e alquanto affascinante, che non può non colpire fin dal primo e fugace ascolto.
La prima traccia è l’esempio più lampante di questo incredibile contrasto e il titolo, Black Heaven, non lascia dubbi in proposito.
Un attacco dalla precisione chirurgica fa da apri-pista alla voce della strepitosa Luana, giovanissima cantante dall’incredibile duttilità vocale che le consente di passare, con una fluidità inverosimile, dai cantati più propriamente lirici a quelli riservati a noi comuni mortali.
La voce melodiosa di questo usignolo si scontra con quella decisamente più roca e arrabbiata del chitarrista Daniele, creando cosi una tensione continua che colloca il disco in una sorta di terra di mezzo, dolcezza e ferocia che si scontrano e si fondono in un unico ed entusiasmante sound che non può assolutamente lasciare indifferenti.
La prima song richiama a gran voce i primi Nightwish, ma è innegabile l’arricchimento attraverso altri generi, come il prog e il power più classico.
La secondo traccia, Hopeless Desire, ha un ingresso più meditato e sinfonico, ma non per questo meno coinvolgente. Dopo un bellissimo assolo, si riparte con ritmi più serrati e fa il suo ingresso la dolcissima voce della singer, con la sua innata capacità di infondere maestosità e grazia.
Il brano è il più lungo dell’intero lotto e, forse per questo, il più vario e carico di emozioni, anche per l’eccezionale lavoro delle tastiere, mai dome nell’infondere partiture classiche.
Il demo si chiude con Nightfall, brano sicuramente più malinconico e sognante rispetto ai precedenti , una sorta di ballad conclusiva che stempera la ferocia delle prime traccie.
La band si presenta, così, decisamente promossa a pieni voti a questo primo esame, anzi, crediamo che i tempi per poter pensare ad un primo album siano già maturi.
L’unica nota negativa (se cosi vogliamo definirla) è l’aver insistito nel contrasto vocale fra la cantante e il chitarrista solo nel primo brano(favoloso, infatti), caratteristica, invece, che potrebbe rappresentare un vero e proprio marchio di fabbrica.
KNYGHT
track: Tell me why
durata: 4min e 33 sec
Gli KNYGHT si propongono con una formazione tipica delle band anni 80… e con un demo essenziale.
Una sola canzone che simboleggia tutto il loro mondo, un piccolo concentrato di stili musicali da non sottovalutare.
Se dico Bonjovi dico tutto: netta ed esplicita l’influenza dal New Jersey, ascoltatevi i primi dischi dei Rockers e poi
fatemi sapere se non ho ragione! (per me è difficile parlare negativamente di bj, uno dei miei gruppi preferiti…ndr)
Non per questo la canzone perde di personalità, anzi acquista valore.
Solo un appunto: nel complesso la song riesce ad aprirsi su melodie ben studiate, ma a volte si ha l’impressione di
perdere la struttura ritmica del tempo.
La voce è meglio su note gravi, forse bisognerebbe curare di più il backing vocal, essenziale per questo genere musicale.
Speriamo di ricevere presto altri brani vostri per farci un’idea più approfondita e completa sulla vostra band.
ZiDima
Un benvenuto agli ZiDima dallo staff di SulPalco!
Ciao. grazie a voi per averci contattato!
Come e quando nasce il vostro progetto…
I cardini di questo progetto sono Roberto (chitarre) e Sigfrido (basso), che suonano insieme praticamente da una vita. ZiDima nasce e si sviluppa dal loro incontro, dalla loro passione verso il fare musica, e soprattutto da questa lunga amicizia.
dopo diversi cambi nella line up, la formazione attuale è composta anche da Mattia (chitarre), Alessandro (batteria) e il sottoscritto, Manuel (voce e parole).
i primi demo a nome ZiDima sono datati 1999.
il genere di riferimento è comunque rock rumoroso.
il sito internet con tutti gli aggiornamenti e il download gratuito dei nostri lavori è www.zidima.it









