Author Archives: SulPalco.com
Mama Roots
M A M A R O O T S
“La voce di chi”
ETICHETTA: AUTOPRODOTTO
TRACKLIST:
1. Intro
2. Pupazzo
3. Non conosco armi
4. Mornin’ sun
5. La voce di chi
6. I tuoi baci
7. Ricorda sempre
8. L’idolo d’oro
9. Orde dentro me
10. La luna ci guarda
Questo giovane gruppo pugliese si propone all’attenzione della scena
nazionale con questa seconda autoproduzione intitolata “La voce di chi” ,
confermando una predilezione per le sonorità ricche di architetture corali e
arrangiamenti raffinati e dimostrando di aver ben assimilato le diverse
esperienze maturate.
BUEN RETIRO
A tre anni di distanza da “Ruggine Perfetta”, esce il nuovo disco, sempre autoprodotto, dei Buen Retiro, trio proveniente da Pescara. I cinquanta minuti scarsi di durata di questo “Demodè” mi hanno letteralmente rapito, le sonorità compatte ed oscure hanno profonde radici nell’alternative rock italiano. Gli ascolti del Santo Niente, dei CSI e dei primissimi Marlene Kuntz sono certamente stati molteplici, senza dimenticare le lezioni internazionali di Joy Division e Ulan Bator che hanno forgiato il suono di una band matura stilisticamente. Il rock sporco e nervoso dei Buen Retiro trova anche slanci solari, le tematiche cupe ed introspettive sono ben congeniate, come le stesse esplosioni chitarristiche introdotte sempre da una buona dose di attesa accuratamente studiata. C’è anche eleganza nelle canzoni proposte, la voce di Mauro Spada è delicata, ma sa incazzarsi nei momenti giusti aggiungendo sempre una dose di pathos ai brani, splendida la titletrack, una sorta di post rock potente, bellissime “Paola” (prettamente alla Santo Niente, sia nel testo che nell’atmosfera) e soprattutto “Vitreo”, contaminata, dal suono chitarristico caldo e con una lirica vocale nel ritornello che entra subito in testa. A stupire è, in ogni modo, l’intera proposta che risulta completa, matura e con grande gusto compositivo. I Buen Retiro sono certamente una band pronta per una produzione ufficiale che meritano ampiamente.
Fabio Igor Tosi
WORMHOLE – DEMO 2004
I Wormhole sono 3 ragazzi e una ragazza lucani, presentano un demo di 7 brani, incrociando hard-rock, prog e goth. Ciò che subito conquista attenzione è il contrasto tra la voce eterea di Marfa Morskaja e le dissonnaze elettriche delle chitarre, il tutto strutturato in una sezione ritmica ridotta all’osso. Colpisce l’abilità dei ragazzi di miscelare i generi, di fra convivere in questo demo richiami a David Bowie, Stooges, Paradise Lost e Garbage, contrasti che rivivono anche nella copertina, impreziosita da folgie autunnali stilizzate e abbracciate da un gelido azzurro. Degne di nota in particolare “Wormhole” (7:30 di cambi e accelerazioni) e “Oral Practice”.
NO CONVENTIONAL SOUND
DURATA:10 min e 54 sec
TRACKLIST:
1. Mamba
2. Se
3. Specchi
Band torinese attiva dal 2002 si presenta con una formazione di cinque ragazzi giovanissimi.
Miscelate elettronica allo stato puro e chitarre potenti dal suono accattivante e capirete di chi sto parlando.
Con la ricerca di un nuovo mondo di suoni (non convenzionali appunto) questo gruppo ci sa proprio fare.
Non per niente i NcS sono anche apparsi su grandi palchi vicino a Meganoidi e Medusa giusto per citarne un paio.
Cosa dire di più se non di ascoltare il loro demo e cogliere l’essenza della loro musicalità?
Ogni pezzo è stiloso, graffiante e sicuramente lascerà il segno sulla pelle di ogni musicista attento.
Prestate orecchio all’intensità dei testi e provate a stupirvi con la precisione professionale con cui sono registrati i pezzi.
Inutile cercare di trovare delle mancanze, sotto ogni profilo c’è da rimanere a bocca aperta.
Complimenti, un ottimo inizio, ci aspettiamo da voi un passo sempre più grande!
THE DARK SHINES
DURATA: 11min e 29 sec
TRACKLIST:
1. Haunting
2. What could I say
3. The only one
The Dark Shines nascono a novembre 2004 nella provincia di Bergamo e presentano una formazione di quattro elementi:
batteria, basso, chitarra solista e voce/chitarra ritmica.
Ogni brano del demo rimanda sicuramente a sonorità già sentite della musica underground, ma ognuna delle tre canzoni
si sviluppa in modo differente, raccogliendo influenze che spaziano dal punk al pop-rock.
Il primo brano, ispirato ad un ipotetico film horror, si fa spazio con ritmiche “strummate” e vivaci, discostandosi, se pur di
poco, dalla seconda song, nettamente più rock.
La terza canzone si apre su note melodiche e smielanconate, tipiche di una love ballad, facendo emergere l’intento del
gruppo di esternare le diverse tendenze musicali di ogni componente.
Buono l’intento, forse annebbiato dalla registrazione un po’ frettolosa e dalla chitarra solista leggermente scordata.
Nell’insieme è comunque un lavoro lodevole per un gruppo neoformato, poichè ci mostra le radici di quello che sarà in
futuro un albero in fiore.
Apprezzabile anche la voce di Rosaria, grezza e graffiante quando serve e dolce e morbida nella ballata.
Aspettiamo sicuramente un nuovo disco e le date del loro tour estivo in zona.








