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Mr white Rabbit- "Follow me…"

Quante volte nella vostra vita avete sognato di rincorrere il vecchio, caro ed amato “Bianconiglio” per chiedergli per quale motivo corresse così di fretta? Beh, in questo caso, è stato lui a venire da me per far sapere cosa aveva da dire e, forse, per spiegare quanto, a volte, sia necessario rallentare nella vita. “Mr White rabbit” in “Follow me”. Quando penso a quale fosse stata la musica che il nostro vecchio avesse potuto fare, di certo, non avrei pensato ad un Pop/Rock con influenze Blues come quello di questi ragazzi. Ognuno però ha la propria interpretazione ed è giusto cosi. Prendendo in considerazione la loro giovane età, posso essere soddisfatto nell’ascolto di questo cd. Buona tecnica, dedizione ed impegno nelle scelte degli arrangiamenti e con una discreta dose di emozioni. C’è da dire anche però come risulti molto pop il sound di questa band e considerando il momento attuale forse, una ricerca più particolare dei suoni avrebbe dato un carattere al gruppo che purtroppo così rimane in una fossa enorme dove già sono presenti altre centinaia di formazioni. Un po’ scontate anche le liriche( su questo si può migliorare solo nel tempo, con le esperienze che la vita ci propone e una buona dose di vena artistica). Interessante è la scelta di cantare con due cantanti, rende un pò più vario lo stile dei “Mr white rabbit”, infatti uno, Fede Marin, porta lo stile sul Rock Blues, l’altro, Roby Paladino risulta incidente sulle influenze pop della Band. A mio giudizio, le canzoni in cui canta Fede Marin risultano più caratterizzate ed interessanti, nonostante la tecnica sia inferiore all’altro cantante. Da segnalare Blue Night come miglior canzone dell’ album, ottima anche Country Breeze nella sua particolarita. Buoni spunti anche dal batterista Ed Buton che fà il suo dovere senza scomodarsi troppo.
Insomma, un lavoro che fa ben sperare sul loro futuro, con la speranza che magari possano cambiare in una direzione un po’ più rock che pop, probabilmente sarebbero più interessanti. E ragazzi, date molta più importanza ai testi, non abbiate fretta come il bianconiglio, fermatevi e comunicate quello che è più profondo dentro di voi, è da li che Troverete il vero messaggio che il gruppo deve dare alla gente.
Giudizio finale:
buono [Read more...]

ROSSOFLUIDO

A dispetto di una grafica non splendida, la musica dei Rosso Fluido sa trovare spunti assai interessanti. Già dal nome e dai testi risulta evidente un certo impegno politico e sociale, e questo non può che essere un bene. La formazione prevede ex membri di Circo Fantasma, Professor Romei e Faded Image. Il trio lombardo crea musica impegnata nell’ideologia, con arrangiamenti piuttosto semplici e diretti, coadiuvati nell’incisione dall’apporto di diversi strumentisti. Un rock privo di fronzoli influenzato tanto dai Joy Division, quanto dai CCCP ma anche dal grunge di Seattle. Nulla di eclatante nella costruzione musicale, solo una piacevole armonia che richiede attenzione soprattutto nei testi. Testi istintivi senza troppi giri di parole, anche se un po’ macchinosi nelle metriche. Si affrontano temi diversi: guerra, amore, malessere sociale, tutti ben resi dall’interpretazione di Bobo. “Viola”, “La Soluzione Non è Semplice”, “Non Ho Bisogno di Te” sono i brani che mi hanno colpito da subito. In totale dieci tracce, per un vero e proprio album autoprodotto, con un libretto completo di testi e poesie. Un buon disco, forse non troppo vario, ma interessante.
Fabio Igor Tosi [Read more...]

SURSUMCORDA "L’albero dei bradipi"

“L’albero dei bradipi” è uno di quei dischi che non sai mai come classificare, troppo ethno per essere indie, troppo calmo per essere rock … e nonostante questo può essere racchiuso senza troppi problemi in entrambi questi generi. La sontuosa intro venata di echi orientaleggianti (“Mi hanno perso”) traccia la scia lungo la quale si muove sinuosamente tutto il disco. Arie delicate costruite su sonorità poco elettriche (la fanno da padrone archi, oboe, percussioni e chitarre acustiche), melodie acustiche di corposa fattura nonostante la loro essenzialità … una lunga poesia che coinvolge l’ascoltatore puntando con saggezza al cuore piuttosto che alla testa. In alcuni tratti ho sentito (al di là di un troppo facile collegamento a De Andrè) gli echi più “orientali” dei Radiodervish, quando archi, percussioni e chitarre tramutano l’ascolto in una dolce culla (“Venerdì 17”) che attesta una incredibile maturità (ascoltate la cesellata rifinitura del brano “Bambino” o “L’albero dei bradipi” con la cantilena di chiusura affidata a un coro di bambini) non solo derivata dalle capacità artistiche del gruppo ma anche da una registrazione e presentazione stessa del prodotto (da vedere il bellissimo packaging) che nulla ha da invidiare a quello di colleghi più noti e da tempo star fisse della scena musicale nostrana. [Read more...]

Iridyum

ETICHETTA: Autoprodotto DURATA: 25 circa
TRACKLIST:
1. Free Purchases
2. My War
3. Life Breathe (Ossezia)
4. Over Time Doors
5. To A Friend
6. A World Window

—I palermitani Iridyum sono una band che non ama particolarmente le classificazioni. Il loro sound, infatti, è uno spumeggiante cocktail di hard, pop e dark rock, trovando la giusta miscela nella splendida voce della cantante Laura Piras.
La loro insolita capacità di non farsi etichettare in un solo genere e, di conseguenza, di abbracciare numerose contaminazioni e sperimentazioni, ha dato alla luce un lavoro affascinante e mai noioso, che trova la sua espressione nelle sei gemme contenute in questo album, intitolato No Cover Up.
Il fattore che tuttavia più colpisce (oltre alle discrete capacità tecnico-musicali di tutti gli elementi), è l’estrema cura nella composizione dei testi, mai lasciati al caso o destinati ad essere un inutile elemento addizionale.
Il disco, infatti, può essere quasi definito una sorta di concept-album, in quanto le tematiche dei testi riguardano essenzialmente la sfera personale, una sorta di traversata alla scoperta dei sentimenti e delle emozioni più remote dell’animo umano.
Si parte, cosi, con l’energica Free Purchases, in cui emerge in maniera palese l’ispirazione della band per le sonorità più moderne utilizzate da gruppi già affermati come gli Evanescence.
La successiva My War è il pezzo più intimistico e, forse proprio per questo,il più affascinante dell’intero lotto. Il testo che l’accompagna è di una suggestività davvero unica e la bravissima cantante riesce ad interpretarlo in una maniera che definirla perfetta è riduttivo e limitante.
My War esplode cosi in tutta la sua carica evocativa e la sua rabbia verso l’indifferenza che ormai, purtroppo, regna in questo mondo.
Passiamo cosi a Breathe Life, un ulteriore richiamo agli Evanescence, mentre in Over Time Doors Laura Piras decide di travestirsi per un attimo in Sandra Nasic dei Guano Apes, cavalcando le note di un brano decisamente più vigoroso e ritmato dall’ottima prestazione del bassista Sebastiano Gatto.
Dopo la scarica di adrenalina di Over Time Doors, si ritorna alla melodia con To A Friend, mentre nella finale A World Window è evidente una voglia di scardinare le porte dell’hard rock melodico, ingraziandosi con sprazzi di funky ed esuberanza crossover (vedi lo sporadico l’utilizzo di voci filtrate).
Cosi,dopo una serie di modifiche nella formazione, possiamo affermare che gli Iridyum sono riusciti a trovare una propria identità e hanno già tracciato la giusta strada da seguire per il proseguimento del loro cammino. [Read more...]

Michele Da Pila

tracklist:
1. the otcha
2. light
3. how I spend my time
4. your religion

Si presenta in modo davvero simpatico ed originale Michele, compositore, arrangiatore ed esecutore di ogni singolo brano di questo demo.
Polistrumentista fantasioso ha portato alle mie orecchie un clima tanto caro, la psichedelia e il rock anni Settanta.
Solo la copertina ricorda i mitici Pink Floyd, ma il meglio ariva ascoltando.
Munito di pc e di qualche strumento, Michele ha steso delle canzoni davvero meritevoli, intense e non scontate, strane ma perfette.
Michele sembra una persona fin troppo modesta, non ci rivela le sue influenze e parla poco di sè, ma la sua musica dice per lui.
Le influenze vanno da Uriah Heep a Led Zeppelin, dai Floyd per le atmosfere alle doti canore vicine a Jagger, ma la creatività e la preparazione musicale sono solo di Michele Da Pila, che si prende tutti i miei complimenti.
Ti auguriamo di trovare qualcuno che possa produrre il tuo disco.
Per contatti: da.pila@jumpy.it [Read more...]