CONTRADDICTION SHOW – ‘CIRCOSTANZE’

Etichetta: Autoprodotto
Durata: 25 min.
Tracklist:

1. Nube di ricordi
2. Vetri
3. Midnight Rainbow
4. Utopia
5. Non pensare
6. Circostanze
7. Don’t survive

Questo demo autoprodotto nel maggio 2003 segna da subito l’evidenza del primo lavoro e della prima esperienza in studio dei Contraddiction-show.
La scarsa registrazione, lo squilibrio di ricerca di suoni, l’imperfezione dei dislivelli di tempo sono punti scadenti in tutte e 7 le tracce che compongono “Contraddizioni”.
E’ un peccato dover descrivere un primis lavoro di una band in immaturi obiettivi soprattutto quando le ottime idee sono davvero presenti e se mescolate con cura giocherebbero davvero un ottimo circuito.
Distinta la personalità con cui la band si evidenzia nella fusione di Crossover, HC new school e grunge. Graditi sono i vari riff che contraddistinguono ogni brano e le ottime vene sono date dagli giusti cori di puro stampo HC.
Poco da aggiungere, solo che con tempo,con esperienza, con una curata ricerca di suoni e con una piu’ precisione nei testi e nelle varie rotture prima accennate, tutte le varie idee contenute in “Contraddizioni” potranno essere sfruttate al loro massimo ed inserirsi in una giusta e forte sintonia di intoccabilità per la band.

VALUTAZIONE: 1/10

– ORIGINALITA’: 6
– TESTI: 5
– ARRANGIAMENTI: 6
– PRESENTAZIONE: 5

CONTRADDICTION SHOW – CIRCOSTANZE

Lo “spettacolo delle contraddizioni” è presentato da quattro attori emiliani che propongono, ormai a più di un anno dall’uscita, i sette atti di “Circostanze”.
I contraddiction show mostrano un crossover forte, che ha radici sicuramente in quello dei Korn, ma che si accosta molto di più (anche linguisticamente) a quello italiano dei Magazzini della comunicazione (specialmente per il cantato) e dei Linea 77.
Quello che purtroppo viene alla luce al primo ascolto è una registrazione approssimativa, che non può esaltare il lavoro dei ragazzi.
A partire da Vetri, la seconda traccia, ogni brano si presenta in maniera rispettosa, specialmente le finali Circostanze e Don’t survive (l’unica in inglese assieme a Midnight rainbow) ma sembra che andando avanti si perda un po’ di mordente.
L’impressione è che si parta nella composizione da un “giro portante” e si construisca il brano attorno ad esso, ma in questo caso spesso il risultato non è ammirevole.
Per quanto riguarda l’aspetto prettamente “tecnico”, il cantato dovrebbe essere curato maggiormente così come i testi.
Malgrado ciò si notano delle buone idee di strutturazione musicale, dei riff di chitarra spesso efficaci e delle buone linee di basso, e si intende facilmente che se questi ragazzi trovassero una loro personalità riuscirebbero a proporre qualcosa di molto più interessante, magari con una registrazione più favorevole.