Category Archives: Sensazioni

Recensione/Intervista ai Drone

Molto famosi nell’underground dei gruppi emergenti di Roma, nati come coverband dei Nirvana ma ora dediti alla creazione di testi propri, i Drone si sono formati nel maggio del 1999.Mi trovo casualmente a parlare con Alessandra, chitarrista ed unica eccentrica componente femminile del gruppo.Mi spiega che gli elementi stabili del gruppo sono lei ed il batterista Stefano ai quali nella formazione attuale si aggiungono Francesco al basso e Antonio, cantante-chitarrista del gruppo.Nelle formazioni precedenti ricordiamo al basso prima Luca e poi Filippo.
Sono quattro ragazzi molto motivati per i quali si capisce subito che la musica non è soltanto una passione o un hobby ma una vera e propria ragione di vita e non si può certo dire che ne seguano la filosofia in modo errato; infatti si stanno facendo molta strada.Incominciano a suonare alle feste scolastiche di fine anno e poi nel 2000 si esibiscono ben due volte in un noto locale romano, il Coetus. Non mancano per loro occasioni per confermare la loro bravura ed originalità: infatti ad Emergenza Rock, un importante concorso per gruppi emergenti, si sono sempre distinti dagli altri gruppi e posizionati discretamente.Sempre nel 2000 i Drone scendono in piazza e suonano in un concerto organizzato dalla sinistra giovanile il 1 maggio a largo Ravizza a Roma.
“Abbiamo incominciato con le cover dei Nirvana per cercare di trovare un nostro sound..un’alchimia giusta tra noi 4..” spiega Alessandra che fiera mi parla dei loro pezzi.”La prima canzone che abbiamo scritto insieme è stata Alcolico N .L’ arrangiamento lo abbiamo fatto tutti insieme mentre del testo se ne è occupato Antonio e della musica Stefano.Siamo tutti molto legati a questo pezzo”.I Drone passano moltissime ore in sala insieme e sono molto affiatati.La loro presenza scenica è molto forte e malgrado la loro giovinezza e la loro non proprio matura esperienza, hanno già familiarità con il palco. Se volete contattarli per qualsiasi motivo la loro email è la seguente:Drone.mail@libero.it . [Read more...]

MONDAY ON TV

MONDAY ON TV “Something Said For The Future” info@mondayontv.net Disarmante l’intensità che emana questo album, i pesaresi Monday On Tv hanno un sound inglese, ma con qualche deviazione verso un grunge melodico. “Something Said For The Future” è il lavoro realizzato in co-produzione con la Red House Recordings e vanta sicuramente una resa ottima all’orecchio anche di un ascoltatore distratto. La produzione del disco è stata affidata ad Antonio Piazza e al momento le trattative di produzione sono con Load Up Records, giovane etichetta già piuttosto attiva alla ricerca di realtà underground italiane. Alla voce di Claudio Donzelli non si rimane certo indifferenti, potente, precisa, seducente, capace quindi di emozionare e di farsi apprezzare con le sue tinte inglesi nelle note alte e con una voce “nera” nelle note basse. Le atmosfere britanniche che si respirano rendono fluttuante il sound dei Monday On Tv, sporadiche chitarre americane “violentano” il loro sound che rimane, in ogni modo, sempre melodico e easy listening. Senza inventare nulla di nuovo la band confeziona un prodotto davvero ottimo sia tecnicamente che nella scrittura musicale, la cigliegina sulla torta è rappresentata da una voce davvero bella che si ritaglia uno spazio importante nell’ascolto dei brani. Come non rimanere affascinati da “Down for days”, bella e dal ritornello canticchiabile, dalla malinconia di “Another face” (bel testo) o di “Again”, splendida l’atmosfera sognante di questa composizione. Ancora ottime “Black Collier”, cantata metà in inglese, metà in italiano, l’indie di “Tomorrow”, il punk rock di “Bastard Inside” e il grunge di “Just A Minute”. Diverse cose dell’album si fanno apprezzare, nulla di innovativo, non certo un ascolto complicato, ma ottima musica contagiosa e sognante, chissà magari un cantato in italiano basterebbe a dar maggiore personalità alla musica della band, ma la padronanza inglese della voce soddisfa appieno e non ci sono discussioni sul fatto che questa è un’ottima realtà italiana! [Read more...]

OSSIAN – ECFORIA

Tra le note stampa leggo: “Noisy assault of violent groovy metal”.insomma rumore e violenza sonora sì, ma perfettamente controllata.
La title-track “Ecforia” ci scaraventa nel mondo claustrofobico e allucinato dei pugliesi Ossian, autori di un debut-cd che non ha lasciato nulla al caso, a partire da artwork e package altamente professionali, a finire a suoni limati con perizia certosina.
Distorsioni di stampo autenticamente metal si intrecciano senza perplessità alcuna con innesti elettronici, rumori di fondo, ritmiche spesso forsennate e vocalizzi straziati.
Scorrendo le tracce di questo lavoro si notano richiami thrash, death, noise-core, impennate post-metal e, a rendere i suoni meno prevedibili, aperture dark e gotiche (“Insekt”).
La tecnica individuale è notevole, l’insieme davvero convincente, sono certo che lo spettacolo live degli Ossian risulterà granitico e di grande impatto.
Non è la prima volta che torno sulla questione: tante bands del sud Italia, teletrasportate come per incanto a Milano o Bologna, metterebbero le ali in un batter d’occhio.
Qui, allora, bisogna insistere, non mollare mai. [Read more...]

FUSE – PROMO ’02

Da San Vito dei Normanni (BR) una band davvero interessante, connubio piacevolissimo di melodia ed energia rock. Tre pezzi curati nei suoni e negli arrangiamenti con l’impeccabile voce di Vito D’Agnano sempre in evidenza.
“Nuove realtà” e “Un giorno da star” lasciano trasparire le qualità dei cinque ragazzi, tutte rivolte a disegnare traiettorie musicali accattivanti ed efficaci ritornelli supportati dai cori di Massimiliano Deluca ed Enzo Ardone. Ma è con “Sfiorando l’aria” che i Fuse esaltano il loro talento e la loro propensione alla melodia irrobustita da distorsioni ariose e coinvolgenti: mi tornano alla mente i disciolti Scisma (cito “L’equilibrio”, per dare un’idea) e le soluzioni vocali di Benvegnù.
Sarebbe interessante valutare i Fuse attraverso un lavoro di studio incentrato su almeno cinque-sei pezzi perché, se le premesse sono queste (premesse ampiamente confermate dal live cui ho assistito allo Stop Over di Giovinazzo il 21 marzo scorso, in occasione del festival A.S.P.), San Vito dei Normanni sarebbe solo la tappa iniziale di un lungo e meritato viaggio. [Read more...]

Nord Wind, Bari, giovedì 13/3/2003

Presente gente per una sessantina di unità stasera al Nord Wind di Bari per assistere alle esibizioni live di Skill e Aye Davanita, due tra i gruppi ultimamente più attivi e interessanti nella scena barese.
Apre la band dell’ex Teclo Tiziana e siamo di fronte a un post-rock maturo e davvero ben eseguito. L’alternanza di melodie fascinose e sferzate distorte rendono la proposta accattivante.
I riferimenti degli Aye Davanita sono Afterhours in Italia e Pearl Jam all’estero: nel cantato sono più vicini ai primi (anche se non si producono nelle divagazioni ormai consuete per la band di Agnelli), nella fedeltà a oltranza per un rock’n’roll a tutto tondo sono invece assai affini ai secondi.
Ho scambiato quattro chiacchiere con Michele degli Aye Davanita e con Tiziana degli Skill.

Allora, Michele, parlaci un po’ degli Aye Davanita.
Nasciamo alla fine del 1988, il nostro background affonda le radici nel rock americano, iniziamo a suonare cover, soprattutto degli Afterhours, e a cambiare formazione. E’ stato difficile trovare un bassista qui a Bari, dove la cultura dell’indottrinamento musicale, del virtuosismo tecnico e dei conservatori è molto forte: noi avevamo bisogno di un basso lineare. Abbiamo vissuto la terribile esperienza di Sanremo rock: non è un luogo adatto a chi crede nella musica come libera espressione. Tutti i gruppi erano commerciali e avevano basi campionate. I criteri di valutazione dei gruppi erano discutibili. Si distrugge un sogno.
Cosa vi aspettate da una serata come questa, suonando nella vostra città?
La nostra è una necessità fisiologica. Se non suoniamo stiamo male. Non è una questione economica. Per adesso non si vede una lira. Qui a Bari suoni come puoi, ci sono mille difficoltà. C’è pochissima volontà di investire nella musica. Mai rassegnarsi e vivere le delusioni in modo troppo drammatico. Noi e gli altri gruppi emergenti dobbiamo rompere i coglioni finchè non diventiamo vecchi. Dobbiamo svegliare questa città. Il sindaco poco si interessa a questo mondo. Ha fatto diventare Bari vecchia un piccolo teatrino per pochi eletti. Si ignorano altre realtà molto interessanti perché non pubblicizzate. Bari vive ancora in un’apertura non completa verso il rock e pop, verso i generi non proprio tecnici. Primeggia il jazz e la musica elitaria.

E per il futuro?

Suonare, suonare, suonare e dividersi tra passione e lavoro. Sono arrivato a 26 anni e non mollo, non mollo più. “Apnea” è il nostro ultimo cd: 8 canzoni autoprodotte e autodistribuite.


Dunque, Tiziana, cosa ti resta dell’esperienza dei Teclo?
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