Author Archives: SulPalco.com
GLEAM
Tracklist:
1. Lip and Tremble
2. once purple
3. seven
4. genetically rock
5. halo
6. daily news
7. on the way to ames
8. escape blues
9. light brown
10. if
11. z conversation
Siamo nel Dicembre del 2005 quando esce “Lip and Tremble”, album d’esordio autoprodotto dalla band bresciana “Gleam”.
L’album era comunque preceduto da ben tre demo, tutti autoprodotti: “Paiza – the story so far Vol. 1″(2003), “Paiza-the story so far Vol 2” (2004) e “the big G – four songs demo” (2005).
Dopo tre anni dalla nascita del gruppo, i Gleam ci presentano un disco che spazia dal rock blues fino al progressive rock, non per niente le influenze della band vanno da Jimi Hendrix e Steve Ray Vaughan alle atmosfere più alienanti dei Pink Floyd e di Mike Oldfield.
Undici i brani per quasi un’ora di rock.
Nonostante le songs siano il riflesso degli ambienti in cui il gruppo ha vissuto la sua musicalità, non mancano di originalità e di spessore, anzi, dimostrano come la band sia riuscita a mescolare il grande passato del rock con la personalità di ogni componente.
Ottima la performance della voce di Andrea Salierni, che si accompagna alla tastiera con dei magnifici suoni alla Deep Purple.
Buona anche la scelta sonora delle chitarre, mai pretenziose o fuori luogo.
La band ha alle spalle anche una notevole attività live, che riprenderà questa primavera per promuovere il disco, quindi non ci resta che aspettare le date!
Intanto auguriamo al gruppo di trovare la produzione per LIP AND TREMBLE.
Visitate: www.gleamstation.com
Black Mamba
Un delicato avvio introduce a “Fighters”, l’apripista di questo EP dei Black Mamba, un brano cantato in inglese con sonorità care all’hard rock di fine anni 70 con strizzatina d’occhio al grunge … è uno stile questo, che si propana per tutte le 4 tracce del lavoro. “Ashes” coincide con un punto di grande grinta ed energia, anticipando “A men and his seas” che partita con sonorità delicate e sognanti esplode in passi cadenzati e in diversi cambi sonori. “Rwanda” invece mi è parsa un pò fuori luogo, rapido brano ai limiti del metal con chitarre e batteria un pò confusionarie: un cazzotto nell’occhio per una chiusura che stona un pò. Quindi generalizzando, possiamo dire che i pezzi propongono una matrice grunge-rock grintosa (specie nella sezione ritmica) che però non convince totalmente nell’interpretazione vocale … a ogni modo, interessanti i riff e l’impatto sonoro che sono sicuro acquisisce ancor maggior impatto nella tenuta live.
Sonoria
Presentatevi…
Siamo i sonoria, pop-rock da Benevento, composta da 5 elementi, Carlo voce Gianpiero batteria cori Igino chitarre Domenico basso Saverio synth
Come mai questo nome? Cosa sta ad indicare?
Un sound in continua evoluzione, il nome fu proposto dal vecchio bassista anni orsono, ci siamo affezionati.
Come e quando si è formata la vostra band?
La band ha le sue origini nel 2001. Una mail mandata per sbaglio da Gianpiero a Carlo fa conoscere i 2 che iniziano a portare avanti il progetto. La formazione si concretizza nel 2003 con l’entrata del chitarrista Pennino e si completa nel 2004 con l’entrata di Domenico e Saverio dopo le session di “June”. La band si forma concretamente nel 2003 con il trio fondatore Carlo Igino e Gianpiero, che dopo varie esperienze mettono su il gruppo
Statobardo
Statobardo, cosa significa il vostro nome?
Nel medioevo il Bardo era un cantore e musicista errante.. nella filosofia tibetana invece “bardo” significa letteralmente “stato intermedio” e si riferisce allo stato di esistenza che intercorre tra due consecutive vite terrene. E poi.. suonava bene!
Come vi siete conosciuti? Quando avete capito che potevate suonare insieme?
Ci siamo formati nel 1996 in un garage.. all’inizio solo per divertirsi tra amici; poi spinti dalla voglia di comunicare con la musica, di avere una situazione espressiva per dare un senso alle giornate, per sfogarsi. Da allora però ci sono stati diversi cambi di formazione.. in sostanza ci siamo cercati, per poter fare qualcosa come statobardo.
Monkey’s Empire
Tre pezzi per questo demo dei Monkey’s Empire. “My Madness” si muove su tonalità rockeggianti condite con cori e ritornelli in stile anni ’80, pezzo orecchiabile per ciò che concerne i riff ma davvero modesto nella coesione musica/voce quando quest’ultima finisce quasi per “sparire” nel suono … una pecca certamente figlia di una registrazione non perfetta che di certo non aiuta a giudicare pienamente questo lavoro. La seconda traccia “Not in my name” segue la falsariga del primo pezzo ma con un riff forse più potente (specie nella base ritmica) e così il pezzo si fa ben ascoltare (anche se la parte vocale dei ritornelli meriterebbe più cura). E così dopo due pezzi di hard-rock sbuca a chiudere il demo “Aca toro”, cover del celebre pezzo targato Punkreas che non viene però eseguito con la medesima forza, risultando leggerino a livello sonoro specie nelle chitarre che risultano troppo “presenti” in un contesto nel quale la voce (e quindi i testi) dovrebbero essere in assoluto primo piano. E questo è un concetto che può essere spalmato sull’intero EP, un lavoro certo non eccezionale ma che propone un paio di buoni spunti per un qualcosa in futuro di più corposo.







