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Zonaloud – ‘Quello che vedi’
L’Ep contiene le seguenti tracce:
1) Momenti di agitazione
2) N.G.C
3) Kefie e sangue
4) Zonaloud
L’Italia (e lo dico a malincuore), non hai mai avuto e non ha al momento, una grandissima tradizione “cross-over”; fortunatamente c’e’ chi questo lo hai intuito da tempo e si sta dando da fare per colmare questo vuoto.
Sto parlando degli Zonaloud che nascendo dalla fusione di due gruppi diversi, hanno saputo trovare un sound comune ma soprattutto originale ed estremamente potente.
4 tracce di pura rabbia filtrata attraverso un altalena di suoni funky, ritmi vagamente hip hop e chitarre distorte.
Il lavoro si apre con una voce che con la sua polemica all’approccio che molti hanno col tubo catodico, fa da tappeto rosso alla prima traccia in cui tale tema viene sapientemente approfondito e “tormentonato” da un’ invadente linea vocale: questa è secondo me il pezzo che tra i 4 è il più rappresentativo ed il più interessante di tutto l’Ep.
Non da meno però è la traccia n.2:”N.G.C”in cui il sound centrale rimanda ad una tradizione dalle sfumature metal e si allontana( ma solo di un passetto) dai suoni che caratterizzano i 4 ragazzi.
Non è molto semplice adeguare( a mio avviso) i testi in italiano ad un sound dal sapore così tanto “stelle e striscie”: i ragazzi comunque hanno fatto un ottimo lavoro anche da questo punto di vista ed il risultato finale è stato un lavoro molto originale, dalla buona qualità di registrazione e molto interessante sia dal punto di vista prettamente musicale, che dal punto di vista delle tematiche affrontate: la musica è anche un mezzo di diffusione di idee e valori e questo non bisogna dimenticarlo.
Intervista alla Load Up Records
Come, quando e perchè nasce Load Up?
La load-up nasce nel 2002 come naturale sviluppo dell’attività del Red House Recordings.
Nasce essenzialmente come etichetta di servizio per le coproduzioni interne.
In pratica il concetto era di riuscire a dare sbocco a tutti quei progetti che pur meritandolo non erano riusciti a trovare situazioni degne della loro qualità.
Naturalmente essendo un’ etichetta che nasceva per pura passione e con budget limitati il discorso che si faceva con gli artisti era molto chiaro: La load-up entrava in gioco quando tutte le speranze erano perse oppure se le proposte ricevute erano minori rispetto a ciò che potevamo offrirgli noi.
Ed è stato grazie a ciò che alcuni dischi come Anonimo FTP, Quinto Stato e Mama.in.inca hanno visto la luce rivelando bands di assoluto interesse. Naturalmente il rammarico è che vista la limitatezza delle risorse economiche non siamo in grado di accompagnarli ulteriormente.
In pratica la load-up è riuscita a dare una prima spinta propulsiva a queste bands.
Ora dopo due anni iniziamo a raccogliere dei piccoli frutti e pensiamo di muoverci in maniera diversa ma sempre con la politica dei piccoli passi vista la situazione critica del mercato che ci ha toccato da vicino con la chiusura della White ‘n’ Black e la conseguente ricerca di una ritrovata distribuzione affidabile ,speriamo, con Venus.
SUM COMPILATION (SUONI UNIVERSITARI IN MOVIMENTO)
INTERVISTA AD ANDREA VERARDI (COORDINATORE DEL PROGETTO SUM).
L’ USCITA DI SUM COMPILATION E’ PREVISTA PER OTTOBRE/NOVEMBRE 2004.
Quando,come e perche’ nasce il progetto SUM?
Il progetto SUM nasce nell’ottobre del 2002 dall’esigenza di portare avanti progetti che vedano gli studenti protagonisti. Infatti SUM vuole essere un nuovo strumento di comunic/azione, una sorta di finestra da cui i gruppi locali (formati almeno al 50% da studenti iscritti all’Università di Lecce) hanno la possibilità di affacciarsi e di esprimersi attraverso la musica lontano da logiche di merchandasing. Nel corso del tempo inoltre SUM, che nasceva inizialmente come una semplice compilation di suoni universitari, è diventato un progetto di collaborazione per la promozione della musica autoprodotta locale che vede la realizzazione di live e di un sito internet
JOSEPH K. – ‘SECONDO’
Etichetta: Autoprodotto
Durata: 32 min.
Tracklist:
1. Joseph K.
2. Fammi rastare
3. Giu’
4. LuceOmbra
5. La danza dei perdenti
6. Esame dei coscieza
7. Il Santo
8. Rimani sempre
9. Scontro di sogni
10. .sogno ancora
E’ strano ascoltare questo cd dei “Joseph K”, sembra quasi di esser tornati indietro di almeno 14 anni, quando la new-wave italiana aveva il suo momento di gloria e le speranze che non ci si dovesse fermare ai soliti ritornelli della piu’ banale musica leggera nostrana erano in grande ascesa .. ma poi,come sappiamo, non ando’ cosi’ e la new-wave si perse annaspando tra gli zuccheri, le pausini, i masini e tra tutti coloro che superavano senza fatica le 500 mila copie vendute con musiche dal doppio gusto ma dal sicuro target commerciale.
Dal nome pescato da uno dei personaggi piu’ famosi dei piu’ grandi libri della letteratura mondiale “Il processo di Kafka”; i romani JosephK ci propongono un ottimo stampo di chiaro e sincero rock “made in Italy” intrecciato dalle varie influenze che hanno aiutato a progredire il nostro panorama indipendente di quegli anni 90′ dove la massima espressione emerse da band come Litfiba,Ritmo Tribale, Karma e Timoria.
Fautore di un grezzo hard rock dagli arrangiamenti datati e da vibrazioni energetiche, dai riff, e dalle ritmiche distorte e pesanti questo ultimo lavoro “Secondo” si lancia in un’esecuzione di 10 brani dove sia i testi che l’interpretazione mettono in risalto la magnetica e bella voce del singer che ricorda molto le sintonie di Renga e Pelu’.
L’apertura e’ data da “Joseph K “, l’unico brano che si slancia su delle influenze ska-punk.
“Fammi rastare”,”Giu’ “,”LuceOmbra” e “La danza dei perdenti” sono di puro richiamo Litfiba e Timoria dove linee di chitarre e sezione ritmica si intrecciano in un ottimo lavoro.
A mio parere la piu’ spontanea e migliore song che esprime in pieno la personalita’ e l’interpretazione della band è “Esame di Coscienza”.
Ma anche se l’originalita’ non e’ il punto di forza in questo genere italiano, potremmo affermare che i JK si esprimono in ottima sintonia tra quegli anni ed il nostro attuale panorama musicale. Dunque,duri e con buoni propositi, con un genere tutto da riascoltare e riscoprire; . . . quindi se amate questo genere musicale, i JK non vi deluderanno!!!!
HELL CATS – ‘HELL CATS’
Etichetta: Autoprodotto
Durata: 18 min.
Tracklist:
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100% di puro Rock’n Roll questo demo degli Hell Cats che con buone linee tra sintonia di basso, chitarra e batteria si inseriscono in un’ottima ritmica d’espressivita’ vocale che ruota tra impatti d’energia di puro rock’n roll.
Il criterio di valutazione di questi 8 brani al livello sonoro e tecnico e’ in un buono stato ma il livello totale della presentazione della band e’ totalmente scadente; registrazione e masterizzazione del demo e’ risultata molto scarsa e deludente, ma e’ la totale mancanza di qualunque informazione inerente alla band (nome dei brani,contatti,discografia,provenienza, nome dei componenti ecc.) che ha inciso a far perdere degli ottimi e completi criteri di valutazione.
Il mio invito agli Hell Cats e’ quello di inviare tutte le info possibili insieme al cd altrimenti sarebbe un peccato avere pessime considerazioni quando i presupposti giusti ci sono.







