Free Belch-Demo 2002
Etichetta: Autoprodotto
Tracklist:
1.Opinioni personali 3.57
2.Forget me 2:51
3.Ombre 2:53
4.L.w.(Today) 3:08
5.Country road 3:21
La prima cosa della quale mi viene da parlare riguardo questo demo,e’ la particolare
combinazione dell’immagini della copertina con il loro nome.Scritta Freebelch(in italiano
“rutto libero”)con al centro un disegno di “Bo”(dei simpsons) che sorregge una bottiglia di birra
etichettata col nome del gruppo e per finire l’immancabile etichetta “Parental Advisory-don’t listen
to it and drive”.Certo verrebbe da pensare di aver di fronte un demo di un gruppo punk di alto livello
,purtroppo di punk si tratta ma non cosi’ tanto elevato come immaginavo.L’ascolto porta subito alla
luce l’influenza maggiore,i Green Day,soprattuto nella canzone Forget me(una delle due cantate in inglese)
che, se non fosse per l’esecuzione poco curata soprattutto da parte del batterista, potrebbe benissimo
essere una canzone del mitico Billie Joe.Da coniderare anche Ombre in cui probabilmente il gruppo
acquista una maggiore identita’.La traccia migliore dal mio punto di vista e L.W. ,originale negli
arrangiamenti ,inizio dolce che scoppia poi in un ritmo Hard core nel ritornello molto orecchiabile,
per trasformarsi anche in un balletto ska nella seconda strofa;bello anche l’assolo del chitarrista.
Peccato sempre per il batterista che, impreciso nelle rullate e a volte anche nel tempo,penalizza
molto l’ascolto rendendolo poco fluido ed omogeneo!Peccano anche in una ghost track poco
aprezzabile in cui si vantano di saper suonare come i gruppi californiani con una frase finale che
dice “Ti piacerebbe saper suonare cosi?”.Beh nel mio modo di vedere le cose credo che non sia
la loro tecnica una meta per gli altri da raggiungere!Anzi!!!!Concludendo con il mio giudizio
finale sicuramente discreto consiglio a questo gruppo di bere meno birra e fare meno rutti liberi
e di impegnarsi molto di piu’ nel trovare un proprio sound ,magari anche facendo qualche lezione
in piu’ sul proprio strumento!
HV
.
1. Meritato Week End
2. Respiro
Due brani per capire il livello compositivo raggiunto dalla band civitanovese. I due brani proposti (nell’ordine “Meritato Week End” e “Respiro”) segnano un cambio netto nella proposta musicale degli HV, i loro due precededenti demo mostravano una tecnica sopraffina e un genere che spaziava dal rock 70 al metal dei Dreamtheater, con personalissime riletture del genere. Ora gli HV (il nome intero è il vecchio Horror Vacui) si sono evoluti e propongono due brani (in italiano) più spigolosi e certamente molto interessanti, il punto di forza della band sta nell’affiatamento degli elementi tutti dotatissimi tecnicamente. La cigliegina sulla torta è poi rappresentata dalla calda voce di Caterina Trucchia, una singer che certamente merita grandi palcoscenici. I due brani sono stati registrati al Red House Recording di Senigallia (AN) e sono ormai importanti le trattative di produzione del disco in lavorazione. “Meritato Week End” parte potente con due chitarre chiassosissime e un synth che crea una strana melodia con la voce di Caterina che scivola su un riff sorretto da una sezione ritmica ottima con la batteria in primissimo piano. Per rendere l’idea il pezzo sembra una rilettura americana dei Placebo, quasi un Brian Molko post operazione ai genitali con una band allargata che suona i King Crimson. Davvero un grandissimo pezzo. “Respiro” parte più soffuso, libera le chitarre nevrotiche in modo improvviso e la canzone è molto particolare nella costruzione, improvvisi cambi d’atmosfera, azzeccati parti vocali e voci intrecciate rendono godibilissimo il brano. Imponente la tecnica messa su cd dalla band e qui certamente una parte di merito ce l’ha anche Andreas Venetis, responsabile della produzione delle due tracce, che riesce a incastrare la violenza e la bravura della band su supporto digitale. L’attesa dell’album sale, anche perché gli HV meritano una grossa vetrina nazionale che sono certo (se queste sono le premesse dell’album) non tarderà ad arrivare.
FLUIDO LIGNEO – ENDEMICO
Autoprodotto
1. A la preta re lo piesco 02:44
2. I cavalieri del sogno 03:21
3. Endemico 02:35
4. Aria distesa 03:54
5. Mennato 03:55
6. Tramonto arcadico 02:19
7. Brigante se more 02:41
8. Tarantella del Gargano all’Irpinia 04:25
9. Aurora in FA+ 04:14
Qui non servono curriculum o rassegna stampa: l’alta cifra stilistica dei Fluido Ligneo e la vena creativa di Luca Pugliese emergono impeccabili e parlano da sè. Siamo in bilico tra De Andrè, la tradizione campana e accelerazioni alla Banda Bardò o Modena City Ramblers. Mi risulta difficile citare un pezzo più di un altro, mi viene in mente “I cavalieri del sogno” per il testo particolarmente evocativo, “Mennato” per le impennate e traiettorie vocali pregevoli e “Brigante se more” per l’andazzo coinvolgente. Una personale constatazione: sempre più di frequente mi stanno giungendo cd di fattura grafica praticamente professionale. Be’, se questo è sintomo della dignità riconosciuta al proprio lavoro, non posso che rallegrarmi perché, decisamente, molto materiale che recupero nella mia cassetta postale e che mi capita di ascoltare giace purtroppo poco conosciuto nelle cantine e nei pub di mezz’Italia, tristemente sopravanzato da prodotti di alta classifica ma senza dubbio di bassa qualità artistica e profondità azzerata.
Ex Novo
.
1. Canzone Indifferente
2. Irene
C’è un aria malinconica che aleggia nei due brani promozionali degli Ex Novo. Una malinconia quasi “distruttiva”, una sofferenza interiore ottimamente resa su supporto digitale e dalle forti tinte emozionali, atta quasi a voler esorcizzare un stato d’animo sofferto. Se “Canzone Indifferente” risulta un blues acido il quale racconta una storia amara, ma che colpisce l’ascoltatore, “Irene” ha un sapore country/blues (vagamente alla R.E.M. dei primi periodi), la voce parlata iniziale (molto efficace) lascia spazio ad un ritornello più che azzeccato e dalla lirica dilatata. Il talento è sicuramente evidente, testimoniato anche dalla co-produzione firmata con il Red House Recordings, se l’album saprà essere vario certamente, si parlerà di un ottimo esordio!
DAEDALUS – LEADING FAR FROM MISTAKE
Prodotto da New LM Records
1. Darkness 01:43
2. Masquerade 06:21
3. Time 04:50
4. Rem 8 06:21
5. Leading far from a mistake 10:40
6. New 64 04:05
7. Raining 05:17
8. Flowers on Icarus’ tomb 01:51
Alessio, Fabio, Davide, Andrea e Giuseppe sono riusciti a fondere all’interno del progetto “Daedalus” le loro influenze (citano jazz, classica e metal) e i risultati si fanno apprezzare: la lunghezza delle tracce vi può già lasciar immaginare i mille stati d’animo che si inseguono e si intersecano in queste cavalcate prog metal. La voce di Alessio si può esprimere al meglio giovandosi di una sezione ritmica abilissima a dosare i tempi nel modo più opportuno, arrampicandosi tra tastiere maestose e chitarre pulitissime nell’esecuzione e nei suoni. Già da “Masquerade” si capisce la perizia dei cinque nel trasportare l’ascoltare nel bel mezzo di paesaggi affascinanti, anche grazie a peculiari intrecci armonici. L’intro di “Leading far from a mistake” ci prende per mano accompagnandoci in un altro viaggio lungo più di dieci minuti: melodia limpidissima. Bravi!







