Guignol
Milano vede brillare intensamente una nuova stella che risponde al nome di Guignol. Band navigata che ha trovato con questo ominimo lavoro (prodotto artisticamente da Giancarlo Onorato) un modo maturo, convincente e variegato per raccontare il rock. Testi ammalianti e drammatici in alcuni casi, goliardici in altri ma a ogni modo “presenti” e mai fuori luogo nella coesione tra voce/musica … Guignol scinde le sensazioni e le rigetta in un suono mai improvvisato che non teme di sfruttare diversi linguaggi. Capita perciò che un riff energico vada a braccetto con una allegra marcia circense o che l’interpretazione teatrale del canto vada contro un contesto sonoro energico di chitarrabassobatteria. Guignol può divenire il nome nuovo che dopo gli Afterhours e i Bluvertigo potrebbe donare alla scena milanese una ventata di aria fresca.
GLEAM
Tracklist:
1. Lip and Tremble
2. once purple
3. seven
4. genetically rock
5. halo
6. daily news
7. on the way to ames
8. escape blues
9. light brown
10. if
11. z conversation
Siamo nel Dicembre del 2005 quando esce “Lip and Tremble”, album d’esordio autoprodotto dalla band bresciana “Gleam”.
L’album era comunque preceduto da ben tre demo, tutti autoprodotti: “Paiza – the story so far Vol. 1″(2003), “Paiza-the story so far Vol 2” (2004) e “the big G – four songs demo” (2005).
Dopo tre anni dalla nascita del gruppo, i Gleam ci presentano un disco che spazia dal rock blues fino al progressive rock, non per niente le influenze della band vanno da Jimi Hendrix e Steve Ray Vaughan alle atmosfere più alienanti dei Pink Floyd e di Mike Oldfield.
Undici i brani per quasi un’ora di rock.
Nonostante le songs siano il riflesso degli ambienti in cui il gruppo ha vissuto la sua musicalità, non mancano di originalità e di spessore, anzi, dimostrano come la band sia riuscita a mescolare il grande passato del rock con la personalità di ogni componente.
Ottima la performance della voce di Andrea Salierni, che si accompagna alla tastiera con dei magnifici suoni alla Deep Purple.
Buona anche la scelta sonora delle chitarre, mai pretenziose o fuori luogo.
La band ha alle spalle anche una notevole attività live, che riprenderà questa primavera per promuovere il disco, quindi non ci resta che aspettare le date!
Intanto auguriamo al gruppo di trovare la produzione per LIP AND TREMBLE.
Visitate: www.gleamstation.com
Black Mamba
Un delicato avvio introduce a “Fighters”, l’apripista di questo EP dei Black Mamba, un brano cantato in inglese con sonorità care all’hard rock di fine anni 70 con strizzatina d’occhio al grunge … è uno stile questo, che si propana per tutte le 4 tracce del lavoro. “Ashes” coincide con un punto di grande grinta ed energia, anticipando “A men and his seas” che partita con sonorità delicate e sognanti esplode in passi cadenzati e in diversi cambi sonori. “Rwanda” invece mi è parsa un pò fuori luogo, rapido brano ai limiti del metal con chitarre e batteria un pò confusionarie: un cazzotto nell’occhio per una chiusura che stona un pò. Quindi generalizzando, possiamo dire che i pezzi propongono una matrice grunge-rock grintosa (specie nella sezione ritmica) che però non convince totalmente nell’interpretazione vocale … a ogni modo, interessanti i riff e l’impatto sonoro che sono sicuro acquisisce ancor maggior impatto nella tenuta live.
Sonoria
Presentatevi…
Siamo i sonoria, pop-rock da Benevento, composta da 5 elementi, Carlo voce Gianpiero batteria cori Igino chitarre Domenico basso Saverio synth
Come mai questo nome? Cosa sta ad indicare?
Un sound in continua evoluzione, il nome fu proposto dal vecchio bassista anni orsono, ci siamo affezionati.
Come e quando si è formata la vostra band?
La band ha le sue origini nel 2001. Una mail mandata per sbaglio da Gianpiero a Carlo fa conoscere i 2 che iniziano a portare avanti il progetto. La formazione si concretizza nel 2003 con l’entrata del chitarrista Pennino e si completa nel 2004 con l’entrata di Domenico e Saverio dopo le session di “June”. La band si forma concretamente nel 2003 con il trio fondatore Carlo Igino e Gianpiero, che dopo varie esperienze mettono su il gruppo
Statobardo
Statobardo, cosa significa il vostro nome?
Nel medioevo il Bardo era un cantore e musicista errante.. nella filosofia tibetana invece “bardo” significa letteralmente “stato intermedio” e si riferisce allo stato di esistenza che intercorre tra due consecutive vite terrene. E poi.. suonava bene!
Come vi siete conosciuti? Quando avete capito che potevate suonare insieme?
Ci siamo formati nel 1996 in un garage.. all’inizio solo per divertirsi tra amici; poi spinti dalla voglia di comunicare con la musica, di avere una situazione espressiva per dare un senso alle giornate, per sfogarsi. Da allora però ci sono stati diversi cambi di formazione.. in sostanza ci siamo cercati, per poter fare qualcosa come statobardo.







