stolen kisses

Innanzitutto, presentatevi ai lettori di SulPalco.com. (nome del gruppo, motivazione che sta alle spalle di questo nome, nomi dei componenti e strumenti suonati)
Siamo stupiti onorati e lusingati della vostra scelta, ci presentiamo subito! noi siamo gli Stolen Kisses che tradotto significa Baci Rubati dal titolo del film di truffaut, uno dei nostri registi preferiti. Alla voce, chitarra, chitarra baritono c’è Nina. Al basso, chitarra, chitarra baritono e cori Fede (colui che vi scrive)mentre alla batteria e campionamenti c’è Simone. Dal vivo siamo supportati dalla chitarra visrtuosa del “maestro” Paolo

Quale data si può considerare “di nascita” del gruppo?
In realtà noi tre suoniamo insieme dal 1996 quando, al tempo, eravamo parte del gruppo noise “scorie di una pella amara”. Direi che gli stolen kisses esistono dal maggio del 2001.

I componenti della band sono gli stessi di allora?
dopo aver provato un’infinità di chitarristi siamo arrivati a pensare che la nostra dimensione compositiva è il trio..dal vivo come già detto corriamo ai ripari

Affermate che il vostro genere risulta difficilmente catalogabile, in quanto frutto dell’incrocio tra pop, noise, musica etnica e post-rock. Ascoltando il vostro brano “Ne sono sicura” mi sono affiorati alla mente Sound e Bauhaus. Avete dei riferimenti o delle influenze specifiche?
Abbiamo gusti ed estrazioni musicali diverse ma tra noi riuscimo a fare della diversità una forma di scmbio e non di scontro….fino a quando l’alchimia regge tentiamo a far convivere piazzolla con i sonic youth, i deus con i blonde redhead, la samba con il rockn’roll …Ne sono sicura è stata composta in Argentina, dove io ed Nina abbiamo viaggiato per oltre 5 mesi. Abbiamo cercato di fondere e confondere le armonie e gli accordi della musica argentina (milonga e tango su tutte) con le strutture armoniche e le influenze che ci portavamo dall’europa. Sicuramente, se devo fare un nome su tutti, direi che i Blonde redhead sono il gruppo che più ci colpisce per scelte armoniche e compositive anche se non riesco a togliermii Beatles dalla testa!

Nella vostra scheda leggo che mirate a fondere sensualità, estetica e musica. Considerato che avete composto anche colonne sonore per spettacoli teatrali e mostre di pittura, potete spiegare meglio gli strumenti che vi consentono di coordinare questi elementi?
Più che gli strumenti è l’intenzione, il tocco, la frequenza della voce a creare quella che noi riteniamo la sensualità della nostra musica..con le frequenze basse e gli accordi minori aperti cerchiamo di ricreare la “fitta al cuore” tipica dell’attrazione, della passione, tragisonico languore

Avete suonato anche fuori dalla vostra provincia? E se sì, quali differenze avete osservato tra la scena musicale della vostra zona e quella delle altre città?
In realtà abbiamo sempre e solo suonato furi della nostra provincia Rovigo non offre molte possibilità a chi non suona cover. Per il genere che facciamo e per il tipo di spetttacolo che portiamo in giro siamo sempre a contatto con un pubblico che in quelche modo ci ha cercato e non “capitato per caso”..Direi che Bologna, in particolare, sembra sempre essere riferimento e fulcro dell’innovazione e della ricerca.

Quale la difficoltà più grande che incontrate nel diffondere la vostra musica?
Abbiamo scelto canali non convenzionali per mostrarci. spettacoli teatrali, performance, mostre d’arte contemporanea..le occasioni per esibirsi le dobbiamo sempre in qualche modo creare quindi le difficoltà sono maggiori soprattutto per questioni logistiche. La classica birreria è il tipico locale in cui un gruppo normalmente si esibisce ma il è anche posto meno adatto ad ospitare le nostre performance…

Raccontateci un episodio bizzarro che vi è accaduto! Come gruppo, intendo.
Attualmente ci esibiamo nell’ambito di Installazione “emozionale” dal titolo Maisons des desirs, noi non suoniamo su di un palco ma all’interno di una struttura cilindrica di 6 metri di diametro avvolta da veli semi trasparenti, il pubblico dovrebbe vedere solo le nostre ombre e girarci attorno seguendo la performace degli attori e ammirando le immagini e le foto che creano la scenografia dello spettacolo. Quando ci siamo esibiti al LaBo di Bologna dopo 20 minuti la gente spontaneamente ha creato prima dei buchi nei veli poi li ha completamente aperti ed è entrata all’interno della struttura per sedersi in mezzo a noi, chi sugli ampli chi accovacciato affianco al batterista chi seduto proprio sotto la cantante… l’atmosfera che si è creata tra noi e il pubblico è stata un’esperienza indimenticabile, una complicità quesi toccante e assolutamente inaspettata… Abbiamo dovuto solo ricomprare i veli…..

E fin qui abbiamo parlato della vostra vita artistica. Passiamo ora a domande più “personali”. Cosa fate nella vita? Quando non suonate, naturalmente.
Io faccio il giornalista, Nina è una fotografa di grande talento mentre Simon è gran bravo fonico..insomma si tira a campare

Che musica ascoltate?
Beatles, Sonic youth, Nirvana, Deus, Morricone, Radiohead, Giardini di Mirò..tanti gruppi emergenti sia italiani che stranieri..post rock, classici, musica popolare sud americana, indiana…

Il film preferito di ognuno di voi.
“Indagine su un cittadino al di spora di ogni sospetto” in questo momento è il mio in assoluto ma domani cambio idea. Anna come Simon e me ama Truffaut, Hitchcock, Kubrik, Scorsese,..

E il libro?
Calvino!!!!!! “Le città invisibili” una meravigliosa scatola di squisiti cioccolatini letterari. Anche se Il “faust ” di Pessoa ha fatto piangere Nina dalla commozione..

La musica per voi è semplicemente passione, o puntate a farla diventare anche il vostro futuro lavorativo?
Più che una passione è un’ossessione ma viverci è ancora un sogno

Ultima richiesta: un saluto agli affezionati frequentatori di SulPalco.com.
Parlare di musica è come parlare di sesso bisogna solo farlo! diceva John Lennon…..E’ che non si era iscritto a SulPalco! Grazie e un bacio (rubato) a tutti