Category Archives: Sensazioni
AMELIE
Due autoproduzioni nel giro di un anno sono cosa rara, e quando lo scarto qualitativo è di queste dimensioni la cosa è davvero stupefacente. Ho sentito il precedente demo degli Amélie, quel “Trabant EP” che in redazione è piaciuto sopratutto per il cuore della proposta. “Be Low” sembra spostare leggermente le coordinate della band, il pop si fa più elegante e raffinato, con qualche spunto chitarristico vicino al post americano. C’è passione e una buona tecnica, gli Amélie sfoggiano arrangiamenti maturi e un notevole passo avanti nelle linee vocali, qui incisive, ammalianti e calde. La stessa registrazione ha dietro nomi importanti, Andrea Rovacchi, Andrea Franchi e con la preziosa collaborazione di Paolo Benvegnù. Buon gusto e capacità compositive più che discrete, sfornano altre cinque buone canzoni dalla sensibilità inglese, pulite ed affascinanti nelle atmosfere crepuscolari. Molto belle “Do It Over” e “Slow”, i primi brani in tracklist. Una band maturata in fretta, di cui sono certo sentiremo parlare a breve termine e che spero saprà giocarsi al meglio il proprio potenziale.
Fabio Igor Tosi
Arvenia : il primo lavoro di una band da scoprire
‘Arvenia’è il primo lavoro omonimo della rock band molisana. Nata nel gennaio 2003 dall’unione di tre amici “amanti di Musica”, Arvenia è un perfetto power-trio: Manolo alla voce e chitarra elettrica, Rossella al basso elettrico e Amilcare alla batteria.
Gli Arvenia propongono brani caratterizzati da sonorità rock, con linee di psichedelia, metal, grunge. Notevole il loro sound energico e melodico, aggressivo e dolce, rabbioso e sereno. Dicotomie che navigano parallelamente nelle loro composizioni. Un suono che ricorda gli italiani Afterhours, Verdena e Marlene Kuntz , ma anche Bauhaus, Coldplay e Radiohead. 6 tracce per un demo tutto ‘made in Italy’ e necessariamente da scoprire a partire dal book, davvero ‘alternativo’; ad un primo ascolto colpisce inevitabilmente l’intro Carillon, tetro e viscerale a cui segue la traccia Miele che ha invece sonorità più ‘pop’. In Criteryon 4, così come in Frank e Dolce Veleno, esplode l’anima indie della band. Notevoli le linee di basso distorto, nefaste e malinconiche; i riff di chitarra intensi e seducenti. Musicalmente convince meno Stato di perdizione amorosa , anche se ha un testo allettante; si arriva poi alla track numero 6 ed è con Bianca Neve che si conclude meravigliosamente l’ascolto. Una ballata acustica, amorevolmente rock, sentimentale e intensa. Il brano che di sicuro si ricorda maggiormente e che invita ad un riascolto infinito.









