LineaViola

Presentiamo i LineaViola al gran completo, con iteressanti risposte sul loro primo singolo, e sulla situazione underground italiana…

Presentate la vostra band ai nostri lettori
Andrea: Il modo migliore di presentarci è citare la descrizione che ci ha dato un ragazzo che ci ha visti suonare: “… quando voi siete sul palco siete suono, danza, vibrazioni, calore , tensione, rabbia umana, angoscia e trasmissione di emozioni…”.

Avete un sound molto vario, confermate questa mia impressione? A quali artisti vi ispirate maggiormente?
Fabio: Ad un primo ascolto tutti quelli che “incontrano” la nostra musica trovano un qualcosa di “progressivo” (senza nessuna offesa per il vero prog!!!). La verità, al contrario, è che il nostro sound sia nelle idee che nell’arrangiamento è in un certo modo uniformato il più possibile: questo per puntare l’obiettivo sul messaggio dei nostri testi e sull’impatto delle nostre canzoni. Naturalmente, attraverso il solo ascolto del singolo o attraverso l’analisi del nostro, per ora, maggior successo (demo_002) non si riesce ad apprezzare il lavoro di grande sintesi che poi, a mio parere, trasparirà dall’ascolto del disco. Come in tutte le situazioni musicali, vi è una forte ispirazione a diverse realtà esterne, sempre positiva e costruttiva… ma la cosa che secondo me è più importante ricordare è che le nostre idee non derivano esplicitamente da uno o più progetti particolari, ma più che altro da un’esigenza di ricreare un sound, quello del rock, crossover o nu-rock (come vogliamo chiamarlo, ci sono modi infiniti per dire tutto e niente) che in Italia purtroppo non è ancora apparso e che sicuramente manca.

Avete partecipato a diversi concorsi, potete farci un piccolo riassunto?
Fabio: Beh, ogni situazione di questo tipo ci ha insegnato qualcosa… questa è la cosa più importante. Riuscire a presenziare a molti concorsi, ti da la possibilità di conoscere le più svariate realtà, dalla piccolissima birreria della “bassa padana” ad arene molto belle, come l’esibizione al Teatro Mediterraneo di Foggia, quest’estate per la rassegna “spazio_giovani_festival_2003”. Il concorso, per i musicisti emergenti, è la situazione teoricamente più stimolante, perché contemporaneamente al clima della sfida, unisce anche una possibilità di aggregazione personale e soprattutto stilistica: è un ottimo momento di confronto, di spunti e perché no di critiche. E se il risultato è positivo, si dimenticano sicuramente la fatica e i sacrifici che si fanno per portare avanti e soprattutto promuovere per tanti anni la propria arte…

Mi ha incuriosito il vostro nome, ce ne parlate?
Andrea: Il nostro nome rappresenta la linea dell’orizzonte, eterno confine tra luce e buio, sempre viola sia all’alba che al tramonto… rappresenta anche un’altra cosa, ma non si può dire!

Come nascono le vostre canzoni? E i testi?
Fillo: Principalmente le canzoni nascono dalle chitarre, io o Fabio portiamo in sala prove un’idea più o meno definita e la si lavora strumentalmente, nel frattempo Andrea, che ha sempre una miriade di testi pronti, lavora ascoltandoci mentre costruiamo il pezzo. Ci registriamo sempre alle prove perchè l’ascolto delle nuove canzoni porta poi le eventuali modifiche da apportare, siamo molto rigorosi in questo perchè lo riteniamo fondamentale. Per quanto riguarda le idee di elettronica le pensiamo in un secondo momento, quando il pezzo è già stato registrato così da trovare elementi che non vadano a disturbare il resto degli arrangiamenti ma che vi si integrino all’interno.

Andrea: nascono in sala prove, ad alto volume, a volte di getto, a volte dopo lunghi parti, io di solito scrivo e appunto idee di continuo, poi le elaboro a seconda delle emozioni del pezzo, infine gli altri mi aiutano ad avere una visione più lucida delle parole ed insieme sistemiamo il tutto. Le tematiche di cui scrivo non hanno limiti.

Come siete arrivati al contatto con il Red House Recordings?
Fillo: Nel 2002 al M.E.I. abbiamo lasciato il nostro materiale alla Free Music Agency di Ascoli, un ‘agenzia che organizza concerti e, dopo averci selezionato, ci hanno informato che il Red House cercava nuove band per collaborazioni.
Abbiamo spedito un primo cd e abbiamo suscitato il loro interesse, dopo avergli fatto ascoltare il resto dei nostri brani ci siamo incontrati nella primavera di quest’anno e da li è iniziata la collaborazione che ha portato alla realizzazione del singolo e al futuro lavoro di missaggio dell’album.
Siamo molto soddisfatti del lavoro che stiamo svolgendo insieme e delle opportunità che siamo riusciti ad ottenere durante l’estate come le date di supporto con i Linea77.

Com’è andata l’esperienza di suonare live con i Linea77 ?
Fabio: Per fortuna ci è successo più volte (seguendo il loro tour di quest’anno) e naturalmente è stata un’esperienza molto positiva: per ogni gruppo emergente è sicuramente una grossa fortuna potersi esibire davanti a un sacco di pubblico che può in un certo modo comprendere al meglio quello che stai facendo. In più non dobbiamo dimenticare che fa davvero molto piacere esibirsi assieme al primo e praticamente unico gruppo italiano rappresentante di questa nuova “linea” di sound. Penso che, nonostante la differenza tra loro e noi (non solo nel livello di successo!!!), l’insieme fra le due band si sia dimostrato compatibile. L’ultima cosa, ma non meno importante, è la visibilità positiva che una situazione di questo genere ti da, data sicuramente dalle fantastiche condizioni tecniche in cui ti trovi a suonare: i Linea e tutto il loro staff sono sempre stati molto disponibili ad aiutarci in questa collaborazione.

È bello anche il video, è stata una vostra esigenza uscire subito con un video? È un progetto che era in cantiere oppure si è presentata un’opportunità e l’avete sfruttata?
Andrea: diciamo che ci piace molto l’idea di legare immagini alla musica e dipingere storie con le canzoni. Avevamo gia autoprodotto un paio di video live e montato un lungometraggio di immagini brain-storming da proiettare alle nostre spalle durante i concerti. Quando Isabella (la regista) e Alessandro (l’operatore) ci hanno proposto di realizzare un vero videoclip abbiamo accettato con grande entusiasmo.

Come siete arrivati a contattare Isabella Trovato?
Andrea: è stata lei a contattare noi, ha sentito un nostro demo per caso e ne è rimasta intrigata, poi è bastata una birra insieme per capire che era una cosa da fare! Pensa che nel video non facciamo mai finta, abbiamo montato un impianto completo in un vecchio teatro di legno e abbiamo suonato “SBAGLIATO” per decine e decine di volte, volevamo evitare finzioni e questo a spinto Isabella ad appassionarsi ancora di più.

Come giudicate la scena italiana?
Fillo: Ci sono parecchie realtà interessanti che sono in fermento anche se al momento non vengono date molte opportunità di crescere a chi ha buone idee. Ecco perché in questa particolare situazione le band che vogliono emergere devono essere imprenditrici di loro stesse, dall’organizzazione dei live agli aspetti manageriali: si deve coprire il 100% del lavoro nel settore musicale.
Fabio: l’underground musicale Italiano è in continua evoluzione, ricco di creatività e originalità, nonostante l’esempio del sempre più omologato mercato musicale di massa, basato rigorosamente su scelte assolutamente (e in alcuni casi giustamente) commerciali (vista la crisi del settore). Per tutti gli artisti emergenti aumentano sempre più le difficoltà a muoversi ed avanzare nella professione musicale: ad esempio, basta pensare al fatto che sono sempre maggiori i progetti musicali che propongono idee proprie (questo per fortuna!), ma diminuiscono gli spazi, le rassegne, le possibilità di esibirsi e soprattutto quelle di essere ascoltati ed aiutati da qualcuno. Stanno trionfando le coverbands, le tribute-bands, i piano-bar… e questo ci dice tutto sulla situazione!
Fillo: In generale credo, comunque, che ci sia bisogno di aria fresca e soprattutto di rischiare su tipi di musica che, come il crossover, hanno un grande pubblico potenziale desideroso di ascoltare nuove band: la risposta del pubblico ai concerti di questo tipo (nostri compresi!) ne è la prova.