AMELIE

Due autoproduzioni nel giro di un anno sono cosa rara, e quando lo scarto qualitativo è di queste dimensioni la cosa è davvero stupefacente. Ho sentito il precedente demo degli Amélie, quel “Trabant EP” che in redazione è piaciuto sopratutto per il cuore della proposta. “Be Low” sembra spostare leggermente le coordinate della band, il pop si fa più elegante e raffinato, con qualche spunto chitarristico vicino al post americano. C’è passione e una buona tecnica, gli Amélie sfoggiano arrangiamenti maturi e un notevole passo avanti nelle linee vocali, qui incisive, ammalianti e calde. La stessa registrazione ha dietro nomi importanti, Andrea Rovacchi, Andrea Franchi e con la preziosa collaborazione di Paolo Benvegnù. Buon gusto e capacità compositive più che discrete, sfornano altre cinque buone canzoni dalla sensibilità inglese, pulite ed affascinanti nelle atmosfere crepuscolari. Molto belle “Do It Over” e “Slow”, i primi brani in tracklist. Una band maturata in fretta, di cui sono certo sentiremo parlare a breve termine e che spero saprà giocarsi al meglio il proprio potenziale.

Fabio Igor Tosi