RED HOUSE BLUES REVUE
Red House Blues Revue deriva della collaborazione tra David Lenci, apprezzato ingegnere del suono presso il Red House Recordings e Sean Meadows mente chitarristica dei June of 44. Il risultato è questo “Essential Ordinary Revolutions” secondo disco dei Red House Blues Revue (il primo uscii nel 2002 per Gammapop) che nella line up comprendono anche i Laundrette, ovvero Marco Carlini, Lucio Febo e Massimo Bartera. Registrato al Red House Recordings (e dove altrimenti) dallo stesso Lenci e da Andreas Venetis, il disco in questione disegna trame chitarristiche graffianti, con sonorità che avvolgono il pensiero ed abbracciano qualsiasi cosa ostacoli la propria diffisione nello spazio chiuso. Un disco intenso che va sparato a volume alto per esser conquistati dal suono pieno e vorticoso delle chitarre prevalentemente blues, un blues malato e contaminato, tremendamente coinvolgente. Chitarre intense e vibranti che sanno sia cullare che graffiare mantenendo una propria unicità nel suono. Il mainstream è qui lasciato da parte, segna il passo la propria voglia di esprimersi, senza fronzoli, lasciando che le mani scivolino sulla chitarra e creando un vero e proprio alone sonico che rapisce fin dai primi ascolti. Le canzoni più immediate sono “Brooklyn#42” e “Broken Machine” (dei quali sono già stati girati i video-clip) dove la costruzione musicale mostra strutture vicino alla classica forma canzone e l’atmosfera si fa più asciutta mantendo, in ogni modo, gli attributi di questa band. A mio avviso la vera perla del disco è quella “Fallin’ Star” malinconicamente intensa, con voce sporca e carica di una consapevole tristezza di fondo e con una cadenza molto scura nell’atmosfera creata. Non posso dimenticare l’abbraccio iniziale dell’opener “In The Stoner House”, strumentale e splendida, fantastico l’intreccio chitarristico e la sezione ritmica che introducono la più ritmata “Gumshoe”, citazione particolare per “Inamorata”, la più positiva del lotto, quasi alla Dinosaur Jr sia per l’allegra cadenza chitarristica, sia per le voci sbilenche che accompagnano il bellissimo brano. Un disco che lascia il segno per l’intensità delle atmosfere prodotte.
Fabio Igor Tosi
igor.tosi@libero.it
CD: Lake Records/Load Up Records – Venus







