STEFANO MAGNANELLI – Tagadà
Una vera sorpresa la scoperta di questo cantautore nostrano. “Tagadà” è il suo disco d’esordio, frutto di un percorso artistico iniziato nei primi anni 90, e raccoglie tutte le composizioni migliori scritte da Magnanelli. Troviamo quindi brani anche di vecchia composizione, ma che fanno uscire dall’anonimato un cantautore davvero talentuoso. Basta “Ne Ho Bisogno”, traccia che apre il disco, a valer la pena di incontrare questo artista nella sua musica, una musica che predilige atmosfere intime e personali, ma che non disdegna affatto ritmiche veloci e divertenti. La sensibilità pop cantautoriale di Magnanelli la si riscontrata in gran parte del cd, che unisce tradizione e ricerca, con qualche incursione elettrica e soprattutto belle melodie calde ed avvolgenti che emozionano e cullano, lasciando a tratti senza parole. Oltre alla già citata “Ne ho bisogno”, dotata di una chitarra intima e triste e di un testo splendido ed intenso, c’è “Giorni Intrusi” a continuare l’atmosfera dell’opener, aggiungendo maggior phatos nel ritonello, con una voce che da sottile, si alza uscendo dal guscio intimista che è appena stato creato. Bellissima anche “Ci vediamo su Marte” con un cantato vagamente alla Massimo Volume ed un piano efficace, poi “Martina”, quasi una descrizione mentale di una persona confusa, ma decisa a rimettersi in corsa, il tutto recitato su una base fascinosa ed intensa che riesce a trasmettere fortissime emozioni soprattutto nel crescendo finale. Altre ottime composizioni sono “La Banda del Fico”, “Principessina” e “Verrà quel giorno”, dai ritornelli ben congeniati. Ci sono poi gli episodi più allegri e scanzonati (la titletrack “Tagadà”, “Blitz alla Diaz”, “Ci Vediamo Domani”), nei quali Magnanelli si cimenta, ma che non riesce a rendere con la stessa efficacia dei sopra citati, non conquistando il ritmo del corpo. Intendiamoci, non stiamo parlando di composizioni da buttare, ma di tracce che, in ogni modo, sono un grandino sotto a quelle intense nelle quali, a mio giudizio, Magnanelli riesce a dare davvero il meglio di se, conquistando cuore, pensiero e anima. Ora che il primo lavoro ufficiale di Stefano è uscito, non permettiamogli di prendersi pause troppo lunghe. Una capacità di scrivere belle melodie come la sua non è certamente comune.







