Unnamed
Presentatevi ai lettori di SulPalco.com. (nome del gruppo, motivazione che sta alle spalle di questo nome, nomi dei componenti e strumenti suonati)
Daniele: Il nome della nostra band è Unnamed, ci abbiamo messo un pò a deciderlo, nonostante i vari nomi che proponevamo nessuno sembrava che si addicesse a noi…poi un nostro amico ci disse che dato che non trovavamo niente di adatto ci potevamo chiamere Unnamed,( senza nome, gli innominabili…) l’ idea ci è subito piaciuta e cosi è stato. Il gruppo è cosi composto:
Daniele Voce e chitarra
Emanuele chitarra e 2′ voce
Sara basso e cori
Martino batteria e cori
‘HB1’ – ACIDO BALSAMICO
.Etichetta: AUTOPRODUZIONE
Durata: 30 min.
Tracklist:
1. Maisto
2. Aura Persa
3. Lil’ Trip
4. Instabilità Mentale
5. Nuvola In Nebbia
“HB1” è il titolo del DEMO degli ACIDO BALSAMICO, giovane gruppo di Alatri
(nato nel 2002), che ha voluto raccogliere così, il lavoro e l’esperienza
acquisita in un anno di prove estenuanti, concerti dal vivo, deliri in
soffitta… Un prodotto omogeneo, con uno stile abbastanza delineato ma non
vincolante, moderno nel sound e negli arrangiamenti, ricercato nei testi.
5 pezzi di intelligenza eccentrica (il cantante va a braccetto con D.
Silvestri), di un gruppo rock che non chiude la porta a nessun genere e
cerca di spaziare con atmosfere differenti. Ancora qualche ingranaggio
sembra non incastrarsi alla perfezione ma la macchina ACIDO BALSAMICO
comunque funziona lo stesso.
“Siamo in quattro, 4 “P”, quattro amici, quattro vite legate da una voglia
matta di suonare. Si presentano così, con le loro canzoni senza dare troppe
spiegazioni, perchè vivono ancora nella continua ricerca di loro stessi e
ora hanno bisogno di un po’ di competizione, uscire fuori dal mucchio di
volti, cover e pub visti e sentiti troppe volte!” questo ci scrivono nella
loro breve presentazione.
I pezzi:
MAISTO, dinamiche molto aperte, campionature originali, chitarre pulite che
si sovrappongono a reef molto acidi, continue invenzioni ritmiche rendono il
pezzo molto altalenante. Unico neo, la non altrettanto dinamicità del
cantato.
AURA PERSA, sembrerebbe il pezzo più commerciale ma anche quello più
azzeccato. Il cantante si trova più a suo agio con uno stile sussurrato,
appoggiandosi bene alla metrica del pezzo, trovando un ritornello
accattivante e melodico, giocato su una continua altalena di suoni. Preziosa
la presenza del sax.
LIL’ TRIP, intro lieve ed avvolgente, poi suoni mediterranei incalzano
sfociando in un ritornello quasi ossessivo. E’ il pezzo più lineare ma anche
il più prolisso.
INSTABILITA’ MENTALE, strofe molto leggere e pulite, ritornelli sempre
graffianti. Il cantato sembra più agile con vocalizzi molto aperti e
fluttuanti.
NUVOLA IN NEBBIA, intro più cupa ed alienante, chitarre distorte alla
Marlene Kunz si attenuano nel melodico ritornello forse smorzando un po’
troppo l’amosfera iniziale…
P A I N S T O R M
Salve ragazzi, presentatevi e raccontateci come vi siete conosciuti e come è nata l’idea di formare una band.
Ciao Dav, noi siamo Angelo (batteria) ed Ercole(chitarra e voce), nochè fratelli e fondatori dei Painstorm. Praticamente l’idea di formare una band è nata sin dal primo giorno in cui Angelo ha avuto in regalo la sua prima batteria, da subito ci siamo messi alla ricerca di altri strumentisti e abbiamo conosciuto molti musicisti piu’ o meno bravi grazie ai quali siamo cresciuti molto a livello musicale e tecnico, finché un giorno tramite un amico comune siamo arrivati a Giuseppe Maruccia (basso) che da allora è entrato in pianta stabile nella band mentre Enrico (chitarra) è subentrato un anno dopo sempre tramite amici in comuni. Dopo delle prove fatte assieme abbiamo registrato il nostro primo demo “Welcome” dei quali siamo molto fieri.
NEBBIA – TUTTO E NIENTE
.Cd autoprodotto.
1) … 00:18
2) Senza fiato 02:49
3) P.S. 03:59
4) Fino a mattina 04:01
5) Elettrici 07:21
6) Il nostro peccato 02:14
7) Aprile/germinale 07:45
Vengo subito subito colpito dal package altamente promozionale di questo sette pezzi dei torinesi Nebbia. Apro il libricino e leggo testi intrisi di arguta ironia che mi accompagnano nell’ascolto del loro lavoro.
Un ascolto “altalenante”. Mi spiego.
La prima traccia contiene una sorta di intervista che prende per i fondelli un viziaccio tipico di noi giornalisti: etichettare i generi. Tuttavia devo dire che a volte risulta impresa ardua descrivere un prodotto “emergente” senza far ricorso a un minimo di riferimenti facilmente captabili.
Dicevo: la prima traccia accende la mia curiosità ma “Senza fiato” non mi entusiasma. Sarà la voce non sempre calibrata a dovere, sarà la linea vocale poco incisiva, sarà la struttura troppo scontatamente punk’n’roll, non so. Devo però dire che “P.S.” mi colora gli orecchi: basso in bella evidenza, un refrain azzeccatissimo, e in genere un bel groove. Parliamo di rock, ok?
“Fino a mattina” tiene alta la tensione, anche grazie a soluzioni testuali interessanti e poliglotte. Più o meno sulla stessa linea “Elettrici”.
“Il nostro peccato” e “Aprile/germinale” chiudono questo “Tutto e niente” in un modo che poteva essere migliore: si avvertono echi degli Afterhours meno ispirati. Ma tale chiosa non toglie complessivamente valore a un bel cd davvero.
ART’MISIA – ALVEARE
.Cd autoprodotto
1) Alveare 02:02
2) Matida 04:40
3) Diviso in 3 04:44
4) Andrea mangia 05:13
5) Serale 05:03
6) Il fait froid 05 :59
7) Cenere 05 :34
8) Abitudini 04:34
9) Matida (noise reprise) 04:33
10) Diviso in 3 (remix) 02:00
11) Feedback 01:33
Alcune canzoni di Alveare dei baresi (Andria, per la precisione) Art’misia potrebbero tranquillamente trovar posto nelle posizioni d’alta classifica dell’indie-rock italiano. Riff rumoristi alternati a squarci melodici, il tutto impreziosito dalla teatralità vocale del cantante Francesco Falcetta, rendono questo disco interessantissimo. Come se tutto ciò non bastasse noto testi ricercati ed emozionanti. “Diviso in 3”, “Andrea mangia”, “Serale” colpiscono subito, “Abitudini” sembra da repertorio Marlene Kuntz pre-rincoglionimento, “Il fait froid” ricorda i Placebo più elettrici e claustrofobici di “Withou you I’m nothing”. Due anni di gestazione si sentono tutti: la cura del dettaglio è percepibile. E’ in preparazione lo spettacolo dal vivo: se capitano dalle vostre parti vi consiglio di andarli ad ascoltare, a me è capitato al Renoir music club di Bari in occasione del Jumpin’ rock festival e le conferme sono arrivate a pioggia.







