Kilt

Primo promo dei Kilt, band ferrarese che si porta dietro l’esperienza maturata (praticamente con la stessa formazione) sotto il nome di R’n Lay. I Kilt hanno poco o nulla di attinenza con la tradizione scozzese, piuttosto la matrice viaggia su rotte transoceaniche atterrando nella California dei Red Hot Chili Peppers e con escursioni attente nel territorio Incubus e in generale al crossover che ha spopolato a metà degli anni ’90. Inutile negare che la band si presenta molto bene, curato l’artwork e la presentazione, lo stesso suono del disco è accattivante e ben congeniato. I brani (cinque) mostrano tecnica e qualche spunto interessante, soprattutto le esplosioni rock sono ben sostenute dalla passione della band, manca un po’ di personalità aggiuntiva e un maggiore rischio in fase di scrittura dei testi. La traccia che spicca è “Sprazzi di Nostalgia” dal coinvolgente ritornello, carina anche “Contatti 0”; di “Decadenza Quotidiana” e di “Tieni Duro” piacciono i fiati della prima e l’attacco soffuso della seconda. Ripetitiva e abbastanza banale, invece, “Geisha Party” che chiude il disco. In ogni modo i brani viaggiano bene, nulla di particolarmente trascendentale, ma una discreta proposta che mette in luce una realtà solida ed organizzata.
Fabio Igor Tosi [Read more...]

Les Boss

Prima promo per i Les Boss, quartetto torinese che si rifà in modo abbastanza chiaro alla scena lo-fi degli ultimi anni, non disdegnando riferimenti apprezzabili alle ritmiche dei cari vecchi Rage Against the Machine. Il disco colpisce subito per il buon tiro complessivo: insomma, viene da battere il piedino a tempo quando lo si ascolta. E questo è tremendamente positivo. In più, a questo va aggiunto che i musicisti suonano tutti molto bene, il cantante ha una gran bella voce (anche se penalizzata in alcuni passaggi del mixaggio dal volume un po’ basso) ed i pezzi sono arrangiati con molta cura. Anche il package è accattivante e “in stile”con le canzoni.
Però un rilievo si presenta alle orecchie del recensore. Così com’è il disco funziona, ma si sente la mancanza di una canzone “forte”, ovvero del brano capace di far sfondare il gruppo. Tutto suona bene,ogni cosa è al suo posto, le canzoni sono tutte buone, ma si tengono su un profilo medio, senza mai sconfinare nell’eccellenza.
In sintesi, giudizio positivo con riserva, nell’attesa di una esplosione nella prossima incisione del gruppo, che ha dalla sua notevoli margini di miglioramento ed un grosso potenziale ancora solo parzialmente espresso. [Read more...]

six red carpets

SIX RED CARPETS-UPON, A RING

Tracklist:
1. Upon, a ring
2. Love amphetamine
3. Anyway (live)

E’ il 2004 quando Mills, Majlco, Gaz e Andreus, dopo varie esperienze con altri gruppi, mettono in piedi i SIX RED CARPETS.
Influenzati dal filone alternative rock anni Novanta, la band “ruba” lo stile a Muse e Radiohead.
L’intento del gruppo è riuscire a regalare all’ascoltatore un perfetto mix di suoni ed emozioni da non dimenticare.
Infatti l’attenzione alla stesura dei testi è sottile, poichè le tematiche trattate vanno oltre il luogo comune, anzi, si avvicinano ad una visione filosofica della vita che potrebbe essere definita “poeticamente malinconica”.
Anche la scelta della lingua inglese non è casuale, linguaggio universale dalle sonorità morbide che contrastano con la psichedelia e la ruvidità delle canzoni.
L’aspetto grafico della copertina fa già supporre tutto ciò attraverso un’immagine su sfondo nero: la Terra vista dallo spazio protende un braccio per tenere un anello appeso ad un filo. Ovviamente va vista in chiave simbolica e può essere interpretata in varie versioni…
Purtroppo i brani sono troppo improntati sulle influenze musicali del gruppo, mancano di spessore personale, rischiano di essere ombra e non luce, ma considerando che la band ha solo un anno di vita, è un lavoro lodevole da cui traspare tutto l’entusiasmo dei componenti.
Votazione complessiva: 65100.
Se volete ascoltare i brani visitate www.sixredcarpets.com [Read more...]

COMABERENICE LIVE at TRAFFIC CLUB

Soundcheck preserale, atmosfera tesa e distesa nell’aria.

Verso le 22 la sala pub del locale è già gremita di persone.
Giornalisti, curiosi, amici… che contribuiscono a creare un clima
quasi lounge di attesa, le chiacchere si fondono e confondono
nell’aria e prendono forma ad ogni tavolo, tra i rumori dei
bicchieri, sedie che strisciano per terra… .

Verso le 23,30 circa ci spostiamo nella sala concerti, il set sul
palco è arredato con gusto: un tappeto e gruppi di candele bianche
disposte in più punti creando un ambiente cupo e caldo come l”Intro”
che stanno per proporre, il quale contribuirà a costruire lo stato
emotivo interiore per accogliere i suoni e le parole de”L’Oceano
Facile”. [Read more...]

the dust

Tracklist:
1. Rocketman
2. The Sands are running out
3. Switched off
4. Foolife
5. My love
6. Another situation
7. Sammy and Jenny
8. Never stopping
9. It’s you
10. Know how you’re feeling

The Dust nasce nel 1995 grazie al cantante Roberto Grillo, ma fin da subito il gruppo subisce continui cambi di componenti fino al 2005, quando il cd è pronto, dopo l’ennesimo abbandono di un musicista.
Storia travagliata per questa band, costretta a vivere difficoltà dovute alla mancanza di stabilità dei membri, alla conseguente assenza di concerti e a tutto ciò che comporta non avere la certezza del domani…
Eppure anche con una produzione a singhiozzo, riescono a trarre da questa esperienza, sicuramente non positiva, l’aspetto migliore, e le molteplici sfaccettatture della loro musica ne sono una prova.
Si spazia dal rock-blues al glam-rock, dal pop alla psichedelia, passando da nomi di riferimento come Pink Floyd, Rolling Stones, Beatles, Queen e Led Zeppelin, tutti made in England.
L’ispirazione spirituale conferisce ulteriore espressività agli strumenti.
Le songs sono molto diverse tra loro e godono di una freschezza ed originalità davvero uniche, risultato di una maturità artistica d’altri tempi.
Il disco si apre con una track ispirata e dedicata al grande ed inimitabile Freddy Mercury, con buona interpretazione canora e ottimi arrangiamenti.
Suoni discreti, ma che dialogano bene, anche grazie all’utilizzo dei fiati in alcune canzoni.
La filosofia perfezionista ha dato i suoi frutti, con risultati davvero straordinari, musicisti preparati, senza la pretesa di strafare, sounds personali e studiati nei minimi dettagli, una storia difficile, ma con ottime prospettive per il futuro.
Davvero bel lavoro, i miei più sentiti complimenti soprattutto per l’originalità, che manca molto sul panorama musicale attuale.
Più che di demo, si deve parlare già di disco vero e proprio, sorretto da idee chiare e precise, e da un feeling con gli strumenti davvero invidiabile.
Se posso dare un voto…90100…e mi è piaciuta anche la veste grafica, semplice ma completa.
Ancora complimenti, spero possiate trovare l’etichetta giusta per la produzione del vostro disco.
Segnalo il sito: www.thedust.splinder.com [Read more...]