Searchin’ Guitar "demo cd"
I Searchin’ Guitar sono un duo veneto interamente strumentale devoto a sonorità noise con spunti stoner/grunge. La proposta di Maura e Gius, rispettivamente bassista e batterista, risulta già dal primo ascolto intrigante e ben realizzata. Molto interessanti infatti sono le sei tracce, tutte ben strutturate e ben suonate, dotate di una buona prestanza e molto accattivanti. Sorge però una diversa considerazione dopo qualche ascolto, difatti si nota poca fantasia e originalità nelle composizioni, forse proprio perchè manca la voce. Con questo non voglio dire che non sia interessante seguire la via della musica strumentale, ma occorre più sperimentazione nella composizione dei brani. Nei brani sembra infatti che da un momento all’altro debba entrare la voce, ma poi in realtà non sarà così… questo dato di fatto rende incompleta, seppur lievemente, l’offerta dei Searchin’ Guitar. Voglio comunque affermare che i SG sono un duo decisamente potente e aggressivo, ciò è dimostrato in brani come “50 meters cable” o “Ten Days”. A render la proposta ancor più interessante e varia c’è anche l’introduzione in alcuni brani di tastiere e di chitarre, che creano un sound psichedelico che si intreccia con un noise rock molto puro, con l’impronta dei Sonic Youth che si fa sentire, anche se non troppo.
In conclusione, mi limito a ribadire che i SG potranno fare molta strada esprimendo in modo più concreto la loro creatività, sperimentando suoni maggiormente ricercati e curati. Se riuscite ad unire potenza e ingegno assieme, il gioco è fatto.
Tirlindana – Milano#92-
Track List
1.Milano#92
2.Fiore
3.Ostinato Singolare
Presente anche videoclip di “Milano92#”
Eccomi come al solito alle prese con un nuovo demo da recensire. Trilindana, “Milano#92”. A leggere la loro biografia sinceramente mi sarei aspettato molto di più di quello trovato nell’ascolto del promo. Un lavoro che non si può criticare ne nell’aspetto tecnico ne nella realizzazione produttiva ma certamente lascia qualche dubbio nella parte più importante, quella dei contenuti. Canzoni un pò troppo scontate e già sentite con una vena pop troppo marcata per quelle che sono, a parer mio, le idee del gruppo. Infatti, tutti e tre i brani lasciano intuire che una buona base musicale ci sia all’interno dei cinque ragazzi, il problema sta nel tirarla fuori dalle profondita nascoste della band. All’interno del demo si può trovare un video clip della track numero uno “Milano92” che accentua la sensazione di trovarsi davanti ad un gruppo troppo simile ad altri, ricorda inffatti molto band come “Le Vibrazioni” ma anche il vecchio e caro “Ligabue”. Eppure potrebbero risollevarsi dalla critica se nei prossimi lavori provassero a fare emergere quelle piccole influenze alternative rock che si percepiscono nei brani. Insomma tanto potenziale sprecato nella classica e ormai padrona scena pop italiana. Probabilmente i Tirlindana rendono meglio dal vivo dove magari i suoni sono piu accattivanti rispetto a quelli del cd. Da rivedere anche la scelta del singolo, poco efficace e monotono sia negli arrangiamenti che nelle parti vocali. non arrendetevi al potere dei media!
Giudizio finale = Nella media
Sheer Dulled and the Peculiar Brains
Tracklist
1. My friends
2. Getting crazy
3. Cats into bells
Buona impressione a primo impatto per questo quartetto della provincia di Ferrara, nato solo un anno fa, ma con una gran voglia di produrre qualcosa di proprio, di farla ascoltare e di mettersi in gioco, senza passare per il solito ciclo cover-tribute che sembra ormai essere diventata la prassi e (a mio modesto parere)il cancro della musica emergente.
Il demo apre con My Friends, traccia decisamente sperimentale, che nello spazio di soli due minuti sintetizza le influenze della band. Ottimo l’intro di basso, ricorda i Primus dei primi tempi, particolare lo stacco di chitarre acustiche stile folk che apre poi a sonorità molto(forse troppo) Queen, che rovinano un po’ l’originalità.
Getting Crazy è una track ottimamente suonata dai ferraresi, che dimostrano di saperci fare, nonostante la giovane età media dei componenti. Anche qui il riferimento ai Queen di Somebody to Love è inevitabile, d’altra parte i cori e l’utilizzo delle sonorità tanto care a Bryan May, vengono qui adottate in modo quasi spudorato. Ottimo il lavoro del basso e del piano. Consiglierei al cantante di non voler troppo assomigliare a Freddy, il confronto potrebbe essere a dir poco pericoloso.
Si giunge così all’ultima traccia: Cats Into Bells.
Brano strisciante ed aggressivo, ben eseguito, il refrain mi ricorda i Faith no More di King for a day, manca secondo me un ritornello più accattivante che darebbe maggior risalto ai continui stacchi, che, a lungo andare, stancano un po’; unica pecca del brano (se proprio la vogliamo andare a cercare) è il finale, che sembra buttato lì, ma forse era proprio quello il senso che i nostri volevano dare.
Someday
durata: 30 min e 20 sec
tracklist:
1) Una strana storia
2) Da qualche parte, una festa
3) non adesso
4) passi lontani
5) l’orologio
6) t.l.s.
Trio torinese insieme dal 2001, Alberto, Daniele e Michele ci presentano un lavoro già maturo.
Disco che è difficile “catalogare” in un genere, le sonorità si sgranano in tessuti armonici ampi e “culturali”.
Possiamo trovare intensità melodiche che spaziano dalla musica oltreoceano a quella più “di casa”.
I brani risultano piacevoli e decisamente orecchiabili, grazie ad un songwriting abbastanza immediato che ha
sapientemente messo in primo piano l’importanza del mix testo-melodia con passaggi significativi e brillanti,
sviluppando così un’opera compatta e intelligente.
Un cenno lo merita sicuramente la complicità tra le parole e la vena malinconico-realista che avvolge l’atmosfera
di ogni song, dolci e acide, ispirate e crude, ma comunque vere.
Un potenziale gruppo per fare uscire la musica italiana dalla nicchia, una band dalle notevoli prospettive future.
Andrea Vagnoni- "Un.punto"
Track list
1. Foglie
2.Michetta
3.Il pane e i petali
4.Atmosphere #4
5.Atmosphere #5
6.Atmosphere #11
7.Tarantella velenosa
8.D’istanti
9.Il giornale del cinema
10.Querce
11.Fiumelento
12.Il canto dell’adolescenza
13.L’incanto
14.Capriccio
15.In volo
16.Luna nuova
17.Estern dream
18.Valzer delle poche speranze
19.Le prime volte
20.Questo è il problema
21.Trio n.7
22.Trio n.9
Sognare, pensando ad alberi e fiori che, in un incantato mondo di magia, si muovono dolcemente
accarezzati da un leggero vento di speranza osservando quell’uomo. Quell’uomo che durante il suo cammino
ha donato sensazioni indimenticabili lasciando profumi di giovinezza e consigli di sagezza. Il suo lungo viaggio verso
la comprensione dell’ esistenza. Mistero e Chiarezza. Dolore e felicità. Quell’uomo cammina ancora, a volte barcolla,
ma continua a navigare in mezzo al prato. I fiori sorridono e gli alberi si inchinano. Il mondo di magia rimane ad ascoltare
il dolce suono delle sue avventure. Il mondo reale fa finta di niente e la gente commina per niente.
E’ questo il mondo di Andrea Vagnoni che merita con questa raccolta la celebrazione a vera star della poesia.
Una raccolta che racchiude anni di vita ed esperienza vissuta nell’ambito artistico e riassunta in “Un.punto”.Dopo
“In tempi di guerra” Un entusiasmante unione di colonne sonore realizzate per i corti di altrettanti artisti capaci di riconoscere in Andrea
Vagnoni il vero animo di artista. Ventidue canzoni che potrebbero accompagnarci per tutta la vita. Suoni e melodia
che donano immagini difficili da prendere in considerazione senza il suo aiuto. Musiche che vengono da tutti gli stili
musicali e difficili da ritrovare nel mondo attuale. Impossibile identificare la canzone migliore, ogni canzone potrebbe essere
la più bella in diversi momenti della nostra vita. In questo momento credo che “Il pane e i petali” possa essere quella che più rappresenta il mio stato d’animo.
Un insegnamento per tutti coloro che anno perso la speranza.








