Recensione: Mr. Dean – PURPLE TELEVISION
RECENSIONE: Mr. Dean – PURPLE TELEVISION
Tracklist:
1. I’m Ok
2. Purple Television
3. Me Friends Are (Nice)
4. Elettroshock
5. ???
6. Sonda
7. First Sex
8. Fuck People
9. Xarillion
10. Mrs. Milligan
Ho ricevuto tempo fa, in modo abbastanza misterioso, un pacchetto proveniente dagli Stati Uniti. Il pacchetto conteneva un CD con una copertina davvero inquietante (sul fronte una macchina squartata in un incidente stradale notturno, con in fondo un ranger, e nel retro dei corvi si nutrono dei cadaveri impiccati davanti ad una Televisione Viola!).
L’autore del cd dice di chiamarsi Mr. Dean, e titolo del demo è appunto Purple Television.
Ad un primo ascolto sono rimasto sconvolto dall’estrema mescolanza di dolcezza, tristezza, rabbia, monotonia e delirio nella musica e nella voce.
La prima cosa a cui ho pensato era l’immagine di un ragazzo americano, che dopo aver fatto fuori tutta la sua famiglia, si è rifugiato, solo con la sua chitarra, in una casa abbandonata, lontano da tutto il mondo civilizzato, in uno di quei tipici paesaggi da film horror; proprio per dar sfogo al suo dolore da solo.
Mr. Dean suona solo una chitarra acustica, spesso scordata, e fa uso spesso di rumori domestici e di alcuni effetti presi da un pc portatile.
Un ascoltatore attento troverà rumori come un rubinetto dell’acqua, e persino una TV accesa dove un’accesa discussione fra due persone ci ricorda un tipico film italiano anni ’50.
La prima traccia, I’M OK manifesta un malessere rassegnato, grazie al dolore, alle grida ed alla rabbia di una vita che ci ha solo ferito.
In PURPLE TELEVISION, la TV assume il tema centrale del cd.
E’ la TV che uccide tutto, la sua distanza con le persone è assorbita dal suo potere Viola, potere che ci fa rendere monotona ed appiattita la nostra vita e la rende senza speranze.
In ME FRIENDS ARE (NICE) voci confuse della mente fanno largo ad una ballata dal ritmo incalzante.
Ma è alla traccia n. 4 (ELETTROSHOCK) che ci crogioliamo nella dolce agonia per passare poi alla n. 5 (???) con un ritmo molto inquietante.
A metà cd siamo di nuovo come all’inizio con un SONDA dove i lamenti sono sovrapposti a testi e ad urla piene di rabbia.
Finalmente l’atmosfera si rilassa un poco con le tracce successive; FIRST SEX (dove un cupo inizio si tramuta in una dolce e rilassante ballata acustica dove forse Dean ha pure accordato la chitarra!!!).
Ed anche la traccia 8 sembra quasi una canzone dalle atmosfere pop.
Ma siamo arrivati ora ai veri due capolavori: XARILLION e MRS. MILLIGAN.
XARILLION… una creatura tanto dolce quanto fragile; XARILLION una ballata acustica accompagnata da un melodioso ed angelico lamento.
E terminiamo con MRS. MILLIGAN, dove un delirio si trasforma in una triste ballata ma davvero intensa.
Sorpresa:
esiste una Ghost Track alla n. 10, dove si riprendono le urla iniziali della prima traccia I’M OK e dove un coro di bambini e di altre voci chiedono Morte!
TOILETTE MEMORIA
TOILETTE MEMORIA, un nome che per tutti gli amanti della musica indie italiana è un riferimento esplicito. E’ infatti il titolo di un noto album di Umberto Giardini in arte Moltheni, artista fra i preferiti della band, da cui traggono ispirazione per la loro musica.
Quattro sono i componenti di questo gruppo di formazione pisana, città in cui vivono, che provengono però da realtà differenti siculo-pugliesi. Paolo Ruta(chitarra/voce), Raffaele Picichè (piano/sinth), Davide Iacono (batteria/piano) e Stefania Lamusta (basso).
I T.M. sono fra le migliori realtà emergenti della musica del nostro paese e di certo promettono più che bene. Ora per questo giovane gruppo è davvero arrivato il momento di dimostrare al mondo musicale italiano di cosa è capace.
Cominciano bene con il loro album d’esordio: “Io, tu e le turbe”. Un album autoprodotto e registrato a Modica (Sicilia) nell’estate 2007.
Il disco è un viaggio intenso, fra parole che si fondono interamente con le loro sonorità complesse e coinvolgenti. Un alternative post-rock (comunemente chiamato indie) che si modella su scelte tipiche del cantautorato italiano, questo in particolare riguardo ai testi complessi e intimi. Si aggiungono soluzioni elettroniche, psichedelia ed eclettismo che è forse la parola esatta per riassumere le loro scelte musicali.
Gli strumenti si intrecciano con abilità e gli scambi di note sono piacevolmente percepibili all’orecchio. La loro musica coinvolge sin dal primo ascolto e i testi delle canzoni lasciano e trasmettono quelle giuste dosi di dolce e amaro.
La prima traccia è “acre calcare”, interamente strumentale. E quale il miglior modo per cominciare un viaggio se non aprendo la mente dell’ascoltatore attento, dandogli carta bianca sulle parole che vuole sentire. A ognuno la propria scelta. Si prosegue con altre 10 tracce in cui Il pianoforte amalgama le differenti sonorità senza mai entrare in contrasto con rullanti e piatti imponenti, chitarre decisamente “rock”, giri di basso e distorsioni sonore, e voci che avvolgono e completano il tutto. E così passano “goodbye”, “saggezza”, “senza annegare” e il viaggio immaginario continua, raccontato su emozioni vive che si fanno di volta in volta parole e suoni. Con “nel vino” il tempo si ferma, il suono rallenta, ma non è “…la fine del viaggio…”. Rullante e grancassa e comincia “il cielo volge al termine”. D’obbligo soffermare a lungo l’ascolto sul “l’alba ci disperde” e il racconto di equilibri instabili e precari. E poi ancora “quanti propositi” che ricorda musicalità come quelle dei Radiohead, “nove lune” e la bellissima e sentimentale “vetro” che prepara al gran finale. Il disco si conclude con “nell’attesa” un’ultima intera traccia strumentale. E il nostro viaggio finisce. Così come è cominciato. Senza Parole.









