Category Archives: Sensazioni
ESDEM
Ciao, ci sono piaciuti davvero tanto i Vs due brani promozionali, li abbiamo trovati molto originali, a cosa vi ispirate nello scrivere musica?
Beh,innanzi tutto grazie per i complimenti, a cosa ci ispiriamo?Diciamo che i pezzi sono delle reazione, delle espressioni di esperienze intense,per esempio “Vuote” è nata da un esperienza di decantismo interpersonale,i pezzi diventano a poco a poco piccoli punti di riferimento (per noi);quindi riassumendo l’ispirazione parte da eventi elaborati dall’interno,da un mondo parallelo molto personale e naturalmente da una visione molto parziale.
CRISALIDE
Allora, presentateci l´attuale line up della band e raccontateci quando e come è nato il progetto
In questo momento siamo in tre: Matteo (voce), Riccardo (chitarra), Erica (basso).
Nel settembre 2001 Matteo e Riccardo, amici da parecchio tempo, sono stati chiamati da degli amici (Michele, Andrea e Paolo) per suonare canzoni dei Pearl Jam. Ma le cover non erano la passione dei due che hanno spinto per proporre le proprie canzoni. Sono così nati i Crisalide. Dopo molte vicissitudini, Erica e Marco sono entrati a far parte del gruppo (settembre/ottobre 2002), che così si è completamento dedicato a musica personale. Questo progetto continua tuttora anche se dal maggio 2003 Marco ha abbandonato i Crisalide.
GODYVA – AVENT
CD autoprodotto
1) Faery tale – 07:31
2) Purified – 05:05
3) God of black arts – 04:56
4) Blue shadows – 03:37
5) Envious moon – 04:12
6) Lady plague – 04:11
7) With feathers in the mud – 04:41
E’ davvero interessante l’equilibrio raggiunto dai Godyva, capaci in questo “Advent” di far convivere perfettamente e senza strappi riff distorti e melodie eteree. Melodie forti dell’onnipresenza delle tastiere di Botys Beezart e della bella voce di Lady Godyva (si ascoltino “God of black arts” o “Lady plague”), così versatile da richiamare l’eco dei Bauhaus (!) agli inizi della conclusiva “With feathers in the mud”.
Il controtempo di “Blue shadows” o l’irruenza di “Envoius moon” svelano l’altra faccia della band barese, quella più aggressiva ed heavy rock. E qui si apprezza la precisione di Enyo, valente batterista ex Carpe Diem, ben supportato dal basso del collaboratore Nicola Masi (That’s all folks), nonché la potenza elettrificata di Frahn.
L’artwork del cd risulta curato e professionale e lascia trasparire l’attenzione che la band dedica alla ricerca testuale, grafica e figurativa. Bel lavoro.
CO.MA – Promo
1. The Radio Is On
2. Il Gioco Delle Parti
Il nome CO.MA non è altro che il progetto solista di Mauro Corbia (chitarrista di alcune band sarde) che nel 99 decide di separarsi dalla sua precedente rock band e di cominciare a sviluppare la propria musica. Il rock è certamente la base di partenza del sound di Corbia (prettamente strumentale), ma è decisamente deviato (qui l’etichetta post è più che calzante), Co.Ma è influenzato da qualsiasi atmosfera lo circondi, se in “The Radio Is On” la chitarra mezza blues e mezza lo-fi, trattiene la traccia a terra, “Il gioco delle parti” ha un fascino particolare e sospeso. L’atmosfera creata è rilassante, quasi un voler accompagnare l’ascoltatore verso un’altra dimensione. Mauro controlla e modifica ogni singolo elemento della propria musica, senza cercare di imitare qualcuno o qualcosa, semplicemente lasciandola sviluppare da se, tralasciando schemi e liberando il proprio pensiero.
Inizia poi la collaborazione col Red House Recordings di Senigallia, che co-produce appunto questi due brani tratti dal precedente demo di Co.Ma “La spiaggia”. I brani sono stati registrati e mixati da David Lenci e masterizzati da Antonio Piazza. Certamente una scommessa rischiosa e non immediata all’ascolto quella ci Corbia Mauro, ma tremendamente affascinante.
GRANVILLE – GROOVE JUICE
CD Autoprodotto
1) Time 05:17
2) Twilight 03:42
3) Granville 03:42
4) Wait until tomorrow 03:39
5) Like a drop 03:44
6) Gone 04:35
Nel giro di pochi mesi (sono nati nel marzo 2003) i Granville sono riusciti a confezionare un lavoro di un’eleganza invidiabile. Ascolto “Time” e vengo rapito dal dolce canto di Monica Dente, dalla morbidezza del basso, dalle traiettorie melodiche della chitarra ingentilita da tocchi essenziali ma funzionalissimi di tastiera e, soprattutto, dall’uso magistrale delle percussioni di Enrico Cristoni: djembè, bongos, darbouka, campane del vento, shaker.
La tensione emotiva (che raggiunge picchi altissimi quando la voce del chitarrista Massimo Scarpelli s’incrocia con quella della già citata Monica) non cala con lo scorrere delle tracce, tutte accomunate dalla morbida raffinatezza descritta.
L’immagine in copertina (uno specchio d’acqua) è stata scelta per richiamare la limpidezza espressiva dei 5 Granville.
E’ pop? E’ new age? Etno-funk? E’ bella musica e a me basta e avanza.






