Category Archives: Sensazioni
LineaViola
Presentiamo i LineaViola al gran completo, con iteressanti risposte sul loro primo singolo, e sulla situazione underground italiana…
Presentate la vostra band ai nostri lettori
Andrea: Il modo migliore di presentarci è citare la descrizione che ci ha dato un ragazzo che ci ha visti suonare: “… quando voi siete sul palco siete suono, danza, vibrazioni, calore , tensione, rabbia umana, angoscia e trasmissione di emozioni…”.
Avete un sound molto vario, confermate questa mia impressione? A quali artisti vi ispirate maggiormente?
Fabio: Ad un primo ascolto tutti quelli che “incontrano” la nostra musica trovano un qualcosa di “progressivo” (senza nessuna offesa per il vero prog!!!). La verità, al contrario, è che il nostro sound sia nelle idee che nell’arrangiamento è in un certo modo uniformato il più possibile: questo per puntare l’obiettivo sul messaggio dei nostri testi e sull’impatto delle nostre canzoni. Naturalmente, attraverso il solo ascolto del singolo o attraverso l’analisi del nostro, per ora, maggior successo (demo_002) non si riesce ad apprezzare il lavoro di grande sintesi che poi, a mio parere, trasparirà dall’ascolto del disco. Come in tutte le situazioni musicali, vi è una forte ispirazione a diverse realtà esterne, sempre positiva e costruttiva… ma la cosa che secondo me è più importante ricordare è che le nostre idee non derivano esplicitamente da uno o più progetti particolari, ma più che altro da un’esigenza di ricreare un sound, quello del rock, crossover o nu-rock (come vogliamo chiamarlo, ci sono modi infiniti per dire tutto e niente) che in Italia purtroppo non è ancora apparso e che sicuramente manca.
Intervista via mail a Marcello e Nazim dei Caboto
Ciao Marcello,
iniziamo questa intervista con una domanda che per voi può essere anche scontata: perché il nome “Caboto”? Da dove nasce l’idea?
Marcello. Per cominciare, ti dico subito che a rispondere saremo in due: io e Nazim.
Nazim. Diciamo che il primo seme di questa avventura è stato gettato dopo un viaggio e diciamo anche che qualcuno di noi sentiva di dover attraversare un oceano per conquistare nuove terre. A queste necessità il caso ha voluto giustapporre la fascinazione per uno splendido fumetto di un grande illustratore italiano (un giorno spero riusciremo a fargli sentire la nostra musica e magari ad avere una sua copertina), Lorenzo Mattotti. Il fumetto si chiama Caboto, appunto.
Marcello:
Caboto come le circostanze misteriose in cui visse il personaggio filtrato dai colori e dalle ombre di Mattotti, Caboto come la persistenza del dubbio nel riconoscere o tracciare un ritratto, un volto, «la mappa di una vita».
Intervista a Daniele de L’onda d’urto
…l’onda d’urto è qualcosa che ti scaraventa verso l alto, sulla quale non hai controllo, che poi ti rispinge in basso..qualcosa contro cui non
lottare e contro cui alla fine ti arrendi…
E’ stata questa la risposta di Daniele quando gli ho chiesto da dove provenisse il nome del gruppo di cui fa parte come vocalist e ricopre il ruolo
di portavoce.Era una sera di luglio..me la ricordo bene è venuto fuori così ‘(continua lui), l’onda d’urto è’ il nostro suono..la nostra musica.
eravamo io e Carlo, mio grandissimo amico nonchè addetto alla drum machine e al computer (intanto un altro sorso alla sua birretta..)
..ci conosciamo da 12 anni..ma ci siamo rincontrati recentemente.è con lui che divido il 50 per cento del lavoro sulle basi e sui testi.
So che il progetto funziona anche per l’ amicizia che ci lega e la voglia di riuscire insieme a creare qualcosa di nostro.
AVANGUARDIA – AL DI LA’ DEL MARE
Edizioni Videoradio
1) Intro-spezione 00:39
2) Segreta voce 03:17
3) B.e.i.g.e. 03:47
4) Il gioco 04:39
5) Marrakech 04:50
6) Non è colpa del diavolo 03:55
7) Stasera si spera 05:29
8) Hotel Milleluci 03:29
9) Ayatollah 02:43
10) Intelligenza aliena 05:20
11) Alex drum 01:16
12) Amico a tempo determinato 03:43
I bergamaschi Avanguardia ci propongono un lavoro ricco di tastiere intrecciate a chitarre con la sapienza ereditata dalla lezione del rock progressivo anni ’70 .
Le partecipazioni a Sanremo Rock, Arezzo Wave e Rock Targato Italia testimoniano una maturità confermata dal loro lavoro che ora gira nel mio stereo.
Sin dall’intro si intuisce che la tastiera di Andrea Sertori metterà il suo marchio sulle dodici tracce di questo “Al di là del mare”.
Le composizioni sono davvero ben articolate, magistralmente complesse (penso a “Marrakech” e ai sui suoni “world”). Eppure il suono non risulta freddamente “didattico”: anzi, gli Avanguardia non nascondono un certo gusto per i ritornelli e i cori.
I testi risultano davvero interessanti: “Non è colpa del diavolo” racconta con intelligenza l’ipocrisia di cui la chiesa ammanta la sessualità; “Amico a tempo determinato” affresca con toccante sensibilità il rapporto uomo-cane.
L’abbozzo reggae di “Ayatollah” sorprende, pezzi come “Segreta voce” e “Intelligenza aliena” convincono davvero.
Potrei trovare un riferimento nei Timoria, ma sempre sottolineando che il riferimento non è un limite per i ragazzi, bensì un’esigenza giornalistica.
Bello l’artwork, le foto associate ai testi affascinano.
Unico limite una voce non sempre incisiva, a fronte di una registrazione comunque più che buona.
Bravi, ragazzi.
ANTONIO RAMBERTI – IL TRENO IN FONDO AL MARE
Edizioni Masaboba
1) Tamburo 03:49
2) Cosa resta di noi 03:54
3) Il treno in fondo al mare 04:01
4) Renato 04:34
5) Dorme la sera 03:19
6) Mario 03:16
7) Santa melodia 02:37
8) L’omino col cappello 05:43
9) Lo spaventapasseri innamorato 07:05
.Paolo Conte? Avion Travel? Capossela? Paci? Waits?
Forse è più semplice dire Antonio Ramberti e rendergli merito. Perché se è vero che nulla più si inventa, ci vuole classe per reinventare.
Quando penso alla “musica raffinata” spesso mi viene in mente “jazz concettual-palloso”. Insomma, quella cosa che i dotti fingono di capire e penetrare; un po’ come chi va a teatro per dire che ci è andato senza però capire un cazzo della rappresentazione.
Invece questa è musica raffinata. Raffinata vera. Musica funambolica.
Dalla poesia di “Dorme la sera”, al testo toccante de “Il treno in fondo al mare”, una canzone sull’anarchia dell’animo, non quella stronza che parla con le bombe; dal tango di “Cosa resta di noi”, ai ritmi serrati di “Renato”.
La stravaganza di Ramberti esplode in “Santa melodia” ma in realtà lascia tracce disseminate lungo tutto il cd (si ascoltino gli interventi parlati).
“L’omino col cappello” e “Lo spaventapasseri innamorato” sono storie bellissime, come molto bello è questo cd.






