Category Archives: Sensazioni

Gardenya

ETICHETTA: Autoprodotto TRACKLIST: Label, Shelly, Mi fa male –I Gardenya sono una band che non ama stare a casa a girarsi i pollici e , a breve distanza dal precedente demo “Sempre più sporki” , da alla luce la sua nuova creatura , “Delitti e narcosi”.
Il lavoro in questione viene dopo una serie di vicissitudini in seno al gruppo , cambi di line-up e avvicendamenti che ne hanno profondamente cambiato il volto , ma non lo spirito.
Vere colonne portanti rimangono il bassista Marco Porcelli e il chitarrista Nico Novello , che hanno avuto il merito di creare la band dalle ceneri delle riunioni nelle loro disordinate e confuse camerette piene di poster e di libri , per poi definirne l’identità e la voglia di proseguire verso una strada ben chiara e definita.
I due stoici musicisti di Trani , figli di una generazione che ha mangiato pane e rock alternativo in stile Verdena e Pearl Jam , sono circondati per l’occasione da membri di indubbio valore: il chitarrista Francesco Grande , il batterista Natale Capurso ( proveniente dai punkers Gramigna) e il vocalist Fabio Tuosto , che sostituisce il dimissionario Giampaolo Palombella.
La band si presenta decisa ad attuare un obiettivo comune , la creazione di sonorità estremamente malinconiche e riflessive , ricche di pathos e di fascino oscuro , che hanno la straordinaria capacità di aprire un baule di emozioni e di emotività , come la più preziosa delle chiavi in nostro possesso.
Le differenze rispetto al precedente lavoro sono presenti soprattutto nella caratura e nella qualità dei pezzi.
E’ innegabile che i Gardenya abbiano compiuto il decisivo passo verso la maturità , grazie anche ai nuovi innesti e soprattutto il carisma del loro nuovo cantante , perfettamente a proprio agio in un sound che gli permette di dar sfoggio alla grazia innata della sua eccellente voce.
Il demo si articola su tre brani , di cui uno vale da solo il prezzo dell’acquisto , l’iniziale “Label”.
Si tratta di una canzone estremamente coinvolgente , con un ingresso quanto mai accattivante e che non può fare a meno di rimbalzare nella mente di ognuno di noi anche dopo un primo e quanto mai fugace ascolto.
La linea di chitarra è incredibilmente rocciosa e melodica allo stesso tempo , un cocktail spumeggiante di energia e dolcezza , mischiato con i sapori più dolci e gradevoli di una voce capace di risvegliare momenti di leggiadria e soavità.
Il secondo brano “Shelly” è più meditato e intimistico ma , se da un lato si perde in incisività e attitudine rock , si recupera notevolmente in armonia e eufonia.
Dietro questa canzone , oltretutto , aleggia una sorta di leggenda , sia sull’origine del titolo sia per quanto riguarda la sua composizione.
La melodia della strofa è stata interamente sognata dal bassista Marco Porcelli che , forse timoroso di un calo di fosforo a prima mattina , ha preferito rimandare cereali e caffellatte al risveglio per registrare subito la sua “apparizione divina”.
Come titolo , infatti , era stato scelto originariamente “sogno” , ma alla fine si è deciso di tramutarlo in qualcosa di più singolare e meno inflazionato.
L’ultimo brano , “Mi fa male” è forse il più controverso , il meno accessibile ma sicuramente il più degno di nota dell’intero lotto della band.
L’ingresso della canzone mi aveva lasciato quanto mai esterefatto , facendomi credere che si trattasse della classica caduta di tono presente in ogni lavoro.
Invece , dopo un ingresso che aveva il sapore di un incontro un po’ artificioso fra funky , nu-jazz e inclinazione pop , si arrivava ad una sfuriata punk-rock di incredibile vigore e furia iconoclasta.
Man mano che si va avanti si ascolta di tutto , cambi di tempo , accellerazioni , riff vibranti in stile Soundgarden e Alice in Chains , una sorta di crossover ante-litteram che non può lasciare impassibili.
Insomma, i Gardenya non si pongono limiti di sorta in questo brano , che si presenta estremamente vario e necessita più di un ascolto per essere assimilato nelle sue varie sfaccettature.
Va detto che “Mi fa male” è il primo esperimento di collaborazione diretta nella composizione tra Marco Porcelli e Fabio Tuosto. E si può affermare senza dubbio che la prova è stata superata a pieni voti.
Il demo , perciò , si presenta come una prosecuzione della strada già intrapresa nel precedente lavoro , ma è giusto rimarcare la ventata di freschezza e di novità arrivata grazie anche ai nuovi membri, che ha conferito alla band un respiro più ampio , destinato a farci credere che la loro volontà non sia limitarsi a girare i pub della neonata sesta provincia pugliese per riproporre sonorità già abbondantemente masticate e percepite , ma , bensì , ci sia una voglia di contaminazione e di sperimentazione che , da sempre , rappresentano le basi fondamentali per poter costruire un progetto che possa lasciare un segno indelebile nel panorama musicale.
Una nota di merito va anche all’artwork , che ha elaborato una copertina semplice ma allo stesso tempo di notevole impatto.
La speranza è che la prossima recensione sia dedicata al loro primo e vero album. [Read more...]

Anima Mundi "Son qui"

Non sono molti i gruppi del Belpaese che riescono a intingere la propria musica delle atmosfere e dei colori del Mediterraneo, collante di tante sfumature di razze e geografie diverse tra loro … ricordo i Lou Dalfin legati alle sonorità francesi medievali, gli affascinanti Agricantus o (pensando alle giovani leve) i Radiodervish fusione poetica tra suoni dell’occidente e del Medio-Oriente. Gli Anima Mundi si muovono in tal senso, utilizzando strumenti cari alle etnie mediterranee (quindi no elettrici) e partorendo brani che diventano suggestive cartoline di un lungo viaggio che attraversa l’Irlanda e la Grecia migrando in Africa e concludendosi in Sicilia (come attesta la bella chiusura “Lu viddaneddu”). [Read more...]

Sheer Dulled and the Peculiar Brains

Tracklist


1. My friends
2. Getting crazy
3. Cats into bells

Buona impressione a primo impatto per questo quartetto della provincia di Ferrara, nato solo un anno fa, ma con una gran voglia di produrre qualcosa di proprio, di farla ascoltare e di mettersi in gioco, senza passare per il solito ciclo cover-tribute che sembra ormai essere diventata la prassi e (a mio modesto parere)il cancro della musica emergente.
Il demo apre con My Friends, traccia decisamente sperimentale, che nello spazio di soli due minuti sintetizza le influenze della band. Ottimo l’intro di basso, ricorda i Primus dei primi tempi, particolare lo stacco di chitarre acustiche stile folk che apre poi a sonorità molto(forse troppo) Queen, che rovinano un po’ l’originalità.
Getting Crazy è una track ottimamente suonata dai ferraresi, che dimostrano di saperci fare, nonostante la giovane età media dei componenti. Anche qui il riferimento ai Queen di Somebody to Love è inevitabile, d’altra parte i cori e l’utilizzo delle sonorità tanto care a Bryan May, vengono qui adottate in modo quasi spudorato. Ottimo il lavoro del basso e del piano. Consiglierei al cantante di non voler troppo assomigliare a Freddy, il confronto potrebbe essere a dir poco pericoloso.
Si giunge così all’ultima traccia: Cats Into Bells.
Brano strisciante ed aggressivo, ben eseguito, il refrain mi ricorda i Faith no More di King for a day, manca secondo me un ritornello più accattivante che darebbe maggior risalto ai continui stacchi, che, a lungo andare, stancano un po’; unica pecca del brano (se proprio la vogliamo andare a cercare) è il finale, che sembra buttato lì, ma forse era proprio quello il senso che i nostri volevano dare. [Read more...]

Tirlindana – Milano#92-

Track List

1.Milano#92
2.Fiore
3.Ostinato Singolare

Presente anche videoclip di “Milano92#”

Eccomi come al solito alle prese con un nuovo demo da recensire. Trilindana, “Milano#92”. A leggere la loro biografia sinceramente mi sarei aspettato molto di più di quello trovato nell’ascolto del promo. Un lavoro che non si può criticare ne nell’aspetto tecnico ne nella realizzazione produttiva ma certamente lascia qualche dubbio nella parte più importante, quella dei contenuti. Canzoni un pò troppo scontate e già sentite con una vena pop troppo marcata per quelle che sono, a parer mio, le idee del gruppo. Infatti, tutti e tre i brani lasciano intuire che una buona base musicale ci sia all’interno dei cinque ragazzi, il problema sta nel tirarla fuori dalle profondita nascoste della band. All’interno del demo si può trovare un video clip della track numero uno “Milano92” che accentua la sensazione di trovarsi davanti ad un gruppo troppo simile ad altri, ricorda inffatti molto band come “Le Vibrazioni” ma anche il vecchio e caro “Ligabue”. Eppure potrebbero risollevarsi dalla critica se nei prossimi lavori provassero a fare emergere quelle piccole influenze alternative rock che si percepiscono nei brani. Insomma tanto potenziale sprecato nella classica e ormai padrona scena pop italiana. Probabilmente i Tirlindana rendono meglio dal vivo dove magari i suoni sono piu accattivanti rispetto a quelli del cd. Da rivedere anche la scelta del singolo, poco efficace e monotono sia negli arrangiamenti che nelle parti vocali. non arrendetevi al potere dei media!
Giudizio finale = Nella media [Read more...]

Searchin’ Guitar "demo cd"

I Searchin’ Guitar sono un duo veneto interamente strumentale devoto a sonorità noise con spunti stoner/grunge. La proposta di Maura e Gius, rispettivamente bassista e batterista, risulta già dal primo ascolto intrigante e ben realizzata. Molto interessanti infatti sono le sei tracce, tutte ben strutturate e ben suonate, dotate di una buona prestanza e molto accattivanti. Sorge però una diversa considerazione dopo qualche ascolto, difatti si nota poca fantasia e originalità nelle composizioni, forse proprio perchè manca la voce. Con questo non voglio dire che non sia interessante seguire la via della musica strumentale, ma occorre più sperimentazione nella composizione dei brani. Nei brani sembra infatti che da un momento all’altro debba entrare la voce, ma poi in realtà non sarà così… questo dato di fatto rende incompleta, seppur lievemente, l’offerta dei Searchin’ Guitar. Voglio comunque affermare che i SG sono un duo decisamente potente e aggressivo, ciò è dimostrato in brani come “50 meters cable” o “Ten Days”. A render la proposta ancor più interessante e varia c’è anche l’introduzione in alcuni brani di tastiere e di chitarre, che creano un sound psichedelico che si intreccia con un noise rock molto puro, con l’impronta dei Sonic Youth che si fa sentire, anche se non troppo.
In conclusione, mi limito a ribadire che i SG potranno fare molta strada esprimendo in modo più concreto la loro creatività, sperimentando suoni maggiormente ricercati e curati. Se riuscite ad unire potenza e ingegno assieme, il gioco è fatto. [Read more...]