WebZine Musicale emergenti e musica indipendente "...if I dream, I'll walk...", cantiamo in un nostro brano, "Satori". Sognare e' fondamentale. Il passo successivo, per evitare che il sogno voli cosi' in alto da non farsi piu' riconoscere, e' spesso difficile, alle volte doloroso: trasformarlo in piccoli, progressivi, crescenti frammenti di realta'. SulPalco ha fatto di una passione, un lento ma fiero incedere sulla strada dell'esperienza associativa, all'interno e attraverso la quale la musica possa finalmente tornare a farsi sentire nella sua piu' intima essenza: il cuore ingenuo e limpido di chi la fa, la descrive, la ascolta...ne sogna.
Vanni - C.F.F. e il Nomade Venerabile
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Conversazione con Paul Hiraga

Data di pubblicazione: 01/01/2012

.:: Presentazione di New Great Lakes a Il Rifugio del neurone (BO) ::.

Quindi questa sera presenti il tuo nuovo album…

Si, suonerò alcune canzoni del nuovo album e alcune più vecchie.

Sorride per rompere il ghiaccio e beve un sorso di vino.

Ha uno sguardo gentile e modi pacati Paul Hiraga, polistrumentista di Seattle e anima del progetto Downpilot, che abbiamo avuto il piacere di intervistare a Il Rifugio del neurone di Bologna in occasione della presentazione del suo nuovo lavoro solista, dal titolo “New Great Lakes”. Questa volta è Paul a suonare tutti gli strumenti, evocando splendide atmosfere, intime e personali, e mescolando con garbo generi tra loro diversi, dal rock al pop, dal jazz e alla dimensione acustica del folk.

Potresti presentare brevemente il tuo progetto ai nostri lettori? Dirci le sue caratteristiche principali, le idee su cui si basa…

Questo è un album solista, i precedenti li ho fatti con la band. Questo volevo che fosse più personale, più intimo. E’ un album più tranquillo, acustico… c’è più suono di pianoforte. Parlando di cosa mi ha ispirato… ecco, agli americani piace allontanarsi da casa e andare in giro. L’ho fatto anche io. Non è un album che parla del fatto di andare a casa ma di riconoscere la casa.

Ho letto che hai realizzato quest’album nella solitudine di un’isoletta… [N.d.R. si tratta dell’isola di Vashon, vicino Seattle, dove Paul ha uno spazioso studio immerso nel verde]

Sì, volevo stare solo con me stesso, lontano dalle distrazioni della vita quotidiana per ritrovare la spontaneità. Nulla del lavoro è stato premeditato, non potevo immaginare quale sarebbe stato il risultato, ho lasciato che tutto fluisse spontaneamente in base ai momenti, a com’ero in quei giorni.

Quanto tempo ci è voluto per finire l’album?

Circa sei mesi. Ho cominciato e poi mi sono fermato, poi ho ripreso. Alla fine ho dovuto lavorare sodo perché avevo una deadline… non riesco a finire niente senza una deadline – dice ridendo – la mia etichetta mi ha detto che dovevo finire tutto entro giugno… e alla fine ce l’ho fatta!

C’è una storia nell’album a cui sei particolarmente legato, una che nasca da una storia particolare?

Penso la title track, “The great lakes”, che ruota intorno a un sentimento particolare, un misto di amore e malinconia rispetto alla propria casa… ma, in generale, non mi piace fare canzoni troppo specifiche. Penso che le canzoni possano avere più significati per tante persone diverse se non mi concentro su temi esclusivi.

C’è un filo conduttore che lega le canzoni?

Non è un concept album, non tutte le canzoni rientrano nello stesso filone. Penso che ci si possa trovare dei collegamenti ma non sono partito con quelli in testa, né con una sola unica idea. Lascio che sia l’album stesso a guidarmi momento per momento… l’atto della creazione, i sentimenti e le emozioni che provo durante.

Confrontando questo con gli album precedenti, quali sono i maggiori cambiamenti?

Innanzitutto il fatto che è un album solista. Il piano, l’atmosfera più semplice e acustica, niente batteria, un po’ di organo nel sottofondo.

E in generale come nasce una tua canzone?

Non capita mai due volte allo stesso modo. A volte è un’illuminazione improvvisa, mentre cammino per strada durante il giorno, un’idea, un testo, mi raggiungono in modo fulmineo e devo subito avere qualcosa sotto per scrivere. Altre volte è la musica, l’idea per una melodia ad arrivare per prima e solo dopo trovo le parole giuste per quella musica, non c’è una formula.

Che musica ti piace ascoltare?

Ascolto di tutto!

E qual è il tuo idolo?

Difficile selezionarne uno… penso che i Beatles siano stati la mia più grande influenza da piccolo. Prenderei come riferimenti sia Mc Carthney che Lennon, allo stesso modo.

Progetti all’orizzonte? Live in giro, un nuovo album…

Normalmente mi concedo una pausa appena finisco un album. In questo caso sto facendo un tour, che non è proprio una pausa... ma non potrò mai smettere di dedicarmi a nuovi progetti.

Hai date fissate?

Sto facendo questo tour di tre settimane, con altre date in Italia a Cantù, Milano e Padova. Poi suonerò anche in Germania, a Berlino e a Stoccarda.

Confrontando la situazione musicale americana con quella italiana, cosa potresti dire?

Non ho tanto girato in Italia per fare un confronto completo… un anno e mezzo fa ho suonato a Bologna al Posto, poi a Milano e Varese… e i posti erano piuttosto diversi l’uno dall’altro come condizioni e atmosfera

Ma pensi che sia più facile in U.S.A. trovare posti per suonare, organizzare concerti…?

Forse. In America ci sono molti posti dove fanno musica, ma ci sono anche molte band, quindi c’è molta competizione… ma ci sono alcuni posti interessanti anche qui a Bologna…

Ma piccoli… ed è difficile farsi ascoltare se non sei già famoso.

Sì, immagino sia difficile qui se sei agli inizi.

Se ti chiedessero di suonare, collaborare con qualcuno chi vorresti che fosse?

In cima alla lista c’è Tom Yorke dei Radiohead… è uno che prova sempre a realizzare cose nuove.

Un ultimo messaggio per i nostri lettori...?

Bisogna sostenere la musica dal vivo. Uscite a andate ad ascoltare i musicisti... è un bellissimo mestiere ma bisogna lavorare sodo!

E associandoci a questo messaggio, che dedichiamo a tutti quelli che fanno vivere la musica, chiudiamo la nostra intervista. .... Grazie Paul, alla prossima!


Riferimenti web:

http://www.musicplace.it